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La provincia di Modena registra una grave carenza di medici di base, con 290 posizioni non coperte. Questa situazione critica la rende la più colpita dell'Emilia-Romagna, con ripercussioni sull'accesso alle cure per i cittadini.

Carenza di medici di base a Modena

La sanità territoriale modenese sta attraversando una fase di profonda sofferenza. I dati più recenti, relativi all'anno 2026, evidenziano un numero allarmante di incarichi vacanti per i medici di medicina generale. Si tratta di 290 posizioni scoperte, un dato che pone Modena come la provincia emiliano-romagnola con il maggior numero di medici mancanti. L'intera regione conta 1.404 professionisti in meno all'appello.

Questa emergenza, ormai diventata cronica, impatta direttamente sulla vita di migliaia di residenti. L'accesso alle cure primarie diventa sempre più complesso. La situazione è monitorata attentamente dalle autorità sanitarie regionali.

I territori più colpiti dalla carenza

L'analisi delle aree più scoperte rivela una criticità diffusa sul territorio modenese. Il distretto del capoluogo, Modena, è quello che soffre maggiormente, con 68 posti vacanti. Seguono il distretto di Sassuolo, che necessita di 53 medici, e l'area Nord, con Carpi a 45 e Mirandola a 38. Anche le zone pedemontane e montane non sono esenti da problemi. Si registrano 37 carenze a Castelfranco Emilia, 28 a Vignola e 21 a Pavullo nel Frignano.

Questo progressivo svuotamento degli ambulatori medici genera preoccupazione. Le opposizioni politiche hanno acceso i riflettori sulla questione, chiedendo interventi urgenti. La situazione è monitorata anche dai sindacati di categoria.

Critiche politiche e proposte di soluzione

Le forze politiche di opposizione hanno espresso forte disappunto per la gestione della sanità territoriale. Valentina Castaldini e Giuseppe Vignali di Forza Italia hanno sottolineato come i posti vacanti a Modena siano aumentati di 30 unità in un solo anno. Hanno definito la situazione una «disfatta gestionale» che coinvolge tutta l'Emilia-Romagna, passata da 1.205 a 1.404 carenze tra il 2025 e il 2026.

I rappresentanti di Forza Italia hanno ricordato le promesse non mantenute del 2022 riguardo alla copertura del fabbisogno medico. Hanno inoltre criticato l'istituzione dei Centri di Assistenza e Urgenza (CAU), ritenendo che distolgano risorse umane preziose dalla medicina generale. La loro proposta include una semplificazione burocratica e un piano di incentivi economici per rendere la professione più attrattiva.

Anche Fratelli d'Italia, con i consiglieri regionali Ferdinando Pulitanò e Annalisa Arletti, ha denunciato un «tracollo evidente». Pulitanò ha evidenziato l'aumento dei medici mancanti a Modena da 260 a 290 in un anno, parlando di «fallimento delle politiche adottate». Ha posto l'accento sulla fragilità delle aree appenniniche, dove il medico di famiglia è spesso l'unico presidio sanitario. Arletti ha accusato la maggioranza regionale di ignorare il problema e ha chiesto interventi urgenti su formazione, incentivi e riorganizzazione.

Le critiche puntano il dito verso un progressivo indebolimento della medicina territoriale. Le conseguenze, secondo i consiglieri, potrebbero essere gravi e irreversibili per l'assistenza sanitaria ai cittadini. Le forze politiche chiedono azioni concrete per invertire la tendenza.

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