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Rossana Besson, conosciuta come nonna Nanà, celebra il suo centesimo compleanno a Palermo. La sua vita, iniziata a Cagliari nel 1926, è stata un viaggio attraverso il Novecento, segnato da spostamenti, fughe, incontri e passioni.

Una vita tra continenti e storia

Rossana Besson, affettuosamente chiamata Nanà, festeggia un secolo di vita. Nata a Cagliari il 29 marzo 1926, ha vissuto il Novecento da protagonista. La sua famiglia, guidata dal padre Luigi, ufficiale del Regio Esercito, si spostò frequentemente. Albania, Napoli, Tripoli, Cagliari, Palermo e Roma furono tappe del loro percorso. Nanà ha sempre viaggiato via mare, senza mai prendere un aereo in 100 anni.

La madre Costanza, figlia di un professore di matematica, proveniva da Sassari. Il padre Luigi, discendente di francesi stabilitisi in Sardegna nel Settecento, combatté valorosamente nelle due guerre mondiali. La famiglia Besson era destinata a un'esistenza nomade, segnata dagli eventi storici.

Il sogno di Tripoli e la fuga improvvisa

Tripoli conserva un posto speciale nei ricordi di Nanà. Durante il periodo coloniale italiano, la città era un vivace centro cosmopolita. Dalla sua casa, la giovane Rossana poteva vedere la residenza del Governatore Italo Balbo. I ricevimenti che si tenevano lì rappresentavano un mondo di eleganza irraggiungibile per un'adolescente.

Un giorno, l'ordine perentorio del padre interruppe quel sogno: “Prendete tutto quello che può entrare in una valigia e scappate”. La fuga improvvisa da Tripoli lasciò a quella città un pezzo della sua giovinezza.

Guerra, bellezza e l'arrivo a Palermo

Gli anni della Seconda Guerra Mondiale videro Nanà, sua madre e la sorella Lilia sfollate nell'entroterra sardo. Lontano dai bombardamenti, trovarono rifugio. Tornata a Cagliari dopo la guerra, Rossana era una ventenne di straordinaria bellezza. Il suo volto apparve più volte sulla cronaca rosa dei giornali locali.

Nel 1951, il destino la condusse a Palermo. Qui, durante un tè danzante al Circolo degli Ufficiali, incontrò Rino Piccione. Il giovane capitano dell'Esercito divenne suo marito nel 1953. Palermo divenne la sua casa definitiva.

Una vita palermitana tra famiglia e storia

Dopo un breve periodo a Enna, dove nel 1954 nacque il primogenito Maurizio, la famiglia si stabilì a Palermo. Nel 1958 arrivò il secondogenito Massimo. Il marito Rino fece carriera nell'Esercito, diventando generale. Ricoprì anche l'incarico di responsabile dell'amministrazione della Legione carabinieri di Palermo.

A Palermo, la vita di Nanà si intrecciò nuovamente con la grande storia. Suo marito lavorò a stretto contatto con il colonnello Carlo Alberto Dalla Chiesa. Nanà e sua moglie, Dora Fabbo, condividevano serate conviviali con i due ufficiali. Ignoravano che quel nome sarebbe diventato un simbolo di coraggio e sacrificio per l'Italia.

Passioni e curiosità: il segreto della longevità

Nanà è sempre stata un pilastro della famiglia. Coltiva le sue passioni, forse il vero segreto della sua lunga vita. Eccelle nell'enigmistica, in particolare nei rebus stereoscopici. Ama la canasta e i romanzi gialli. La sua curiosità per il mondo non è mai scemata.

Ancora oggi, maneggia con disinvoltura lo smartphone. Mantiene i contatti con familiari e amici sparsi tra Palermo, Cagliari e Oristano. Attorno a lei, oggi, ci sono le nipoti Maria Linda e Giuliana. C'è anche il pronipote Riccardo, nato nel 2023. E poi parenti e amici di una vita.

Cento anni dedicati alla famiglia. Nanà insegna che l'importante è saper riempire bene una valigia e scegliere con saggezza dove portarla.

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