Una violenta lite è sfociata in rissa fuori da una discoteca di Umbertide. Tre giovani sono finiti sotto processo per aver aggredito un buttafuori con oggetti contundenti. Uno degli imputati ha richiesto la messa alla prova.
Violenta rissa dopo la discoteca a Umbertide
Un alterco nato da una frase provocatoria ha acceso gli animi nella notte tra il 24 e il 25 giugno 2023. L'episodio, avvenuto nelle prime ore del mattino, ha visto contrapposti un giovane di Città di Castello e un addetto alla sicurezza di Umbertide. La discussione è rapidamente degenerata in uno scontro fisico.
Secondo le ricostruzioni, le parole iniziali sarebbero state pronunciate da un ragazzo di 21 anni. Egli avrebbe rivolto una frase di sfida al buttafuori, un uomo di 44 anni residente a Umbertide. La frase in questione era: «I tipi muscolosi come te non mi fanno paura, io in discoteca entro quando mi pare anche se ci sei tu all’ingresso e faccio quello che mi pare».
La reazione dell'addetto alla sicurezza non si è fatta attendere. Con un gesto repentino, lo avrebbe spinto a terra. Questo contatto fisico ha dato il via alla vera e propria colluttazione. La situazione è precipitata in pochi istanti, trasformandosi in una rissa dalle conseguenze serie.
Aggressione con oggetti contundenti
Il 21enne, una volta a terra, avrebbe reagito colpendo ripetutamente il buttafuori. L'arma utilizzata in questa fase iniziale dell'aggressione sarebbe stata un posacenere. I colpi sarebbero stati diretti alla testa dell'addetto alla sicurezza. La violenza dell'attacco ha destato preoccupazione tra i presenti.
La scena si è ulteriormente complicata con l'intervento di un altro giovane. Questo secondo aggressore, anch'egli proveniente da Città di Castello e all'epoca dei fatti appena maggiorenne, si è unito allo scontro. Ha impugnato una bottiglia di vetro, minacciando il buttafuori.
Le parole pronunciate in quel frangente erano agghiaccianti: «Tanto ti ammazzo con questa bottiglia». L'intento minaccioso era chiaro e il clima si è fatto ancora più teso. La violenza verbale si è accompagnata a quella fisica, creando un quadro di grave pericolo.
Non pago, il primo aggressore, il 21enne, avrebbe poi afferrato un altro oggetto. Questa volta si trattava di una spranga di ferro. Rinnovando la minaccia, avrebbe nuovamente urlato: «Ti ammazzo». L'uso di oggetti contundenti ha reso la situazione estremamente pericolosa per l'addetto alla sicurezza.
Ferite e prognosi mediche
A seguito dell'aggressione, il buttafuori è stato trasportato d'urgenza al pronto soccorso. Le sue condizioni hanno richiesto cure mediche immediate. I sanitari gli hanno diagnosticato una prognosi di sette giorni. Le lesioni riportate includevano una ferita lacero-contusa all'arcata sopracciliare destra e un'altra ferita all'estremità dell'orecchio destro.
Anche uno degli aggressori, il 21enne, ha subito conseguenze fisiche. Inizialmente, gli era stata attribuita una prognosi di 7 giorni per una ferita al mento e un trauma alla mano destra. Tuttavia, le lesioni alla mano si sono rivelate più serie del previsto.
Una successiva visita ortopedica ha evidenziato fratture significative. Si trattava di una frattura diafisiaria del quarto metacarpo e una frattura sottocapitata del quinto metacarpo della mano destra. La prognosi è stata quindi ricalcolata, superando i 40 giorni. Per risolvere il problema, è stato necessario un intervento chirurgico.
L'operazione, di tipo osteosintesi, ha comportato l'utilizzo di fili di K per riparare le ossa fratturate. L'entità delle lesioni subite dal giovane sottolinea la violenza dello scontro avvenuto quella notte.
Il procedimento giudiziario
I fatti accaduti all'alba del 25 giugno 2023 a Umbertide sono ora al vaglio del Tribunale penale di Perugia. Il procedimento è giunto davanti al giudice per l'udienza preliminare, la dottoressa Margherita Amodeo. Sono tre i giovani imputati, accusati a vario titolo di rissa e lesioni personali.
I difensori dei tre ragazzi sono gli avvocati Gloria Volpi, Luca Maori, Aldo Poggioni e Andrea Castori. Ciascuno dei legali rappresenta uno o più degli imputati, cercando di tutelarne i diritti in questa fase processuale.
Uno degli imputati ha scelto una strada alternativa per affrontare le accuse. Ha presentato un'istanza di messa alla prova. Questo istituto giuridico permette di sospendere temporaneamente il procedimento penale.
La messa alla prova offre la possibilità di dimostrare la propria volontà di reinserimento sociale. Ciò avviene attraverso lo svolgimento di attività socialmente utili, come il volontariato, o tramite il risarcimento dei danni causati alle vittime. In caso di esito positivo, il reato contestato può essere estinto.
Decisione del giudice e futuro del processo
Il giudice Margherita Amodeo ha preso una decisione riguardo all'istanza di messa alla prova. Ha stabilito di rinviare l'udienza. Questo tempo servirà per valutare attentamente la richiesta presentata da uno degli imputati.
Contestualmente, il giudice ha disposto lo stralcio della posizione di questo specifico imputato. La sua posizione processuale verrà separata da quella degli altri due co-imputati. Questa scelta consentirà di gestire in modo distinto i due percorsi all'interno dello stesso procedimento.
La separazione delle posizioni permette di concentrarsi sulla richiesta di messa alla prova, valutandone la fattibilità e le condizioni. Nel frattempo, il processo proseguirà per gli altri due giovani coinvolti nella rissa. La data della prossima udienza sarà comunicata successivamente, una volta completata la valutazione della richiesta.
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