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La Sicilia affronta una crescente riduzione degli sportelli bancari e del personale nel 2025. L'Unione Italiana Lavoratori del Credito (Uilca) lancia l'allarme su un fenomeno che rischia di desertificare ulteriormente il territorio, con gravi ripercussioni per cittadini e economia.

Diminuiscono gli sportelli bancari in Sicilia

Il report della Banca d'Italia per il 2025 evidenzia un trend preoccupante. Il numero di comuni siciliani con almeno uno sportello bancario è in calo. Si è passati da 149 comuni senza banca nel 2024 a 152 nel 2025. Questo significa che sempre più aree dell'isola rischiano di perdere l'accesso ai servizi bancari essenziali.

Le province più colpite sono Palermo e Messina. Nel Palermitano, ben 31 comuni non dispongono più di una filiale bancaria. La provincia di Messina registra una situazione altrettanto critica: solo 36 comuni su 108 hanno ancora una presenza bancaria.

Crollo dei posti di lavoro nel settore bancario

Parallelamente alla chiusura degli sportelli, si registra una significativa perdita di posti di lavoro. Tra il 2024 e il 2025, la Sicilia ha visto la cancellazione di 282 impieghi nel settore bancario. Questo dato aggrava ulteriormente la situazione occupazionale dell'isola.

Giuseppe Gargano, segretario generale Uilca Sicilia, definisce questo processo una «desertificazione che sembra inarrestabile». Egli critica il «silenzio assordante della politica e delle istituzioni» di fronte a questa emergenza.

Le conseguenze per cittadini e economia

Le ripercussioni di questa tendenza sono pesanti. I cittadini, in particolare quelli più disagiati, pagheranno le conseguenze della mancanza di servizi bancari. L'economia regionale subirà un ulteriore rallentamento.

Gargano avverte che gli unici a trarre vantaggio da questa situazione saranno gli usurai. Essi prospereranno in assenza di competitor regolamentati come le banche. Questo scenario favorisce la criminalità finanziaria.

Il quadro nazionale e il congresso Uilca

Il fenomeno non riguarda solo la Sicilia. A livello nazionale, nell'ultimo anno, 80 comuni si sono aggiunti a quelli già privi di sportelli bancari. I posti di lavoro persi in Italia nel settore sono stati 4.823.

Questi dati saranno al centro del congresso regionale della Uilca, che si terrà a Palermo il 31 marzo. L'obiettivo è sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni sulla gravità della situazione.

Contesto storico e normativo

La progressiva riduzione delle filiali bancarie è un fenomeno in atto da anni, accelerato dalla digitalizzazione e dalle strategie di efficientamento degli istituti di credito. Tuttavia, la Sicilia sembra soffrire in modo particolare questa trasformazione. La mancanza di sportelli fisici penalizza soprattutto le fasce della popolazione meno avvezze alle tecnologie digitali e le aree interne.

La normativa bancaria attuale prevede una certa flessibilità per le banche nella gestione della propria rete commerciale. Tuttavia, si discute sempre più spesso sulla necessità di garantire un livello minimo di servizio universale, soprattutto nei territori a rischio di esclusione finanziaria. La Uilca chiede un intervento deciso per invertire questa tendenza.

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