La mostra "Erté, lo stile è tutto" al Labirinto della Masone di Fontanellato celebra l'icona Art Déco Romain de Tirtoff con oltre 150 opere. L'esposizione, curata da Valerio Terraroli, rilegge la sua complessa e moderna produzione artistica.
Erté: un'icona Art Déco in mostra
Il Labirinto della Masone a Fontanellato apre le sue porte a una nuova esposizione dedicata a Erté. La mostra, intitolata “Erté, lo stile è tutto”, è curata da Valerio Terraroli e organizzata da Elisa Rizzardi. L'evento, inaugurato il 28 marzo 2026, si protrarrà fino al 28 giugno 2026. L'obiettivo è far conoscere al grande pubblico la figura di Erté, pseudonimo di Romain de Tirtoff, uno dei massimi esponenti dell'Art Déco a livello mondiale.
L'esposizione mira a offrire una rilettura completa dell'opera di questo artista. Si vuole restituire la sua complessità e la sua modernità. Una selezione accurata delle sue opere sarà proposta. Particolare attenzione sarà dedicata ai lavori realizzati tra gli anni Dieci, Venti e Trenta del Novecento. Questo periodo è considerato il più originale e fortunato della sua lunga carriera artistica.
Romain Petrovič Tyrtov nacque a San Pietroburgo nel 1892. Nel 1912 si trasferì giovanissimo a Parigi. Qui inseguì le sue passioni artistiche. Naturalizzò il suo nome in Romain de Tirtoff. Da qui nacque lo pseudonimo che lo avrebbe reso celebre: Erté. Lo pseudonimo deriva dalla pronuncia francese delle sue iniziali.
Il percorso espositivo al Labirinto della Masone promette un'immersione totale nel mondo visivo di Erté. L'allestimento, ideato da Maddalena Casalis, è pensato per avere un forte impatto scenografico. I visitatori saranno trasportati nell'universo dell'artista. Il viaggio si articola in sezioni tematiche. Queste sezioni approfondiranno i principali ambiti dell'attività di Erté. Si spazierà dai figurini di moda al teatro. Non mancherà il Music Hall. Saranno esplorate anche le importanti collaborazioni editoriali che hanno segnato la sua carriera.
Dalla Russia a Parigi: la nascita di un artista
La carriera di Erté iniziò con una solida formazione artistica. Dopo il trasferimento a Parigi, iniziò a farsi un nome nel panorama artistico e della moda. Tra il 1913 e il 1914, ebbe l'opportunità di lavorare presso il celebre couturier Paul Poiret. Questa esperienza fu fondamentale per la sua crescita professionale. Gli permise di entrare in contatto con l'alta moda parigina.
Nel 1915, Erté diede inizio a una lunga e proficua collaborazione con la prestigiosa rivista di moda Harper’s Bazaar. Per questa pubblicazione, disegnò circa duecento copertine. La sua attività per Harper’s Bazaar si protrasse fino al 1937. Questo lavoro lo proiettò ulteriormente nel mondo dello spettacolo. Gli consentì di entrare in contatto con lo star system dell'epoca.
Grazie alla sua versatilità, Erté realizzò scenografie e costumi di scena per figure leggendarie. Tra queste, si ricordano Mata Hari, Marion Davies e Mistinguett. Divenne anche un collaboratore assiduo per gli spettacoli del celebre teatro Folies Bergère. La sua influenza si estese ben oltre il mondo della moda.
Negli anni '20 e '30, le sue illustrazioni apparvero su diverse testate di rilievo. Tra queste, figurano London News, Cosmopolitan e Vogue. Non solo riviste di moda, ma anche pubblicazioni musicali beneficiarono del suo talento grafico. La sua fama varcò i confini europei.
Nel 1922, Erté sbarcò a New York. Qui collaborò per anni con il produttore teatrale George White. La sua incursione nel mondo del cinema avvenne nel 1925. Raggiunse Hollywood, dove creò scene e costumi per diversi film muti. La sua poliedricità lo rese una figura ricercata in diversi ambiti creativi.
Un artista poliedrico: stile e influenza
La carriera di Erté fu caratterizzata da una straordinaria poliedricità. Non fu solo stilista e scenografo. Fu anche un ideatore di costumi teatrali. La sua creatività si estese alla creazione di gioielli. Fu un illustratore prolifico per le più importanti riviste internazionali di moda. La Parigi degli anni Dieci e Venti fu il palcoscenico della sua ascesa.
Erté possedeva un lessico stilistico inconfondibile. Era elegante e immediatamente riconoscibile. Riuscì a sintetizzare gli elementi stilistici e decorativi più caratterizzanti della modernità tra le due guerre mondiali. Divenne uno degli interpreti più raffinati di questo periodo. Ancora oggi, è considerato una figura emblematica del gusto Art Déco.
