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A Parona, domenica 29 marzo 2026, un concerto gratuito celebrerà il restauro dell'organo storico della chiesa dei Santi Filippo e Giacomo Apostoli. L'evento segna il ritorno alla vita di uno strumento di grande valore, dopo anni di silenzio.

Restauro organo storico Parona: un ritorno alla musica

Beni preziosi custodiscono la memoria di un luogo. Attraversano la storia e accompagnano la vita di una comunità. L'organo storico della chiesa dei Santi Filippo e Giacomo Apostoli a Parona è uno di questi. Dopo un lungo periodo di silenzio, lo strumento tornerà a risuonare. La restituzione alla comunità avverrà con un concerto inaugurale. L'evento è previsto per domenica 29 marzo 2026. L'orario fissato è alle 17:00. L'ingresso sarà gratuito per tutti i partecipanti.

Questo appuntamento segna il culmine di un percorso. Il percorso è stato dedicato al recupero e alla valorizzazione dello strumento. Fondazione Cariverona ha sostenuto attivamente l'iniziativa. Il loro supporto ha reso possibile il ritorno alla vita dell'organo. Lo strumento possiede un grande valore storico, artistico e identitario per Parona. Per molti anni, l'organo era rimasto inattivo. Era stato smontato e versava in condizioni critiche. Lo studio e il restauro hanno però rivelato la qualità del suo nucleo originario. La qualità è emersa con chiarezza durante i lavori.

Concerto inaugurale: Scintillanti Armonie Ensemble in scena

Il concerto si terrà nella Domenica delle Palme. Sarà un evento musicale di grande importanza. Rappresenta un passaggio simbolico e reale. Il passaggio va dal restauro all'ascolto. Dalla ricostruzione alla presenza viva del suono. A interpretare questa rinascita sarà l'ensemble Scintillanti Armonie. L'ensemble si esibirà con trombe barocche e timpani. Saranno accompagnati dai maestri Andrea Cipriani e Andrea Marcon all'organo. Il programma è stato studiato appositamente. Mira a mettere in luce il carattere dello strumento. Vuole esaltare la sua ritrovata voce.

L'ensemble Scintillanti Armonie debutta proprio in questa occasione. Nasce su iniziativa di Andrea Marcon. L'iniziativa rientra nel progetto internazionale Frau Musika. Questo progetto artistico-formativo è sostenuto fin dagli esordi dalla Fondazione. La Fondazione agisce come mecenate in Art Bonus. Il repertorio musicale spazierà tra diverse composizioni. Include brani di Zelenka, Michelangelo Rossi, Frescobaldi, Pasquini, Torelli. Ci saranno anche pezzi di Johann Sebastian Bach, Mozart, Carl Philipp Emanuel Bach, Moretti e Händel. Questo itinerario sonoro è di grande rilievo. Coniuga valore artistico e forza evocativa. La presenza di Andrea Marcon è significativa. È una figura di riferimento internazionale. Opera nel campo della musica antica. Il suo coinvolgimento conferisce all'evento un respiro ampio. Supera la dimensione locale. Inserisce Parona in una trama più vasta. La trama riguarda la valorizzazione del patrimonio musicale storico.

Fondazione Cariverona: un impegno per la cultura e la comunità

Bruno Giordano, presidente di Fondazione Cariverona, sottolinea l'importanza dell'evento. «Quando un organo torna a parlare, non è solo uno strumento che riprende fiato: è una comunità che ritrova una parte della propria voce», afferma. La Fondazione ha scelto di sostenere il progetto. La decisione è stata presa anche grazie al precedente presidente Alessandro Mazzucco. «Come Fondazione, abbiamo scelto di esserci perché crediamo che musica, arte e cultura siano una forma concreta di cura dei territori», spiega Giordano. La Fondazione vede questi interventi non solo come eventi. Li considera percorsi che generano legami. Educano all'ascolto e riaprono spazi di incontro. Gli incontri avvengono tra generazioni diverse.

Dietro questo ritorno al suono c'è una storia complessa. Una storia di studio, tenacia e visione. Le indagini preliminari hanno permesso di fare importanti scoperte. È stato riconosciuto nello strumento un consistente nucleo originario. Questo nucleo risale alla fine del Settecento. Viene attribuito a Giovanni Battista Sona. Successivamente, sono state apportate integrazioni. Queste integrazioni miravano a riportare l'organo al suo stato originario. Quello che inizialmente sembrava un insieme compromesso e disperso si è rivelato. Si è rivelato una possibilità concreta di rinascita nel tempo.

Un lavoro corale per restituire l'organo alla sua identità

La rinascita dell'organo è stata possibile grazie a un lavoro corale. Questo lavoro ha coinvolto diverse competenze. Sono state necessarie competenze storiche, tecniche e artigianali. Il progetto ha visto la partecipazione di figure chiave. Umberto Forni, già Ispettore Onorario, ha avuto un ruolo importante. Anche Giorgio Carrara, restauratore dell'organo, ha svolto un lavoro fondamentale. È stato coadiuvato da Deniel Perer. La cantoria e la cassa armonica hanno ricevuto cure specifiche. Il restauro è stato curato da Claudio Montoli. Il suo intervento ha restituito armonia. Ha migliorato la leggibilità e l'equilibrio. L'intervento ha riguardato l'intero impianto architettonico e visivo dello strumento. Tutto si è svolto sotto la supervisione di figure autorevoli. Cristiana Beghini, del Servizio beni culturali ecclesiastici della Diocesi di Verona, ha supervisionato i lavori. Anche Letizia Tasso, della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, ha partecipato alla supervisione.

Il recupero non ha riguardato solo un manufatto di pregio. Ha toccato il significato più profondo. Il significato che quel bene conserva per il territorio di Parona. Restituire un organo alla sua comunità significa qualcosa di più. Significa rimettere in circolo una memoria condivisa. Significa riaprire uno spazio di dialogo. Significa riconsegnare a un luogo una parte della sua identità. È in questo contesto che il restauro trascende la mera tecnica. Diventa un gesto culturale. Un gesto capace di tenere insieme tutela, bellezza e senso di appartenenza.

Il patrimonio come cura dei territori e legame tra generazioni

«Questa vicenda racconta bene cosa significhi prendersi cura del patrimonio», aggiunge Giordano. «Non si tratta di “rimettere a nuovo”, ma di riconoscere ciò che merita di essere salvato, ricomposto, restituito». Un organo restaurato non serve solo a produrre un buon suono. Ha uno scopo più grande. Serve a far crescere comunità più consapevoli. Aiuta a creare comunità più unite. Serve a riaccendere una tradizione viva. La tradizione viene mantenuta viva senza trasformarla in pura nostalgia. L'organo restaurato aiuta a tenere insieme radici e futuro.

Con il concerto inaugurale del 29 marzo, Parona si prepara a vivere un momento di particolare intensità. Sarà l'istante in cui ciò che è rimasto in silenzio per troppo tempo tornerà a vibrare. Tornerà a emozionare e a unire. Sarà il momento in cui un organo ritrovato tornerà davvero a essere. Sarà, ancora una volta, la voce della sua comunità. L'evento è un esempio di come la cura del patrimonio possa rafforzare il tessuto sociale. La musica diventa strumento di coesione e identità. La Fondazione Cariverona conferma il suo ruolo di mecenate. Sostiene progetti che valorizzano la cultura. Promuove il legame tra passato e futuro.

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