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Confartigianato Terni ha presentato al Comune un piano d'emergenza per contrastare il declino del centro cittadino, evidenziando un calo del reddito e una fuga di giovani. Le proposte mirano a rivitalizzare il commercio e attrarre nuovi residenti.

Crisi economica e demografica a Terni

La situazione economica di Terni desta preoccupazione. Il reddito pro-capite è significativamente inferiore rispetto a Perugia. Si parla di un divario di quasi 2.500 euro. Questo dato evidenzia una fragilità economica diffusa. La città sta perdendo residenti a un ritmo allarmante. Negli ultimi dieci anni, il numero di abitanti è diminuito di oltre 5.000 unità. Dai 111.501 residenti del 2015 si è scesi ai 106.272 del 2025. Un altro fattore critico è l'elevato indice di vecchiaia. Il valore si attesta a 275,2. Questo dato paralizza i consumi locali.

Confartigianato Terni ha analizzato questi dati con attenzione. L'organizzazione non si limita a constatare i numeri. Ha elaborato un documento programmatico. Si intitola «Terni 2026: Piano di emergenza e contromisure per il rilancio urbano». Questo piano è stato consegnato ai nuovi assessori della giunta Bandecchi. I destinatari sono Gabriele Ghione e Tiziana Laudadio. L'obiettivo è fornire soluzioni concrete.

Un piano per il cuore della città

L'associazione sottolinea che il documento non è una semplice lista di desideri. Si tratta piuttosto di una serie di interventi pratici. Questi mirano a rivitalizzare il cuore pulsante della città. Il documento si articola in 7 pagine. Contiene analisi dettagliate e proposte operative. Descrive una crisi del centro che affonda le radici nel passato. La pianificazione commerciale attuale appare autoreferenziale. Esiste un disallineamento strutturale evidente.

I giovani più istruiti tendono a lasciare Terni. Molti si trasferiscono a Roma o nel Nord Italia. Contemporaneamente, il centro cittadino si sta trasformando. Diventa un guscio abitato prevalentemente da una popolazione anziana. Questa fascia demografica ha una minore capacità di spesa. La conseguenza diretta è un ulteriore indebolimento dell'economia locale. Il piano proposto cerca di invertire questa tendenza.

Due blocchi d'azione per il futuro

Il piano di rilancio si articola in due blocchi principali di azione. Il primo è l'Indirizzo Strategico. Questo blocco propone una nuova visione per la città. Si punta a creare una «Città Facile». L'obiettivo è superare la competizione della grande distribuzione organizzata (GDO). Si vuole anche attrarre nuovi residenti, con un focus particolare sul bacino d'utenza romano. La vicinanza a Roma potrebbe essere un punto di forza.

Il secondo blocco è il Protocollo di Emergenza. Questo prevede 11 proposte operative. Sono interventi urgenti e immediatamente applicabili. Tra le misure proposte figurano: una moratoria sui nuovi insediamenti della GDO. C'è anche la revisione dei coefficienti TARIC per le piccole e medie imprese del centro. Si suggerisce la sosta gratuita nella «fascia shopping». Verranno inoltre attuati interventi sulla Zona a Traffico Limitato (ZTL). Infine, si prevede un'azione sul decoro delle vetrine sfitte.

Dare ossigeno alle imprese e al territorio

Mauro Franceschini, presidente di Confartigianato Terni, ha commentato il piano. Ha sottolineato l'urgenza di ridare prospettive. È necessario fornire supporti immediati al commercio e all'artigianato. Questo vale sia per il centro che per l'intera area urbana. Per questo motivo, l'associazione ha proposto una visione di medio-lungo periodo. Accanto a questa, un protocollo di emergenza. Le soluzioni immediate devono fornire ossigeno alle imprese. Le contromisure strategiche devono impedire che Terni diventi un deserto commerciale e artigianale. L'obiettivo è un rilancio concreto e duraturo.

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