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La stagione turistica in Sardegna prende il via con il ponte di Pasqua. Circa il 30% delle strutture alberghiere dell'isola ha riaperto i battenti, segnale di una ripresa anticipata rispetto agli anni precedenti.

Riapertura anticipata delle strutture turistiche

Le festività pasquali segnano l'inizio della stagione turistica in Sardegna. Già ora, circa il 10% delle strutture ricettive ha scelto di anticipare l'apertura. Questo dato porta il numero totale di hotel operativi, inclusi quelli aperti tutto l'anno, a circa il 30%. Le città registrano percentuali di apertura più elevate.

A confermare questo trend positivo è Paolo Manca, presidente di Federalberghi Sardegna. Egli nota una crescente voglia di visitare la Sardegna già nei primi mesi primaverili. Tuttavia, l'apertura generalizzata incontra ancora degli ostacoli.

Fattori che frenano l'apertura completa

Due fattori storici continuano a rappresentare un freno per un'apertura più ampia. Il primo è l'incertezza meteorologica. Le condizioni climatiche influenzano pesantemente le prenotazioni dell'ultimo minuto. Il secondo fattore riguarda il sistema dei trasporti.

I collegamenti non sempre garantiscono frequenze adeguate e prezzi competitivi. Questo è particolarmente vero nella fase di pre-stagione per il mercato nazionale ed europeo. Lo ha dichiarato Manca all'ANSA.

Il vero banco di prova per il settore turistico rimane legato alla continuità territoriale. Anche i costi dei collegamenti aerei e marittimi sono cruciali. Questi elementi determinano la fattibilità di una stagione più lunga e accessibile.

Prime aperture in Costa Smeralda

Nella rinomata Costa Smeralda sono già iniziate le aperture dei resort più esclusivi. Un esempio è il Petra Segreta Resort&Spa. La struttura si trova sulle colline di San Pantaleo. È gestita da Rosella Marchese e Luigi Bergeretto.

Da 19 anni portano avanti una formula di accoglienza familiare. Questa è dedicata a un pubblico raffinato e attento ai dettagli. La scelta di aprire presto è una loro caratteristica distintiva.

«Abbiamo sempre creduto nella stagione anticipata», ha raccontato il patron Luigi Bergeretto. «Dal primo giorno dei nostri 19 anni, abbiamo sempre aperto tendenzialmente il primo aprile e chiuso intorno ai primi di novembre».

La posizione collinare, con vista sulla Costa, attira una clientela prevalentemente straniera. Questi ospiti apprezzano molto l'inizio e la fine stagione. Beneficiano di un clima favorevole e dell'esclusività di periodi più tranquilli.

«C'è meno afflusso turistico in questi periodi», ha aggiunto Bergeretto. «Ci si può godere di più questa pace che offriamo nel nostro ambiente». La tranquillità e l'esclusività sono elementi chiave della loro offerta.

Dati incoraggianti e prospettive future

I dati sulle prenotazioni per la stagione turistica in corso appaiono incoraggianti. Si registra un trend positivo. La Sardegna è pronta per una stagione che potrebbe durare almeno sei mesi. Questo vale per tutti gli operatori del settore.

Tuttavia, l'ospitalità necessita di un supporto adeguato. Serve un'infrastruttura di mobilità altrettanto dinamica e costante. Lo sottolinea ancora il presidente di Federalberghi.

Si osserva anche un buon fermento per il turismo di prossimità. Molti sardi si spostano per brevi periodi, uno o due giorni. I mercati del Nord Europa si confermano tra i segmenti più attivi in termini di prenotazioni.

La ripartenza del turismo in Sardegna è quindi parziale ma significativa. L'obiettivo è consolidare questa tendenza positiva nelle prossime settimane. Le sfide legate ai trasporti e alla continuità territoriale restano centrali per il futuro.

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