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L'antica ricetta della colomba di Alboino, dolce tradizionale di Pavia, è tornata in auge grazie a una cliente affezionata. Questa versione, diversa da quella moderna, ricorda il re longobardo.

La rinascita di un dolce antico

Una cliente appassionata ha riportato alla luce un'antica ricetta pasquale. Nei primi anni 2000, presso la pasticceria Vigoni, una signora desiderava riscoprire i sapori del passato. Chiedeva insistentemente una colomba preparata secondo un metodo ormai dimenticato. La sua richiesta ha permesso di recuperare una tradizione legata al re longobardo.

Tra il 1960 e il 1970, la colomba aveva una forma differente. Era più bassa e meno lievitata rispetto alle versioni attuali. Non esistevano gli appositi stampi a forma di uccello. La preparazione prevedeva l'assemblaggio di tre distinti pezzi. Il risultato finale non era esteticamente appariscente.

La pasticceria preparava tre esemplari di questo dolce. Due erano destinati al laboratorio stesso. Il terzo era riservato all'insistente cliente che ne faceva specifica richiesta. Questo dimostra la sua dedizione nel voler preservare un gusto tradizionale.

Caratteristiche uniche del dolce

È così che è nata la colomba di Alboino, un dolce distintivo. Si differenzia dalla colomba moderna per una lievitazione particolare. Questa avviene ancora senza l'uso di stampi specifici. La glassatura presenta inoltre una maggiore fragranza. Il processo senza stampo ne modifica la crescita.

Pietro Grecchi, ex direttore della pasticceria Vigoni, sottolinea un aspetto importante. Non si attribuisce l'invenzione di questo dolce. È stata la cliente a spingere per recuperare l'antica ricetta. Una ricetta che un tempo era comune tra tutti i pasticceri. La mancanza di stampi ne definiva la preparazione.

Mentre a Milano si rivendica l'introduzione della colomba negli anni '30 come variante del panettone, altre versioni esistono. I cittadini di Verona la collegano alla regina Teodolinda. Si narra che desiderasse concludere un pranzo pasquale in onore di San Colombano con questo dolce.

Un simbolo di pace longobardo

La versione di Pavia è più antica. Risale al 572, dopo un lungo assedio. Gli abitanti offrirono al re longobardo Alboino dolci a forma di colomba. Questo gesto simboleggiava la pace. Il re, colpito dall'offerta e dalla bontà del dolce, decise di risparmiare la città. Un racconto affascinante che lega il dolce alla storia locale.

Pietro Grecchi aggiunge un dettaglio curioso. Si narra che Alboino sia caduto da cavallo prima di entrare in città. Questo evento è stato immortalato in una scultura da Carlo Mo. L'opera è esposta presso la Fondazione Monte di Lombardia. Un'ulteriore connessione tra il re e il territorio.

Indipendentemente dalla sua origine esatta, la colomba di Alboino rimane un simbolo. Secoli dopo la sua presunta invenzione, continua a rappresentare la pace. È un dolce che ancora oggi arricchisce le tavole durante le festività pasquali. Enrico Magenes, attuale direttore della pasticceria Vigoni, conferma il successo del dolce.

Le poche colombe di Alboino prodotte sono state tutte vendute. Nonostante l'inflazione e l'aumento dei costi delle materie prime, il prezzo non è aumentato. Un gesto di attenzione verso i clienti. Si auspica un maggiore interesse da parte della città di Pavia verso il suo passato. Il pannello storico dedicato ad Alboino è stato vandalizzato. Anche la via intitolata al sovrano longobardo versa in condizioni di scarsa pulizia.

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