Un uomo di 38 anni di origine peruviana è stato rinviato a giudizio a Perugia. È accusato di gravi maltrattamenti e lesioni aggravate nei confronti della sua compagna. Le violenze sarebbero scaturite dopo la decisione della donna di interrompere la relazione.
Violenze e minacce dopo la decisione di lei
La Procura di Perugia ha richiesto il rinvio a giudizio per un cittadino peruviano di 38 anni. L'uomo è accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate. I fatti contestati riguardano la sua relazione con la compagna. Le indagini hanno delineato un quadro di presunte violenze. La donna avrebbe subito percosse, umiliazioni e minacce continue. Questi episodi sarebbero culminati in due accessi al pronto soccorso. Le prognosi mediche furono di 15 e 21 giorni. L'indagato è difeso dall'avvocata Emma Contarini. I comportamenti violenti si sarebbero verificati tra gennaio e maggio del 2025. Le condotte sarebbero state ripetute e sistematiche nel tempo. La Procura ha descritto un clima di violenza fisica e psicologica. Questo avrebbe generato terrore e tensione nella vita familiare. La donna sarebbe stata costretta a un'esistenza penosa e tormentata. Le sofferenze e le umiliazioni subite sarebbero state profonde.
Aggressioni dopo la volontà di separazione
L'imputato avrebbe reagito con violenza alla decisione della compagna di porre fine alla convivenza. In un primo episodio, una discussione sulla separazione è degenerata. L'uomo avrebbe aggredito fisicamente la donna. Le percosse le avrebbero causato ematomi e ecchimosi. Un dente incisivo si sarebbe rotto. La donna ha dovuto ricorrere a cure mediche per le ferite. Successivamente, per motivi legati alla gelosia, l'uomo l'avrebbe colpita con schiaffi al volto. L'avrebbe anche spinta con forza sul letto. Questi episodi evidenziano un pattern di comportamento aggressivo. La violenza sarebbe aumentata in alcune circostanze specifiche. La Procura ha raccolto prove significative.
Violenza aggravata dall'alcol e minacce
In un'altra occasione, l'uomo, presumibilmente sotto l'effetto di alcol, avrebbe agito con maggiore violenza. Secondo l'accusa, l'ha afferrata per i capelli. Le avrebbe sbattuto ripetutamente il viso contro il muro. Questo le avrebbe causato contusioni multiple. Si sospetta anche un'infrazione delle ossa del naso. In quella stessa circostanza, l'aggressore le avrebbe strappato la borsa. Ne avrebbe svuotato il contenuto. Il suo telefono cellulare sarebbe stato distrutto. L'ultimo episodio contestato risale a maggio. La donna aveva nuovamente espresso il desiderio di lasciare l'abitazione. L'uomo avrebbe reagito scaraventando a terra tutti i suoi vestiti. Ha compiuto gesti minacciosi, simulando di colpirla. Le urla della donna hanno allertato i vicini. Questi hanno chiamato i carabinieri. All'arrivo delle forze dell'ordine, l'uomo non ha aperto la porta. Ha impedito alla compagna di uscire dall'abitazione. Questo episodio ha evidenziato il controllo esercitato dall'uomo.
Prove mediche e richiesta di giudizio abbreviato
Nel fascicolo processuale sono inclusi due certificati medici. Questi attestano le lesioni subite dalla donna. Le prognosi erano rispettivamente di 15 e 21 giorni. I referti medici, uniti alle testimonianze raccolte, costituiscono il quadro probatorio. Su queste basi, la Procura ha formulato la richiesta di giudizio. La difesa ha presentato istanza per procedere con il rito abbreviato. Questa richiesta verrà discussa nel mese di giugno. Il processo mira a chiarire la responsabilità dell'uomo per i fatti contestati. La giustizia si occuperà di valutare le prove presentate.