L'elisoccorso del 118 in Emilia-Romagna ha registrato un'intensa attività nel 2025, con la provincia di Modena in testa per numero di interventi e minuti di volo. Il servizio, attivo da quasi quarant'anni, si conferma cruciale per le emergenze tempo-dipendenti.
L'elisoccorso 118 in Emilia-Romagna nel 2025
Nel corso del 2025, il servizio di elisoccorso del 118 in Emilia-Romagna ha completato un totale di 2.300 missioni. Queste operazioni sono state distribuite tra le diverse centrali operative regionali. La centrale Emilia Est ha gestito 951 interventi, suddivisi tra l'elicottero di Bologna (573) e quello di Pavullo nel Frignano (378). La centrale della Romagna ha effettuato 592 voli, mentre la centrale Emilia Ovest ha coperto 758 missioni. In totale, sono stati soccorsi 2.963 pazienti, con un impiego di volo complessivo di 100.805 minuti.
I pazienti assistiti dalle diverse basi sono stati 944 da Parma, 770 da Bologna, 441 da Pavullo e 808 da Ravenna. Questi numeri evidenziano l'ampia copertura e la costante operatività del servizio aereo di emergenza. La tecnologia e la formazione del personale sono elementi chiave per garantire l'efficacia di tali interventi.
Modena guida le classifiche di utilizzo
La provincia di Modena emerge come leader indiscusso per l'impiego dell'elisoccorso. Servita principalmente dagli elicotteri basati a Pavullo nel Frignano e a Bologna, con un supporto occasionale da Parma, la provincia modenese ha registrato il maggior numero di interventi annui. Si contano infatti 366 missioni dedicate, a cui si aggiungono 16.656 minuti di volo effettivo. Questo primato sottolinea l'importanza strategica del servizio per il territorio.
L'utilizzo dell'elisoccorso a Modena non si limita alle zone montuose del Frignano o alle alture del Cimone. Il mezzo aereo viene impiegato con frequenza anche nelle aree pianeggianti, come la zona di Carpigiano, dove non è disponibile un'automedica dedicata. Inoltre, interviene nella Bassa modenese per facilitare il trasferimento rapido dei pazienti verso l'Ospedale di Baggiovara, un hub cruciale per le emergenze.
Criteri di intervento e tipologie di emergenza
L'attivazione dell'elisoccorso segue rigorosi criteri clinico-organizzativi. Le centrali operative del 118 e il sistema di emergenza territoriale definiscono le modalità di impiego. L'obiettivo primario è rispondere a patologie tempo-dipendenti, definite come FHQ (Fast Healthcare Quality). Queste includono traumi maggiori, arresti cardiaci, ictus e sindromi coronariche acute, oltre ad altre condizioni critiche che richiedono un intervento immediato.
Il mezzo aereo garantisce la tempestività necessaria, specialmente in aree rurali o distanti dai centri ospedalieri. Assicura inoltre un trattamento avanzato durante il trasporto, facilitando la centralizzazione dei pazienti verso i centri Hub della rete regionale delle emergenze. La rapidità di intervento è fondamentale per migliorare gli esiti clinici.
Quarant'anni di storia dell'elisoccorso regionale
La storia dell'elisoccorso in Emilia-Romagna inizia il 14 giugno 1986. La prima base operativa viene inaugurata presso l'Ospedale Maggiore di Bologna. Seguono rapidamente altre aperture: il 4 luglio 1987 a Ravenna (Ospedale Santa Maria delle Croci) e il 17 luglio 1988 a Parma (Ospedale Maggiore). Un'ulteriore espansione avviene nel 2000 con l'apertura della base di Pavullo nel Frignano, in provincia di Modena.
La base di Pavullo si distingue per la dotazione di un elicottero equipaggiato con un verricello. Questo dispositivo permette di calare il personale sanitario in zone impervie, dove l'atterraggio diretto non è possibile. L'introduzione del verricello ha ampliato significativamente le capacità operative del servizio, soprattutto in contesti montani e difficilmente accessibili.
L'estensione del servizio alle ore notturne
Un'importante evoluzione del servizio si verifica a partire dal 1° giugno 2017. Viene introdotto l'impiego dell'eliambulanza in modalità 24 ore su 24, estendendo l'operatività della base di Bologna anche durante le ore notturne. Questa innovazione è stata resa possibile dalla realizzazione di 17 aree idonee per il decollo e l'atterraggio notturno degli elicotteri. L'investimento regionale per questa estensione ammonta a 3,2 milioni di euro.
