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Il parroco di Ossago Lodigiano, Don Davide Chioda, esprime profonda gratitudine per la solidarietà ricevuta dopo il grave incendio che ha colpito il santuario Mater Amabilis. Nonostante i danni ingenti, la comunità si è stretta attorno alla chiesa, mostrando un forte spirito di unità.

La commozione del parroco per la vicinanza ricevuta

Il cuore del parroco **Don Davide Chioda** è pieno di gratitudine. Ha ricevuto numerosi messaggi e visite di vicinanza. La comunità di **Ossago** ha mostrato grande solidarietà subito dopo il disastro. Un agricoltore ha promesso la ricostruzione della cappella dei patroni. La generosità dei fedeli è stata fondamentale.

Don Davide Chioda, responsabile della **chiesa Mater Amabilis**, è ancora visibilmente scosso. Ricorda le ore drammatiche che hanno colpito il santuario. L'incendio è divampato **venerdì a mezzogiorno**. Una candela accesa per la Settimana Santa ha innescato le fiamme. L'altare laterale della cappella dei **Santi Gervasio e Protasio** è stato il punto di origine.

Danni ingenti e un segno di speranza

Le fiamme hanno rapidamente aggredito tessuti e tappeti. Si sono propagate velocemente verso una grande tela di cinque metri. L'opera raffigurava il martirio dei santi. Questo capolavoro, simbolo del paese, è andato quasi completamente distrutto. Rimane solo la cornice annerita dal fuoco. Il rogo ha divorato anche la balaustra e la pedana in legno.

Tra le macerie, si è notato un elemento di speranza. Il tabernacolo ligneo è caduto a terra. Le fiamme avevano avvolto il suo conopeo in seta. La caduta ha permesso di allontanarlo dal calore più intenso. Questo ha salvato le due pissidi contenenti il Santissimo Sacramento. Un evento che ha del miracoloso.

Salvataggi inaspettati e la fuga del fuoco

Sorprendentemente, le statue di **Sant’Agnese** e **Santa Giovanna d’Arco** sono rimaste intatte. Si trovavano nella cappella, ai lati dell'altare. Il resto del santuario è stato preservato da un disastro totale. Questo è avvenuto grazie a quello che **Don Davide** definisce l'“effetto canna fumaria”.

Il calore intenso ha provocato l'esplosione dei vetri della cappella. Le fiamme hanno trovato così una via di sfogo verso l'esterno. Questo ha impedito la loro propagazione nella navata principale. Il vescovo ha inviato immediatamente il tecnico della Curia. È stato effettuato un sopralluogo per valutare i danni. La comunità parrocchiale ha ricevuto manifestazioni di vicinanza.

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