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Collis Veneto Wine Group ha interrotto il piano di rilancio per Terre d'Oltrepò a causa di adesioni insufficienti. Si aprono nuove trattative con due gruppi del settore vitivinicolo.

Collis abbandona il progetto di rilancio

Il gruppo cooperativo veneto Collis ha ufficialmente comunicato la sua uscita dal progetto di rilancio di Terre d’Oltrepò. Questa decisione arriva dopo che le adesioni da parte dei soci, in termini di quantitativi di uva, non hanno raggiunto le aspettative. Solo 100mila quintali di uve sono state raccolte. Una parte di queste era Pinot Nero e Grigio.

La cooperativa veneta aveva presentato il suo piano ai soci della Cantina a fine febbraio. Tuttavia, nelle settimane successive, i risultati non sono stati quelli sperati. La mancanza di adesioni sufficienti ha portato Collis a sospendere l'iniziativa. La decisione è stata presa con un senso di responsabilità verso il progetto.

Adesioni non sufficienti per la sostenibilità

Collis ha dichiarato che le manifestazioni di interesse ricevute non sono state adeguate. «Le adesioni pervenute non risultano, allo stato attuale, sufficienti a garantire la sostenibilità economica e gestionale dell’iniziativa», ha spiegato il gruppo in una nota. Nonostante la disponibilità ad estendere i termini per la raccolta delle adesioni, il risultato è rimasto al di sotto delle aspettative. Per questo motivo, il gruppo veneto si vede costretto a interrompere l'avvio del progetto. La decisione mira a evitare un impegno insostenibile.

Il piano di Collis per l’Oltrepò mirava a valorizzare le produzioni locali. L'obiettivo era anche rafforzare l'efficienza operativa. Si voleva promuovere un modello integrato di filiera. Questo modello doveva essere sostenibile e competitivo. L'intento era supportare un territorio in una fase di complessità. Il gruppo ha operato in sinergia con diversi interlocutori. Tra questi, istituzioni e portatori di interesse. L'obiettivo comune era tutelare e rilanciare la produzione vitivinicola italiana di qualità. Si voleva rafforzare la presenza sui mercati internazionali. Collis ha messo a disposizione le proprie competenze e la propria forza industriale. Questo per salvaguardare un patrimonio produttivo di eccellenza.

Nuove trattative in corso per Terre d’Oltrepò

Ora la situazione per Terre d’Oltrepò è di incertezza. Bisogna agire rapidamente, dato che la vendemmia si avvicina. Non ci sono ancora comunicazioni ufficiali. Tuttavia, circolano indiscrezioni su trattative in corso. Sembra che ci siano contatti con due importanti gruppi del settore vinicolo. Un gruppo è specializzato nella commercializzazione di vino sfuso. L'altro si occupa della produzione di bottiglie. Entrambi hanno mostrato interesse per il progetto Terre. Non si esclude la possibilità che questi due interessi possano confluire in un'unica proposta. L'obiettivo sarebbe la gestione della Cantina.

Sul tavolo dei commissari e della Regione Lombardia c'è anche un altro progetto. È stato presentato dall'azienda vinicola Losito e Guarini di Redavalle. Questo progetto prevede l'affitto degli stabilimenti di Casteggio e Santa Maria della Versa (La Versa). Nel frattempo, il vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio, ha proposto un tavolo territoriale. L'idea è riunire tutti i soggetti interessati al salvataggio della Cantina. La situazione richiede decisioni rapide e condivise per garantire un futuro a Terre d’Oltrepò.

Domande e Risposte

Cosa significa l'uscita di Collis da Terre d'Oltrepò?

L'uscita di Collis significa che il loro piano di rilancio per Terre d’Oltrepò è stato interrotto. Questo è dovuto a un numero insufficiente di adesioni da parte dei soci in termini di quantitativi di uva, rendendo il progetto economicamente insostenibile per Collis.

Quali sono le prospettive future per Terre d’Oltrepò?

Le prospettive future vedono trattative in corso con due diversi gruppi del settore vitivinicolo, uno specializzato in vino sfuso e l'altro in bottiglie. Esiste anche un progetto alternativo da parte di Losito e Guarini per l'affitto degli stabilimenti. Si sta valutando la possibilità di un'unica proposta unificata.

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