L'operatività notturna ha migliorato ulteriormente la qualità del sistema di emergenza/urgenza. Beneficiano maggiormente i cittadini residenti in località più decentrate e in montagna, aree dove la rapidità di intervento è ancora più critica. La copertura notturna rappresenta un passo avanti fondamentale per la sicurezza sanitaria regionale.
I mezzi aerei di nuova generazione
L'Emilia-Romagna dispone di 4 elicotteri di ultima generazione, tutti del modello Airbus BK117 D-3. Questi mezzi sono dislocati strategicamente presso le basi regionali di Bologna, Parma, Ravenna e Pavullo nel Frignano. Almeno un elicottero è sempre pronto all'intervento nelle 24 ore, grazie ai sistemi di visione notturna.
Due di questi elicotteri sono equipaggiati con il verricello, essenziale per le operazioni in aree non accessibili. Gli aeromobili vantano un'avionica digitale avanzata, un peso massimo al decollo incrementato e ridotti livelli di rumorosità e vibrazioni in cabina. Questi miglioramenti contribuiscono al benessere dell'equipe medica e del paziente assistito durante il volo.
Sul fronte della sicurezza, sono stati implementati sistemi avanzati come il monitoraggio dei dati di volo (FDM) e il controllo dell'affidabilità dei componenti (HUMS). La formazione congiunta periodica per tutto il personale sanitario e aeronautico dedicato al servizio è stata intensificata. Questo assicura un'elevata preparazione e coordinazione tra tutti gli operatori.
Capillarità delle piazzole di atterraggio
Il punto di forza del sistema di elisoccorso notturno è la vasta rete di piazzole di atterraggio e decollo. Queste aree, in costante aumento, sono distribuite su tutto il territorio regionale. Attualmente se ne contano 278. L'area Emilia Est dispone di 142 piazzole (69 nel bolognese, 47 nel modenese, 26 nel ferrarese). L'area Emilia Ovest ne conta 87 (38 nel parmense, 25 nel reggiano, 24 nel piacentino). Infine, l'area Romagna dispone di 49 piazzole (18 nel forlivese-cesenate, 19 nel ravennate, 12 nel riminese).
Questa capillare distribuzione garantisce la massima copertura e la possibilità di raggiungere rapidamente anche le zone più remote. La disponibilità di numerose piazzole è fondamentale per l'efficacia degli interventi, soprattutto in condizioni di emergenza che richiedono tempi di risposta minimi.
Dichiarazioni sull'importanza del servizio
L'assessore regionale ha espresso orgoglio per il servizio di elisoccorso, definendolo «di straordinaria importanza garantito dal nostro sistema sanitario pubblico». Ha inoltre ringraziato «le donne e gli uomini che ne permettono il funzionamento e l’operatività 24 ore su 24». L'assessore ha sottolineato come «grazie a loro ogni giorno, ogni anno si riescono a salvare tante vite umane», evidenziando l'impiego prevalente per patologie tempo-dipendenti. Ha confermato l'impegno a continuare a investire in risorse, tecnologia, strumentazioni, capillarità sul territorio e formazione del personale.
L'Emilia-Romagna è stata pioniera nell'elisoccorso, essendo stata la prima regione a investire in questo settore nel 1986. Nel 1992, ha introdotto la prima centrale operativa completamente informatizzata. L'estensione del servizio alle ore notturne nel 2017 dimostra la visione proattiva della regione, orientata al futuro e al miglioramento continuo dei risultati. L'assessore ha concluso affermando che «questo è il nostro orizzonte, guardare avanti e continuare ad investire per raggiungere risultati ancora migliori».
Un documentario per raccontare l'elisoccorso
È stato annunciato il lancio di un documentario intitolato «Non Siamo Angeli». Realizzato da Rescue Press e Astronuats Production, in collaborazione con l’Azienda Usl di Bologna e con il supporto della Centrale Operativa 118 Emilia Est. Il filmato racconta il servizio di elisoccorso, con un focus particolare su quello di Bologna. Dà voce ai protagonisti del servizio: comandante, medici, infermieri, tecnici e operatori della Centrale. Il documentario è disponibile sulla piattaforma streaming Lepida Tv.
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