La Corte d'Appello di Napoli ha ridotto la pena a Valentina Casa, precedentemente condannata all'ergastolo per la morte del figlio Giuseppe Dorice. La donna è stata ritenuta colpevole per omissione nell'omicidio del bambino, avvenuto per mano del compagno.
Ridotta la pena per Valentina Casa
Valentina Casa ha ottenuto uno sconto di pena significativo nel processo di secondo grado. La donna era accusata di omicidio colposo per omissione. La sua pena è passata dall'ergastolo a 30 anni di reclusione. La sentenza è stata emessa dalla Corte d'Assise d'Appello di Napoli.
La vicenda riguarda la morte del piccolo Giuseppe Dorice. Il bambino fu ucciso a bastonate dal compagno della madre, Tony Essobti Badre. La madre è stata ritenuta responsabile per non aver impedito la tragedia. Anche la figlia minore subì un tentato omicidio da parte di Essobti Badre.
La condanna definitiva del patrigno
Il compagno, Tony Essobti Badre, è stato condannato in via definitiva all'ergastolo. La sua pena è legata all'omicidio del piccolo Giuseppe e al tentato omicidio della sorellina. I fatti risalgono alla fine di gennaio 2019.
L'episodio avvenne a Cardito, nell'abitazione dove vivevano la donna, il compagno e i tre figli di lei. La madre, Valentina Casa, aveva ricevuto una condanna in primo grado a sei anni. Successivamente, in appello, la pena era stata rideterminata all'ergastolo.
Il ricorso in Cassazione e il nuovo processo
Il legale di Valentina Casa, l'avvocato Francesco Cappiello, presentò ricorso in Cassazione. Il 19 ottobre 2024, la Cassazione annullò la sentenza con rinvio. Il processo è stato quindi rinviato a un'altra sezione della Corte di Assise di Appello.
Durante il nuovo giudizio di secondo grado, è stata ascoltata la figlia minore della donna. La bambina, oggi 14enne, ha testimoniato in modalità protetta. Ha ripercorso i tragici eventi accaduti otto anni prima.
La testimonianza della figlia minore
La piccola ha raccontato che il patrigno, Tony Essobti Badre, si infuriò perché i bambini stavano facendo rumore. Lui, che stava dormendo, sfogò la sua rabbia sul fratello e su di lei. La bambina riuscì a salvarsi fingendo di essere svenuta.
Giuseppe, invece, a causa dei terribili colpi ricevuti, perse conoscenza. Morì sul letto sotto gli occhi della madre. La Corte d'Assise d'Appello ha escluso alcune aggravanti. Non sono state riconosciute le aggravanti dei futili motivi e della crudeltà.
Rigettate le richieste delle parti civili
La Corte ha inoltre rigettato la richiesta di provvisionale. Questa era stata avanzata dalle parti civili che si erano costituite nel processo. La sentenza di oggi segna un nuovo capitolo nella complessa vicenda giudiziaria.
La pena di 30 anni per Valentina Casa è stata confermata. La donna è ritenuta colpevole per non aver impedito l'omicidio del figlio. La sua responsabilità è legata alla sua posizione omissiva di fronte alla violenza del compagno. La giustizia ha cercato di bilanciare le responsabilità e le circostanze del caso.
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