La pietra lavica del Vesuvio si trasforma in scultura e pittura nella mostra 'Pietra Viva'. L'esposizione, curata da Paolo Chiariello, esplora il legame tra natura, memoria e identità territoriale. Le opere di Antonio Carotenuto saranno visibili a Villa Campolieto dall'11 aprile al 18 luglio 2026.
Arte e memoria nel cuore del Vesuviano
La pietra lavica, elemento distintivo del paesaggio vesuviano, assume nuova vita attraverso l'arte. L'esposizione 'Pietra Viva. Memoria ed identità del Vesuvio' presenta le creazioni di Antonio Carotenuto. L'artista utilizza la lava solidificata come medium espressivo. La mostra si tiene a Villa Campolieto, un gioiello architettonico situato nel Miglio d'Oro.
Questa iniziativa mira a riflettere sul profondo legame tra l'uomo e il suo territorio. La lava non è solo materiale grezzo. Diventa veicolo di storie geologiche e culturali millenarie. La forza primordiale del Vesuvio si manifesta nelle opere. L'artista ne cattura l'essenza, trasformandola in forme cariche di significato.
L'esposizione riunisce circa quaranta opere. Queste includono sculture e dipinti. La pietra lavica è il filo conduttore principale. Rappresenta il fulcro della ricerca artistica di Carotenuto da diversi anni. La scelta di questo materiale non è casuale. Simboleggia la resilienza e la capacità di trasformazione.
Un dialogo tra materia, storia e architettura
La mostra è promossa dall'Associazione forense 'In Oltre'. Collabora la Fondazione Ente Ville Vesuviane. Il progetto gode del patrocinio di importanti enti. Tra questi figurano l'Ente Parco Nazionale del Vesuvio, la Città Metropolitana di Napoli e il Comune di Boscoreale. Questi riconoscimenti sottolineano l'importanza culturale dell'evento.
Nel percorso artistico di Antonio Carotenuto, la pietra lavica trascende la sua natura. Non è un semplice elemento da plasmare. È una materia viva, intrisa di memoria. Conserva le tracce delle eruzioni vulcaniche. Nelle sue mani, la lava solidificata diventa racconto. Narra l'interazione tra l'umanità, la natura e il trascorrere del tempo.
Le opere esposte toccano corde universali. Temi come il corpo umano, la migrazione, l'attesa, la responsabilità e la fragilità dell'esistenza vengono esplorati. Questi concetti sono messi in relazione con la materia vulcanica. Essa porta con sé il ricordo di distruzione e rinascita. Eventi che hanno plasmato il paesaggio vesuviano nei secoli.
Sei sezioni tematiche per un'esperienza immersiva
Il percorso espositivo si snoda attraverso le sale del piano nobile di Villa Campolieto. L'architettura settecentesca della villa crea un suggestivo contrasto. Dialoga con la forza primordiale della pietra lavica. Le opere sono raggruppate in sei sezioni tematiche distinte. Queste sono: 'Origine', 'Corpo', 'Migrazione', 'Magma', 'Simbolo' e 'Sintesi'.
Ogni sezione guida il visitatore attraverso un viaggio. Un percorso che esplora la materia vulcanica e i suoi molteplici significati simbolici. La scelta di Villa Campolieto come sede non è casuale. Questo luogo è uno dei simboli del patrimonio vesuviano. Rafforza il legame tra l'arte contemporanea, il territorio e l'identità culturale della regione.
'Pietra Viva' nasce dalla volontà di creare un ponte. Un dialogo tra l'arte attuale, il patrimonio architettonico e l'ambiente naturale. L'obiettivo è valorizzare il territorio vesuviano. Lo si vuole promuovere come un fertile spazio di produzione culturale. L'integrazione tra la Fondazione Ente Ville Vesuviane e il Parco Nazionale del Vesuvio è fondamentale.
Questo approccio integrato mira alla tutela e alla valorizzazione del paesaggio. La cultura emerge come strumento essenziale. Permette di accrescere la conoscenza, la consapevolezza e il senso di responsabilità verso il territorio. La mostra si propone come un momento di riflessione collettiva.
Un catalogo d'autore per approfondire
La mostra è accompagnata da un catalogo di pregio. È edito da Ebone Edizioni. Il volume si apre con una prefazione d'eccezione. È firmata dallo scrittore Maurizio de Giovanni. De Giovanni è uno dei più noti narratori italiani contemporanei. Le sue opere hanno ottenuto successo internazionale.
Il saggio critico è affidato a Massimo Bignardi. Storico e critico d'arte di fama, Bignardi studia da tempo le connessioni tra arte contemporanea, territorio e materia. Il suo contributo offre una prospettiva approfondita sulle opere di Carotenuto.
La curatela del catalogo è opera dello stesso ideatore e curatore della mostra, Paolo Chiariello. Il volume include anche interventi istituzionali. Partecipano Raffaele De Luca, presidente dell'Ente Parco Nazionale del Vesuvio. Ci sono inoltre Gennaro Miranda, presidente della Fondazione Ente Ville Vesuviane, e Roberto Chianese, direttore generale della stessa Fondazione. Questi contributi arricchiscono il panorama informativo.
La mostra 'Pietra Viva. Memoria ed identità del Vesuvio' rappresenta un'occasione unica. Offre la possibilità di scoprire il talento di Antonio Carotenuto. Permette di esplorare la ricchezza culturale del territorio vesuviano. La pietra lavica, elemento naturale, si trasforma in espressione artistica. Racconta storie di forza, resilienza e identità. L'evento si svolgerà a Villa Campolieto, un luogo storico di grande fascino. L'esposizione sarà aperta al pubblico dall'11 aprile al 18 luglio 2026. Un appuntamento imperdibile per gli amanti dell'arte e della cultura del territorio.
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