Una nuova rete civica denominata 'Occhio al ponte' si è formata a Paderno d'Adda. L'obiettivo è proteggere lo storico ponte San Michele e l'ambiente circostante, opponendosi alla proposta di un nuovo viadotto.
Salvaguardia del ponte San Michele
È stata creata a Paderno d’Adda una nuova iniziativa civica. Si chiama Occhio al ponte. Questa rete unisce residenti, imprenditori, volontari e amministratori locali. Il loro scopo è proteggere l'iconico ponte San Michele. Questo storico ponte collega Paderno d’Adda e Calusco. Si prevede che sarà dismesso entro il 2030. La sua struttura non è più adatta al peso attuale di auto e treni. La rete si batte anche per la tutela dell'ambiente e del paesaggio. Vogliono preservare la qualità della vita nei paesi della zona. Temono che un nuovo ponte a doppia corsia possa causare danni irreparabili.
Chiara Bonfanti e Giorgio Mazzola sono i portavoce di questa rete. Hanno spiegato le motivazioni. L'iniziativa mira a informare l'opinione pubblica. Vogliono anche fare pressione sui decisori politici a livello provinciale, regionale e nazionale. È fondamentale che le comunità locali siano ascoltate. Devono essere coinvolte nelle decisioni riguardanti la costruzione di un nuovo attraversamento sull'Adda. La proposta di un nuovo ponte accanto al San Michele è stata respinta. Molti sindaci e residenti del Meratese, Vimercatese e dell'Isola Bergamasca si oppongono fermamente. Temono un aumento del traffico del 90% nell'intera area. Prevedono espropri, demolizioni di case e attività commerciali. Sono preoccupati per il transito dei treni, anche di notte. Temono anche l'esclusione del ponte San Michele dal patrimonio UNESCO. Infine, paventano il deturpamento della Valle dell'Adda.
Preoccupazioni per un ponte sostenibile
I membri di Occhio al ponte ribadiscono la loro richiesta. Vogliono un ponte che sia sostenibile per il territorio. Deve rispettare l'ambiente. Deve anche considerare le esigenze di chi vive e transita nella zona. Non vogliono che lo storico ponte San Michele venga trascurato. Sottolineano che il nuovo ponte non deve rovinare il paesaggio. Non deve compromettere la qualità della vita e la salute dei cittadini. Questo vale sia per il presente che per le generazioni future. La rete esprime diverse preoccupazioni concrete riguardo al progetto del nuovo ponte.
Vengono segnalati aumenti significativi dei flussi di traffico veicolare. Si prevede una maggiore congestione sulle reti stradali locali. Questo è dovuto anche all'autorizzazione per i mezzi pesanti. Attualmente, questi veicoli non possono transitare sul San Michele. Gli impatti sulla qualità della vita, sull'inquinamento atmosferico e acustico sono diretti. Anche la sicurezza nei centri abitati è a rischio. Altre criticità riguardano l'incremento previsto del traffico ferroviario. Si parla in particolare di merci. Questo traffico, attualmente assente, potrebbe avvenire anche di notte. Ciò aggraverebbe ulteriormente gli impatti acustici e ambientali. A tutto ciò si aggiungono le incertezze sulla futura gestione e manutenzione del ponte San Michele.
La rete Occhio al ponte si impegna a promuovere un dialogo costruttivo. L'obiettivo è trovare soluzioni che bilancino le esigenze infrastrutturali con la salvaguardia del patrimonio storico e ambientale. La mobilitazione dei cittadini mira a garantire che le decisioni future tengano conto del benessere collettivo. Si vuole evitare che la realizzazione di nuove infrastrutture vada a scapito della vivibilità dei territori coinvolti. La loro azione vuole essere un monito per una pianificazione più attenta e partecipata.