Gioacchino Amico, 39 anni, è l'ultimo imputato pentito nell'inchiesta Hydra. L'indagine milanese svela legami tra criminalità organizzata e politica, con Amico al centro di traffici illeciti e contatti con esponenti politici.
Infiltrazioni mafiose nel sistema lombardo
La Procura di Milano ha svelato un presunto sistema criminale in Lombardia. L'inchiesta Hydra ha messo in luce connessioni tra diverse mafie italiane. La 'ndrangheta, Cosa nostra e la camorra romana sembrano aver operato nella regione. Un referente chiave per il clan romano sarebbe stato Gioacchino Amico, 39 anni.
Amico è ora l'ultimo imputato a essersi pentito. Il processo vede 45 persone accusate di associazione mafiosa. Le accuse includono estorsioni, traffico di droga e armi illegali. Anche il riciclaggio di denaro è sotto esame.
L'uomo del selfie con la premier
Gioacchino Amico è noto per una fotografia scattata nel febbraio 2019. Lo scatto lo ritrae accanto alla premier Giorgia Meloni. La foto fu scattata all'Hotel Marriott di Milano. Era durante la campagna elettorale per le Europee. La foto non è agli atti dell'inchiesta Hydra.
Al momento dell'incontro, Amico non era indagato per mafia. Aveva però già una condanna per ricettazione. Era stato anche arrestato per truffa e associazione a delinquere. Un'intercettazione del giugno 2020 lo mostra entusiasta per una tessera di partito. «Mi è arrivata la tessera di partito... Fratelli d’Italia» diceva.
Legami politici e affari
Amico e Raimondo Orlando sono entrambi originari di Canicattì, in provincia di Agrigento. Amico coordinava il “Movimento Fare” in quella città. Il movimento fu fondato dall'ex sindaco di Verona, Flavio Tosi. Orlando e Amico discutevano di possibili accordi politici. Volevano ottenere un assessorato.
La Procura di Milano ipotizza un sistema che manteneva contatti con politici e imprenditori. L'obiettivo era ottenere favori e informazioni riservate. Questa rete di relazioni rafforzava l'organizzazione criminale.
Politici e indagini
Tra i contatti di Amico figurano diversi politici. Molti appartengono al centrodestra. Nessuno di loro risulta indagato. Nelle informative compaiono nomi come Paola Frassinetti, deputata e sottosegretaria. Anche Carmela Bucalo, senatrice, è menzionata. Entrambe sono di Fratelli d'Italia.
Sono citate anche Monica Rizzi, ex assessore regionale. E Silvia Bottichio, candidata sindaco a Ossimo. Infine, Roberto Caon, ex deputato, eletto prima con la Lega e poi con Forza Italia.
Il ruolo di Amico nell'organizzazione
L'inchiesta descrive Amico come una figura centrale. Era inserito in un'associazione dedita al narcotraffico. Risulta anche finanziatore di attività illecite. Le accuse nei suoi confronti includono detenzione illegale di armi. Ci sono anche estorsioni e reati fiscali.
Le indagini cercano di chiarire il ruolo della politica negli affari illeciti. La foto con la premier è ora al vaglio della Procura. Si valuterà se sia un fotomontaggio.
Il sistema mafioso ramificato
Il presunto sistema mafioso si sarebbe radicato in vari settori. Questi includono la logistica, l'edilizia e la sanità. Anche le piattaforme e-commerce, la ristorazione e il settore petrolchimico sarebbero coinvolti. Tutto ciò avveniva tramite canali istituzionali. I magistrati milanesi annotano contatti preventivi.