Un consiglio comunale a Pavia è stato teatro di forti tensioni. La seduta è iniziata con un minuto di silenzio per Umberto Bossi, rifiutato da alcuni consiglieri. Successivamente, una delegazione per il diritto alla casa ha contestato il sindaco con uno striscione.
Tensione per il minuto di silenzio
La seduta del consiglio comunale di Pavia è stata caratterizzata da un acceso dibattito. L'opposizione aveva richiesto la convocazione per discutere la mobilità cittadina. Tuttavia, la discussione è stata interrotta da una richiesta di commemorazione per Umberto Bossi. Una parte della maggioranza ha abbandonato l'aula in segno di protesta.
Luca Testoni, portavoce di Alleanza Verdi e Sinistra, ha spiegato la loro posizione. Hanno espresso cordoglio umano per la scomparsa. Tuttavia, non hanno partecipato al minuto di silenzio per le posizioni politiche di Bossi. Hanno definito la sua figura portatrice di odio verso minoranze e donne. La loro assenza è stata una scelta consapevole contro una storia politica contrastata.
Critiche dall'opposizione e dal centrodestra
Le reazioni non si sono fatte attendere. Il vice presidente del Senato, Gian Marco Centinaio, ha definito la scelta una grave mancanza di rispetto. Ha criticato il gesto come di cattivo gusto. Ha aggiunto che i consiglieri di centrosinistra dovrebbero vergognarsi. Ha sottolineato l'importanza del rispetto di fronte alla morte. Soprattutto per figure che hanno segnato la politica nazionale.
Centinaio ha affermato che le divergenze politiche non giustificano la mancanza di riguardo. Ha evidenziato il ruolo di Bossi nel favorire la partecipazione democratica. Ha ribadito che il rispetto è dovuto a chiunque, indipendentemente dalle idee.
Protesta per il diritto alla casa
Prima di affrontare il tema della mobilità, un'altra protesta ha animato il consiglio. Una delegazione dell'assemblea per il diritto alla casa ha fatto irruzione. Hanno esposto uno striscione con la scritta «avviso di sfratto al sindaco». La loro contestazione era rivolta alle politiche abitative del comune.
Alberto De Lorenzis, a nome della delegazione, ha criticato l'attenzione verso studenti e ceto medio. Ha denunciato l'espulsione dalla città di disoccupati e lavoratori poveri. Ha accusato gli speculatori di mantenere alti i prezzi degli affitti. Ha citato 10mila alloggi ostaggio di interessi privati.
De Lorenzis ha ricordato fondi stanziati 9 mesi prima per case popolari. Ha evidenziato che questi alloggi rimangono sfitti. Ci sono oltre 700 famiglie in lista d'attesa. Ha segnalato 200 alloggi popolari vuoti, con un fabbisogno di 5 milioni di euro per l'affitto. Ha annunciato l'avvio di una procedura di sfratto verso la giunta.
Richiesta di fondi e dibattito sulla mobilità
La richiesta principale della delegazione era un ordine del giorno. Questo prevedeva lo stanziamento di 5 milioni di euro per la ristrutturazione degli alloggi popolari. Il consigliere Daniele De Chiara (Avs) ha risposto positivamente. Ha assicurato che il comune dispone dei fondi necessari. Ha promesso la preparazione di ordini del giorno per affrontare il problema.
La discussione sulla mobilità è quindi proseguita a tarda notte. La seduta è stata segnata da questi eventi. La giornata ha evidenziato profonde divisioni politiche e sociali.