La passione di Luciano Cannito per il teatro è sbocciata a soli 10 anni con lo spettacolo 'Miseria e Nobiltà'. Oggi, regista e coreografo di fama, racconta il suo percorso artistico e l'amore incondizionato per il palcoscenico.
L'esordio folgorante con 'Miseria e Nobiltà'
La carriera professionale di Luciano Cannito non è iniziata come danzatore, contrariamente a quanto spesso riportato. La sua prima vera esperienza sul palco è avvenuta come attore. Questo momento cruciale si è verificato durante l'infanzia, quando la sua famiglia si era trasferita a Napoli. Aveva appena 10 anni.
La compagnia teatrale stava cercando un giovane interprete per il ruolo di Peppeniello nella celebre opera 'Miseria e Nobiltà'. Nonostante non possedesse l'accento tipico napoletano, Cannito superò diversi provini. Venne scelto per la parte, guadagnandosi il soprannome di 'l'italiano' tra i colleghi. Questo primo contatto con il mondo del teatro ha segnato l'inizio di un amore profondo e duraturo.
Questa esperienza iniziale ha acceso in lui una passione immediata per la recitazione e il palcoscenico. Un sentimento che non lo ha mai abbandonato nel corso degli anni. Ancora oggi, il ricordo di quell'esordio lo emoziona profondamente.
La passione per il teatro e i musical
Luciano Cannito nutre un legame viscerale con il suo lavoro. La sua passione è contagiosa e la condivide con entusiasmo. Attualmente ricopre ruoli di rilievo: è autore, regista, coreografo, presidente del Teatro Nazionale di Napoli. Inoltre, è direttore artistico dell'Accademia di Arti Performative Art Village e dei teatri Alfieri e Gioiello di Torino.
Cannito ripercorre le tappe del suo debutto, i numerosi spettacoli e produzioni che ha curato. Racconta le sue esperienze professionali, sia in Italia che all'estero. Tutte queste esperienze hanno il teatro come filo conduttore indissolubile.
«Amo il teatro perché è una delle passioni più belle dell'essere umano», afferma Cannito. La considera una forza profondamente radicata nel nostro DNA. Il teatro crea ogni volta legami emotivi unici con il pubblico. Nonostante il predominio di cinema e televisione, il teatro continua a prosperare e a resistere.
Cannito è convinto che nemmeno l'intelligenza artificiale potrà mai sostituire l'essenza del teatro. Tra i generi teatrali, predilige i musical. Li apprezza per il loro linguaggio pop, capace di raggiungere un vasto pubblico. I musical uniscono la potenza e la bellezza di musica, danza e recitazione in un'unica esperienza.
'Cantando sotto la pioggia' conquista Roma
L'ultimo successo di Luciano Cannito è il musical 'Cantando sotto la pioggia'. Questo spettacolo sta attualmente riscuotendo un grande successo in tutta Italia. Prossimamente, farà tappa a Roma, precisamente al Teatro Brancaccio. Le rappresentazioni sono previste dal 15 al 26 maggio.
«È uno dei musical più famosi della storia», spiega Cannito. Lo definisce un 'evergreen', amato da tutte le generazioni. Il segreto del suo successo risiede in una combinazione di elementi che lo elevano a classico. Possiede un testo meraviglioso, canzoni stupende e una trama con meccanismi drammaturgici che intrattengono il pubblico in modo speciale.
Cannito firma la regia e cura le coreografie di questa produzione. Lo spettacolo è ispirato all'omonimo film del 1952. La storia è ambientata nella Hollywood degli anni Venti. Racconta le vicende di un celebre attore del cinema muto che viene scelto per un film sonoro. Durante la produzione emergono rivalità tra i protagonisti.
«Il passaggio dal cinema muto al sonoro permette di creare gag divertentissime e situazioni di grande comicità», sottolinea Cannito. Si tratta di uno spettacolo 'family', adatto a ogni tipo di spettatore. Ogni canzone è un successo conosciuto da tutti. Le prime note di 'Singin' in the rain' bastano a far cantare il pubblico.
La coreografia è iconica, un omaggio a Gene Kelly. Kelly è considerato una figura mitica che ha lasciato un'impronta indelebile nella storia della danza. La sua influenza è ancora oggi palpabile.
Danza, carriera internazionale e futuro del teatro
La danza è entrata nella vita di Luciano Cannito all'età di 13 anni, quasi per gioco. Grazie al suo talento, ottenne subito un grande riscontro e intraprese una carriera fulminea. La necessità di lavorare si presentò quando suo padre venne a mancare. Iniziò così la sua esperienza all'estero, unendosi a compagnie di danza di fama mondiale.
Negli anni Ottanta, queste compagnie rappresentavano l'eccellenza assoluta nel panorama della danza internazionale. Cannito ha accumulato quarant'anni di carriera sui palchi, nel cinema, nell'opera, nei festival, in televisione e in eventi speciali. Ha collaborato con figure di spicco della cultura e dello spettacolo.
Tra i suoi collaboratori figurano nomi illustri come Carla Fracci, Maya Plisetskaya, Lucio Dalla, Mstislav Rostropovich, Roberto De Simone, Altan e Franco Zeffirelli. Attualmente, i suoi impegni includono la direzione artistica e la presidenza di importanti istituzioni teatrali.
«Quando si accumula tanta esperienza, è magnifico poter condividere parti della propria professione e realizzare cose nuove», confessa Cannito. Sottolinea l'importanza di creare opportunità per registi e autori emergenti. È fondamentale pianificare la crescita del teatro, cercando di abbattere i preconcetti.
Bisogna inoltre accogliere l'interesse del pubblico, proponendo storie da condividere. Questo approccio sta dando ottimi risultati. Ne sono una prova i due teatri di Torino. In sole due stagioni, il numero di spettatori è passato da 85mila a 217mila. Un incremento notevole che testimonia il successo della sua visione artistica.