Le sue opere sono esposte in numerosi musei di fama mondiale. Tra questi, spiccano il Metropolitan Museum of Art di New York, il LACMA di Los Angeles e il Victoria and Albert Museum di Londra. La sua eredità artistica è custodita nei più importanti templi dell'arte.
Nel 1970, Franco Maria Ricci pubblicò per la collana I segni dell’uomo la prima monografia in lingua italiana dedicata a Erté. Il volume includeva un testo di Roland Barthes e una selezione di ricordi dell'artista. Nello stesso periodo, l'editore acquisì alcune opere di Erté. Queste opere entrarono a far parte della collezione ora conservata presso il Labirinto della Masone. La collezione è stata recentemente ampliata con quattro ulteriori disegni.
Roland Barthes, nel 1970, descrisse la mitologia di Erté come «così pura, così piena che non si sa più (e non ci si domanda) se egli abbia creato la donna della sua epoca o se l’abbia genialmente captata, se sia testimonio o fondatore di una storia, eroe o mitologo.» Questa citazione sottolinea la profondità e l'impatto della sua opera.
La mostra “Erté. Lo stile è tutto” rappresenta un momento significativo. Essa testimonia l'impegno costante del Labirinto della Masone nel valorizzare il proprio patrimonio artistico ed editoriale. L'esposizione celebra il volume di Franco Maria Ricci a oltre cinquant'anni dalla sua pubblicazione. Ciò avviene in un periodo di rinnovato interesse critico ed espositivo per l'Art Déco. Si è infatti da poco celebrato il centenario dell'esposizione parigina del 1925, evento che decretò il successo internazionale di questo stile.
Un percorso espositivo ricco di opere e collaborazioni
Il percorso espositivo, ideato da Maddalena Casalis, presenta oltre 150 opere. Tra queste, si annoverano disegni, bozzetti, pochoir, litografie e le celebri serie dell’Alfabeto e dei Numeri. Saranno inoltre esposte fotografie d’epoca, documenti e materiali cinematografici. Un corpus significativo di lavori che offre una visione completa dell'universo creativo di Erté.
In mostra saranno presenti le 28 opere della collezione Franco Maria Ricci. Queste saranno affiancate da importanti prestiti. Provengono da collezioni private, sia italiane che internazionali. Non mancheranno opere provenienti dal Victoria and Albert Museum di Londra. Questa combinazione di opere garantisce un'eccezionale ricchezza visiva.
Le invenzioni grafiche di Erté sono diventate vere e proprie icone di un Déco sfavillante. In esse convivono modernità ed esotismi. Il suo mondo è popolato da eleganze impossibili. Si vedono figurini di donne contemporanee e di femme fatale. Non mancano costumi per il teatro e per il cinema. Dalle Folies Bergère alle Ziegfeld Follies, la sua impronta è indelebile.
Erté fu anche uno straordinario testimone del suo tempo. Possedeva la capacità di cogliere, con gusto raffinatissimo e una vena di eccentricità, il mutare delle mode. Ha saputo ritrarre l'inarrivabile mondo delle “dive”. Ha esplorato il dialogo tra alta eleganza e cultura di massa. Tutto ciò mantenendo sempre una rigorosa coerenza stilistica.
Valerio Terraroli ha sottolineato come «Il rapido degenerarsi degli equilibri politici europei e lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale sanciscono la scomparsa definitiva dei valori formali ed estetici del Déco e con essi anche di quel mondo splendido e fiabesco, disimpegnato e irresponsabile, luccicante e disinibito, fatuo e ambiguamente erotico, raffinato e seducente, che Erté ha saputo impersonare sia nelle propria vita sia nelle proprie creazioni che divengono, per ciò stesso, uno degli emblemi più raffinati e organici dell’Art Déco.»
A suggerire la contemporaneità delle opere di Erté, la mostra ospita un omaggio speciale. Saranno esposte tre creazioni dell'artista Caterina Crepax. Architetto di formazione e cresciuta in un ambiente ricco di fervore creativo, Crepax realizza abiti di carta. Queste creazioni si manifestano come vere e proprie sculture. Sono pezzi unici in cui la carta assume il ruolo di tessuto prezioso. Le sue trame danno forma a opere indossabili. In occasione della mostra, Crepax ha realizzato tre nuovi abiti ispirati a tre bozzetti di Erté, omaggiando così questo maestro dello stile.
La mostra “Erté. Lo stile è tutto” vanta importanti patrocini. Tra questi figurano la Regione Emilia-Romagna, il Comune di Parma, il Comune di Fontanellato, l'Università di Verona (Dipartimento di Culture e Civiltà) e il Centro di Ricerca Rossana Bossaglia. Come consuetudine per le mostre del Labirinto della Masone, sarà pubblicato un volume omonimo. Sarà edito da Franco Maria Ricci, con testi di Valerio Terraroli e Alessandra Tiddia.
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