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Il consiglio comunale di Perugia ha votato contro la proposta di abolizione delle consigliere di parità. L'organo cittadino chiede il mantenimento e il rafforzamento di queste figure istituzionali, fondamentali per la tutela dei diritti delle donne nel mondo del lavoro.

Perugia difende le consigliere di parità

La proposta di eliminare la figura delle consigliere di parità è stata presentata in Parlamento all'inizio di marzo. Il decreto legislativo prevede la creazione di nuovi organismi centralizzati a Roma, con l'abolizione degli uffici regionali e territoriali. Questa mossa è stata vista come un passo indietro nella promozione dei diritti femminili.

La presidente dell'assemblea legislativa, Sara Bistocchi, e l'assessora regionale, Simona Meloni, avevano già espresso forte preoccupazione. Hanno definito la proposta un "arretramento inaccettabile". La loro posizione sottolinea la gravità della situazione.

Ordine del giorno approvato dal consiglio comunale

Anche il consiglio comunale di Perugia ha deciso di intervenire. È stato discusso e approvato l'ordine del giorno "Tutela delle consigliere di parità regionali e territoriali". La proposta è stata presentata da diversi consiglieri di vari gruppi politici: Pasquino, Pannacci, Hromis, Ermenegildi Zurlo (Partito Democratico), De Salvo e Tanci (Anima Perugia), Nuzzo (Movimento 5 Stelle), Falistocco (Alleanza Verdi Sinistra) e Carini (Pensa Perugia).

L'atto approvato evidenzia il ruolo cruciale delle consigliere. Esse vigilano sull'uguaglianza e le pari opportunità nel lavoro. Segnalano reati, contrastano le discriminazioni e raccolgono dati sulla situazione del personale. Collaborano con le Regioni per piani di formazione e azioni positive.

Queste funzioni sono disciplinate dal D. Lgs 198/2006. La loro attività è essenziale per garantire un ambiente lavorativo equo.

Il ruolo fondamentale delle consigliere di parità

Le consigliere di parità territoriali offrono assistenza diretta. Aiutano a rimuovere gli ostacoli alla piena parità tra uomini e donne. Monitorano le situazioni di squilibrio e diffondono una cultura del rispetto. Collaborano con ispettorati del lavoro e sindacati.

La rete delle consigliere esiste da oltre vent'anni. È un presidio istituzionale vicino ai cittadini. Previene e contrasta le discriminazioni di genere. Promuove l'uguaglianza sostanziale.

Questa rete garantisce attività essenziali. Offre ascolto alle persone discriminate. Media nei conflitti di lavoro. Promuove azioni positive e interventi giudiziari. Diffonde la cultura dell'uguaglianza.

Critiche alla proposta di centralizzazione

L'ordine del giorno critica fortemente la proposta parlamentare. L'articolo 7 dello schema prevede la soppressione delle competenze delle consigliere a tutti i livelli. Le funzioni verrebbero trasferite a un nuovo Organismo centrale.

Non sono previste strutture territoriali o sedi decentrate. Questo contrasta con il principio di accesso effettivo ai servizi. La centralizzazione rischia di compromettere l'accessibilità. Soprattutto nelle aree periferiche e rurali.

Si va in contrasto con l'obbligo europeo di garantire un accesso capillare. Un accesso non discriminatorio è fondamentale.

Impegni per il futuro

L'ordine del giorno è stato approvato con 20 voti a favore e sei astensioni. La giunta comunale di Perugia è ora impegnata su più fronti. Deve prendere una posizione netta e pubblica. A favore della tutela e del rafforzamento dell'ufficio della consigliera di parità.

Si farà portavoce, anche in sede ANCI Nazionale, delle istanze delle donne. E delle consigliere stesse. L'obiettivo è garantire un futuro di diritti e opportunità per tutte.

Inoltre, la giunta promuoverà un dialogo con le istituzioni competenti. Per assicurare il mantenimento e il rafforzamento dell'ufficio. Infine, invierà un messaggio chiaro al Governo Nazionale. Un messaggio a favore del mantenimento e rafforzamento dell'ufficio della consigliera di parità.

La normativa di riferimento è il D. Lgs 11 aprile 2006, n. 198. La tutela di queste figure è considerata prioritaria.

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