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Giulia Boverio, ex volto di Disney Channel, presenterà a Pavia il suo libro "I figli del buio", un memoir che narra la sua lotta contro la depressione e le dipendenze, offrendo speranza a chi affronta percorsi simili.

Giulia Boverio presenta il suo libro a Pavia

Giulia Boverio, nota al pubblico per il suo ruolo su Disney Channel, sarà a Pavia per presentare il suo libro. L'evento si terrà martedì 15 aprile alle 18. La presentazione avverrà presso la Feltrinelli, situata in via XX Settembre 21. L'autrice dialogherà con Roberto Figazzolo.

Il libro si intitola «I figli del buio. Il mio viaggio dentro le dipendenze». È un memoir pubblicato da Piemme. Racconta la fine improvvisa della sua esperienza televisiva. Descrive il vuoto che ne è seguito e la sua battaglia contro la depressione e l'alcol. Il volume illustra il suo percorso verso la guarigione.

Un racconto per dare senso all'esperienza

Il libro nasce da un'urgenza personale. L'intento è anche quello di aiutare altri giovani e i loro genitori. Non si tratta di uno sfogo fine a sé stesso. L'obiettivo è dare un senso a quanto accaduto. Le pagine esplorano la vicenda personale dell'autrice. Vengono analizzati i rapporti familiari e il sentirsi fuori posto. Si affronta il bisogno di essere ascoltati.

Una domanda centrale attraversa il racconto. Cosa accade a una ragazza che cresce troppo in fretta? E se si identifica con un ruolo che poi scompare improvvisamente? Questo interrogativo guida la narrazione.

La fine di un'era e il vuoto interiore

Per molti anni, Giulia Boverio è stata identificata con il personaggio di Valentina. Era il volto di Disney Channel. Ha interpretato questo ruolo dall'adolescenza fino ai 21 anni. Questo periodo è cruciale per la formazione dell'identità. Nel 2011, il progetto si è concluso. «Da un giorno all'altro mi sono ritrovata a casa senza più niente da fare», ricorda Boverio.

Questa conclusione ha aperto una ferita profonda. Non si trattava solo della fine di un lavoro. Era la sensazione di non sapere più chi fosse e dove andare. La ripartenza è stata difficile e confusa. L'università non ha funzionato. Diversi lavori si sono susseguiti senza trovare la giusta collocazione. Ha studiato Lettere a Pavia, poi Brera. Ha lavorato anche nell'azienda del padre. Ma il sentimento di smarrimento persisteva.

Famiglia, silenzi e il peso delle parole

«Per gran parte della mia vita mi sono sentita un pesce fuor d’acqua», confessa l'autrice. Questa sensazione è una delle parti più intense del memoir. Il libro dedica spazio anche alla famiglia. Non come bersaglio da attaccare. Ma come nodo da comprendere. Giulia Boverio cerca di risalire all'origine di certi silenzi. Analizza le rigidità e il modo di non vedere il dolore dei figli.

«Io l’ho scritto soprattutto per i genitori», afferma. Una delle ferite più grandi per lei è stata sentirsi dire che stava esagerando. Le veniva detto che era un capriccio, mentre lei stava realmente male. Questo è un tema centrale del suo racconto.

L'alcol come scorciatoia e la svolta

Dentro questo malessere si è insinuato l'alcol. Non è entrato nella sua vita in modo eclatante. È stato un processo graduale. L'alcol è diventato una scorciatoia per non pensare. «Quando hai un momento di sconforto ti appoggi a qualcosa che non ti fa pensare», spiega.

Il sollievo era effimero. Il prezzo da pagare era molto più alto. L'alcol ha peggiorato la sua depressione. Ha aumentato la rabbia. Ha compromesso i rapporti con gli altri e il suo modo di stare al mondo. La svolta è arrivata a Natale del 2024. In questo momento cruciale è presente il compagno Pietro. La sua figura è stata importante quando ha capito di dover cambiare vita. Giulia si è guardata allo specchio in un ristorante. Ha compreso che non poteva continuare così.

Il percorso di cura e la rinascita

«Mi sono detta che quella vita miserabile non la volevo più», dichiara. Da quel momento è iniziato un percorso di cura. Ha intrapreso terapia e ha sviluppato maggiore consapevolezza. È da questa lucidità che è nato il libro. «I figli del buio» non offre facili consolazioni. Non promette che tutto si risolva con la sola volontà. Sottolinea però un punto fondamentale: bisogna scegliere di affrontare ciò che fa male.

Si può essere aiutati e sostenuti. Nessuno, però, può compiere questo percorso al posto tuo. Oggi Giulia Boverio sente di essersi distaccata dal personaggio che l'aveva resa famosa. Ha anche un presente professionale legato alla sua esperienza. Conduce il podcast «Fuori dal buio» con Luca Casadei. Questo spazio dà voce a storie di fragilità, dipendenze e rinascita. «Adesso le persone vedono me, Giulia», conclude. È forse il punto più importante del suo percorso: non cancellare il passato, ma trasformarlo in qualcosa di utile per sé e per gli altri.

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