A Pesaro, agenti di polizia sono stati aggrediti da un individuo con problemi psichiatrici e tossicodipendenza. Il sindacato Silp Cgil critica la politica per la mancanza di strutture adeguate e soluzioni efficaci, definendo le forze dell'ordine "ammortizzatori sociali del disagio".
Aggressione vicino alla stazione di Pesaro
Quattro agenti delle volanti di Pesaro hanno subito un'aggressione. L'attacco è avvenuto nei pressi della stazione cittadina. Un cittadino, noto alle forze dell'ordine, ha colpito senza apparente motivo gli operatori.
L'uomo soffre di una grave patologia psichiatrica. È inoltre un tossicodipendente con precedenti giudiziari. L'episodio ha suscitato forte preoccupazione tra le forze dell'ordine.
Critiche alla politica e alla giustizia
Il segretario Silp Cgil, Pierpaolo Frega, ha espresso solidarietà ai poliziotti feriti. Ha definito la situazione «surreale». Frega ha criticato la classe politica per l'inazione. «Basta essere ammortizzatori sociali del disagio», ha dichiarato.
Secondo Frega, la politica dovrebbe intervenire concretamente. L'obiettivo è evitare che il disagio sociale ricada sulle forze dell'ordine. Non devono più essere l'unico punto di riferimento per problemi sanitari e sociali complessi.
Mancanza di strutture e soluzioni inefficaci
Nel corso degli anni, non si è riusciti a espellere il soggetto aggressore. I provvedimenti adottati, come daspo e fogli di via, si sono dimostrati inefficaci. Non esistono strutture adeguate per misure detentive psichiatriche.
Queste strutture potrebbero contenere e gestire le patologie dell'individuo. La magistratura si trova impotente di fronte a tali casi. L'incompatibilità con la detenzione aggrava la situazione.
Le forze dell'ordine lasciate sole
Le forze dell'ordine si trovano a gestire problemi sanitari importanti. Questi vengono trasformati in questioni di ordine pubblico. Si spera solo che la giustizia intervenga, ma la soluzione è complessa.
In questo vuoto, gli agenti cercano di dare risposte ai cittadini. Devono farlo cercando di rimanere incolumi. Dopo il loro intervento, però, manca un supporto concreto.
Investimenti in strutture e sicurezza
Frega propone un cambio di rotta. Invece di referendum inutili, si dovrebbero investire fondi in edilizia carceraria. Sono necessarie strutture sanitarie detentive e padiglioni specifici.
Questi luoghi potrebbero gestire situazioni complesse. Si eviterebbe così di nuocere a pazienti innocenti nei pronto soccorso. Il personale medico lavorerebbe in maggiore sicurezza.
Questa sarebbe una vera riforma della giustizia. I cittadini la approverebbero all'unanimità. La sicurezza sul lavoro deve partire dalla prevenzione.
Non si può solo puntare il dito contro chi delinque. Lo Stato deve offrire soluzioni concrete. I discorsi da bar non servono a risolvere problemi così seri.