Una donna di Novara ha ricevuto un risarcimento di 33.000 euro a seguito di un'infezione contratta dopo un'operazione al seno. Il tribunale ha stabilito la responsabilità della struttura sanitaria.
Infezione ospedaliera dopo intervento al seno
Una paziente di Novara ha subito un'infezione dopo un intervento chirurgico al seno. La donna ha dovuto affrontare ulteriori tre operazioni per risolvere il problema. Il tribunale locale ha riconosciuto la sua richiesta di risarcimento.
La decisione è stata presa dal tribunale di Novara. La giudice Irene Russo ha emesso la sentenza. La struttura sanitaria coinvolta è il Policlinico di Monza. La clinica dovrà anche coprire le spese legali del procedimento.
La paziente, una donna di 43 anni, si era sottoposta a un intervento di mastectomia bilaterale. Questo avvenne alla fine del 2019. L'operazione includeva anche la ricostruzione con protesi. La scelta era motivata da una storia familiare di tumori. Serviva a prevenire il rischio di recidive.
Accertamenti e infezione da Pseudomonas aeruginosa
Un controllo effettuato 47 giorni dopo l'intervento ha rivelato delle criticità. Si è notata una lieve riapertura della ferita chirurgica. Ancora più preoccupante è stato il risultato di un esame. Ha confermato la presenza del batterio pseudomonas aeruginosa.
Questa infezione ha reso necessari ulteriori trattamenti. Sono stati eseguiti tre interventi chirurgici aggiuntivi. Questi sono avvenuti tra il marzo 2020 e il marzo 2021. L'obiettivo era sanare completamente la situazione.
I periti nominati dal tribunale hanno fornito un parere chiaro. Hanno stabilito che l'infezione era di origine ospedaliera. La causa più probabile è stata individuata negli accessi ambulatoriali successivi all'operazione iniziale.
Responsabilità della struttura sanitaria
Durante il processo, la struttura sanitaria ha presentato le proprie procedure. Ha illustrato i protocolli interni per la prevenzione delle infezioni. Questi riguardavano le sale operatorie e i reparti di degenza. Tuttavia, non è stato presentato alcun piano operativo specifico per la gestione dei controlli ambulatoriali.
Gli esperti hanno evidenziato un punto cruciale. Hanno sottolineato che limitare i controlli ambulatoriali è una strategia efficace. Serve a ridurre le infezioni del sito chirurgico dopo una mastectomia. Questi controlli sono stati identificati come uno dei principali fattori di rischio.
L'avvocato della donna, Andrea Marzorati, ha commentato la vicenda. Ha dichiarato che la sua assistita è stata vittima due volte. Prima per il danno alla salute subito. Poi per l'atteggiamento della clinica. Quest'ultima ha negato la propria responsabilità. Ha anche offerto somme considerate inadeguate.
Per determinare l'entità del risarcimento, la giudice Russo ha utilizzato le tabelle del tribunale di Milano. Queste tabelle sono uno strumento standard per la quantificazione dei danni biologici. La sentenza stabilisce quindi un risarcimento di circa 33.000 euro. A questo si aggiunge il rimborso delle spese legali.