Cassazione conferma condanna per un detenuto di Orvieto trovato con droga negli slip dopo colloquio con familiari. La pena è di un anno e otto mesi.
Droga nascosta negli slip dopo colloquio con familiari
La Corte di Cassazione ha confermato una condanna per un 37enne detenuto presso il carcere di Orvieto. L'uomo dovrà scontare un anno e otto mesi di reclusione. Dovrà inoltre versare tremila euro alla Cassa delle ammende. Questa pena si aggiunge a quella che stava già scontando.
La vicenda riguarda il ritrovamento di sostanza stupefacente. Questo è avvenuto dopo che il detenuto aveva avuto un colloquio con i suoi familiari. La droga era stata abilmente nascosta all'interno degli slip.
Ricorso in Cassazione dichiarato inammissibile
Il detenuto aveva presentato ricorso contro la sentenza della Corte d'appello di Perugia. La decisione risaliva al 16 maggio 2025. L'uomo aveva sollevato due questioni principali. La prima riguardava la presunta violazione del principio di correlazione tra l'accusa e la sentenza. La seconda contestava l'insufficienza e la contraddittorietà della motivazione della sentenza.
La difesa aveva evidenziato una discrepanza nella localizzazione del ritrovamento. Secondo l'accusa, la sostanza sarebbe stata trovata nella cella. La sentenza d'appello, invece, indicava il ritrovamento negli slip del detenuto. Questo era avvenuto a seguito di una perquisizione personale.
La Cassazione conferma la colpevolezza
La Cassazione ha ritenuto il ricorso inammissibile. I giudici hanno sottolineato che i motivi di censura erano già stati esaminati. La sentenza impugnata li aveva disattesi con argomenti giuridici validi. Non erano stati introdotti elementi di criticità specifici.
La relazione di servizio della polizia penitenziaria di Orvieto era chiara. La sostanza stupefacente era stata trovata addosso all'imputato. Precisamente, era negli slip. Questo è emerso dopo il colloquio con i familiari.
I giudici di legittimità hanno evidenziato come questo fatto non generasse dubbi. Al contrario, rafforzava la certezza sull'appartenenza della sostanza al detenuto. Quest'ultimo l'aveva evidentemente ricevuta dai visitatori.
Conferma della condanna e sanzione pecuniaria
L'inammissibilità del ricorso ha portato alla conferma della condanna. Il detenuto dovrà quindi scontare la pena di un anno e otto mesi. Inoltre, dovrà pagare la multa di tremila euro. La sanzione pecuniaria è destinata alla Cassa delle ammende.
La sentenza di secondo grado aveva già stabilito la responsabilità del 37enne. La Cassazione ha dunque chiuso definitivamente la questione. La droga, destinata probabilmente all'interno del carcere, è stata intercettata prima della consegna.
Questo episodio sottolinea l'attenzione della polizia penitenziaria. I controlli vengono intensificati soprattutto dopo i colloqui con i familiari. L'obiettivo è prevenire l'introduzione di sostanze illecite negli istituti penitenziari.
La difesa aveva tentato di creare un dubbio sulla provenienza della droga. Sostenendo che la localizzazione del ritrovamento fosse diversa da quanto contestato. La Corte ha però ritenuto irrilevante questa distinzione. Anzi, il ritrovamento negli slip rafforzava l'ipotesi di reato.
La pena inflitta è significativa. Un anno e otto mesi si aggiungono alla detenzione già in corso. La multa rappresenta un ulteriore aggravio. La Cassazione ha quindi confermato la linea della Corte d'appello di Perugia.
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