Gestori privati di residenze sanitarie assistenziali in Sicilia contestano un nuovo decreto regionale sui posti letto per anziani. Chiedono la revoca del provvedimento e l'avvio di un tavolo di confronto, minacciando ricorso al TAR.
Nuovo decreto sui posti letto anziani
Si apre un nuovo contenzioso nel settore sanitario siciliano. I soggetti privati che gestiscono le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) esprimono forte dissenso. La loro attività è rivolta principalmente all'assistenza degli over 65.
La causa scatenante è un recente decreto emanato dall'assessore Daniela Faraoni. Questo provvedimento ridisegna la distribuzione dei posti letto disponibili nelle diverse province dell'isola. I gestori privati ritengono il decreto iniquo e dannoso per il settore.
Le associazioni di categoria scrivono all'assessore
Diverse sigle rappresentative del comparto hanno unito le forze per contestare la decisione. Tra queste figurano il comparto socio-sanitario di Confindustria, guidato da Francesco Ruggeri. Vi partecipano anche Confcommercio Sicilia, sotto la guida di Luigi Marano.
Presente anche la sezione socio-sanitaria dell'Aiop, con Riccardo Morana al timone. Infine, la federazione nazionale AssoSanità, presieduta da Pietro Scozzari, ha aderito alla protesta. Queste organizzazioni hanno formalmente scritto all'assessore Faraoni.
Nella loro missiva, chiedono esplicitamente la revoca del decreto. Questo provvedimento, emesso a fine gennaio, stabilisce le nuove regole per l'allocazione dei posti letto. I privati ritengono che le nuove norme non siano sostenibili.
Minaccia di ricorso al TAR e richiesta di confronto
Le critiche mosse dai gestori privati all'assessore Faraoni non si limitano a una semplice contestazione. La loro diffida assume i toni di un vero e proprio annuncio. Essi dichiarano l'intenzione di adire le vie legali.
Il ricorso al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) è motivato da presunte «gravi criticità, contraddizioni e illegittimità». I privati denunciano vizi di forma e di sostanza nel decreto regionale. Temono che l'applicazione del provvedimento possa creare seri problemi al sistema di assistenza.
Inoltre, le associazioni chiedono l'attivazione di un tavolo di concertazione. L'obiettivo è discutere la possibilità di un «decreto bis». Vorrebbero poter contribuire alla definizione di nuove regole più eque e funzionali. La loro proposta mira a trovare una soluzione condivisa.
L'assessore Faraoni non intende modificare il decreto
Nonostante le forti rimostranze provenienti dal settore privato, la posizione dell'assessore Daniela Faraoni sembra essere ferma. Le dichiarazioni dell'assessore indicano una chiara volontà di non apportare modifiche al provvedimento.
Faraoni ha affermato che non intende ritirare o modificare il decreto in questione. Questa presa di posizione rischia di inasprire ulteriormente lo scontro. La situazione appare quindi destinata a evolvere in un contenzioso legale.
La mancata apertura al dialogo da parte dell'assessorato regionale alla Sanità preoccupa i gestori delle RSA. Essi temono ripercussioni negative sull'erogazione dei servizi essenziali per gli anziani. La vicenda è ancora in pieno svolgimento e le prossime mosse saranno cruciali.