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Un'iniziativa unica a Napoli porta l'arte e l'archeologia all'interno dell'ospedale Pausilipon. I piccoli pazienti diventano 'giovani funzionari' per scoprire il patrimonio culturale della città.

Arte e cura si incontrano al Pausilipon

L'ospedale pediatrico Santobono Pausilipon di Napoli ha avviato un progetto innovativo. Collabora con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. L'obiettivo è portare l'arte e l'archeologia tra i piccoli ricoverati. L'iniziativa si chiama "Igea. L'arte che cura".

Questo progetto mira a far conoscere il patrimonio culturale napoletano. I bambini in cura diventeranno "giovani funzionari" della Soprintendenza. Impareranno come viene studiato e preservato il patrimonio cittadino.

I partecipanti scopriranno la storia e l'archeologia di Napoli. Saranno coinvolti in attività teoriche e laboratoriali. Questo li avvicinerà alla tutela dei beni culturali.

Un percorso di scoperta e crescita

Il progetto prevede cinque incontri dedicati. Si svolgeranno negli spazi del polo oncologico pediatrico. I funzionari della Soprintendenza guideranno i bambini. Ogni incontro avrà una parte teorica e una pratica.

Le attività pratiche permetteranno ai piccoli pazienti di sperimentare. Potranno esprimere creativamente quanto appreso. Si avvicineranno al mondo dell'arte e dell'architettura. Anche l'archeologia e il restauro saranno protagonisti.

Al termine del percorso, sono previste visite didattiche. I bambini visiteranno luoghi di interesse culturale. Saranno inclusi il Parco archeologico del Pausilypon e le Terme romane di via Terracina.

Un tempo sospeso trasformato in crescita

Rodolfo Conenna, Direttore Generale dell'AORN Santobono Pausilipon, ha commentato. «La tutela del patrimonio culturale incontra la dimensione della cura», ha affermato. Il tempo del ricovero è spesso un momento fermo. È sottratto alla vita normale di scuola, gioco e amicizie.

Il progetto nasce per trasformare questo tempo. Vuole essere un'occasione di crescita e immaginazione. Offre ai giovani pazienti nuove opportunità culturali. Permette loro di partecipare attivamente.

Rosalia D'Apice, soprintendente della Soprintendenza, ha aggiunto. «Il progetto Igea è pionieristico», ha dichiarato. Si propone di condividere un sapere specialistico. Questo sapere sarà offerto ai pazienti oncologici pediatrici.

La Soprintendenza è lieta di partecipare. I bambini potranno colmare il tempo sospeso. Avranno nuove opportunità culturali e ricreative. Approfondiranno la conoscenza del patrimonio di Napoli. Scopriranno come viene tutelato.

Restauratori, storici dell'arte, archeologi e architetti lavorano costantemente. Si occupano di un patrimonio fragile. Questo patrimonio è esposto all'incuria del tempo e al degrado.

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