L'azienda dolciaria Icam celebra il suo ottantesimo anniversario con un evento dedicato ai dipendenti, ripercorrendo la sua straordinaria evoluzione da un piccolo laboratorio artigianale a un'eccellenza globale nel settore del cioccolato.
Dalle origini difficili alla nascita di un'icona
Tutto ebbe inizio con risorse limitate: zucchero di barbabietola, farina di castagne e cacao in polvere. In un'Italia segnata dalla guerra, **Silvio Agostoni** diede vita alla "Torta Montanina" nel suo modesto laboratorio a **Morbegno**. Questa creazione segnò l'inizio di un percorso che avrebbe portato l'azienda a diventare un punto di riferimento internazionale.
Ottant'anni dopo, **Icam Cioccolato** ha celebrato questo traguardo nello stabilimento di **Orsenigo**. La ricorrenza esatta, il **27 marzo**, ha visto riunirsi centinaia di collaboratori per un evento che ha saputo coniugare il ricordo del passato con la visione del futuro. L'azienda ha scelto di celebrare se stessa attraverso le sue persone.
La giornata è stata scandita da una mostra storica allestita lungo i corridoi, un imponente uovo di Pasqua in cioccolato spezzato simbolicamente e un'intera pagina acquistata sul quotidiano "Corriere della Sera". Questo approccio sottolinea l'importanza attribuita ai dipendenti, considerati il vero motore del successo.
La storia di Icam affonda le radici in un contesto estremamente complesso. Nonostante le difficoltà, come il bombardamento degli zuccherifici e l'aumento vertiginoso del prezzo dello zucchero, Silvio Agostoni decise di rilevare un laboratorio a Morbegno. Insieme ai cognati **Giancarlo** e **Urbano Vanini**, sviluppò un ingegnoso sistema per estrarre zucchero dalle barbabietole essiccate. Questo zucchero artigianale permise la produzione della crema "Dolcao" e dei primi cioccolatini.
La registrazione ufficiale del marchio avvenne nel **1946** presso la Camera di Commercio di Lecco. Nacque così Icam, acronimo di "Industria Cioccolato e Affini Morbegno". Da quel momento, la provincia di Lecco divenne il fulcro operativo e affettivo dell'azienda, che non l'avrebbe mai abbandonata.
Innovazione tecnica e riconoscimento internazionale
Tra le innovazioni che hanno segnato la storia dell'industria del cacao, spicca una soluzione tecnica sviluppata da Icam negli anni Cinquanta. Prima di allora, l'estrazione del burro dalle fave di cacao avveniva tramite presse verticali, un processo laborioso e dispendioso in termini di manodopera. In collaborazione con l'imprenditore **Vitali**, Icam contribuì allo sviluppo di una pressa orizzontale **Carle&Montanari**. Questa invenzione rivoluzionaria ottimizzò drasticamente tempi e costi, diventando uno standard globale adottato da numerosi produttori.
In quegli stessi anni, il cioccolato lecchese ottenne una visibilità inaspettata. Lo stabilimento Icam comparve persino sui francobolli nazionali della Costa d'Avorio, uno dei maggiori produttori mondiali di cacao. Questo riconoscimento simbolico evidenziò la vocazione internazionale dell'azienda fin dalle sue prime fasi di sviluppo.
La scomparsa prematura di Silvio Agostoni nel **1961** segnò un momento cruciale. La guida dell'azienda passò alla moglie, **Carolina Vanini**, supportata dai cognati Giancarlo e Urbano. La gestione di un'impresa industriale da parte di una donna negli anni Sessanta rappresentò un fatto di grande rilievo, un elemento che Icam ancora oggi riconosce come parte integrante della sua identità, promuovendo attivamente la parità salariale di genere.
Gli anni del boom economico videro una crescita esponenziale della domanda di cioccolato. Nel **1967** iniziarono i lavori di ampliamento dello stabilimento di Lecco. Poco dopo, l'azienda lanciò le confezioni "Le dolcezze del Lago di Como", un omaggio al territorio e un simbolo del legame con le preAlpi lariane.
Il legame con Lecco e l'espansione globale
Sebbene la produzione si sia spostata a Orsenigo, la città di Lecco conserva un pezzo importante della storia dolciaria di Icam. Nel borgo di **Pescarenico**, in via dei Pescatori, dove sorgeva lo storico stabilimento, è ancora aperto lo **Icam Store**, noto ai lecchesi come "Chocoutlet". Questo punto vendita offre i prodotti dei marchi Icam, Vanini e Agostoni, confezioni regalo personalizzate e permette di respirare l'anima dell'azienda, cresciuta in quel luogo per decenni. Il negozio osserva orari specifici, aperto dal lunedì al sabato.
Negli anni Settanta, **Angelo Agostoni**, figlio del fondatore, intraprese lunghi viaggi in Africa e America Latina. L'obiettivo era conoscere le terre d'origine del cacao, apprendere le tecniche di coltivazione tradizionali e stabilire contatti diretti con le cooperative di contadini. Questa scelta di acquistare cacao direttamente dai produttori, evitando intermediari, anticipò di vent'anni il dibattito sul commercio equo e sulla filiera corta.
Dalla visione di Angelo Agostoni, oggi presidente onorario, è nato il modello "bean to bar". Questo approccio garantisce il controllo completo dell'intero processo produttivo, dalla fava di cacao alla tavoletta finita, distinguendo Icam sul mercato globale.
Nel **1997**, Icam compì un'altra mossa audace, diventando la prima industria italiana a investire nel biologico, quando questo mercato era ancora una nicchia. La collaborazione con cooperative nella Repubblica Dominicana portò al lancio delle prime tavolette biologiche in Italia. Questo primato è ancora oggi mantenuto, con una filiera biologica consolidata, in particolare in **Uganda**.
Una celebrazione ricca di significato e uno sguardo al futuro
La cerimonia di Orsenigo ha rappresentato un momento culminante, trasformando la hall e i corridoi dello stabilimento in una galleria della memoria aziendale. Pannelli illustrati hanno ripercorso le tappe fondamentali di Icam, dalle caramelle "Marisa" degli anni Cinquanta al packaging compostabile del **2021**. L'evoluzione del logo, con undici versioni dal **1946** a oggi, e il passaggio generazionale del **2024**, con **Giovanni Agostoni** alla presidenza, sono stati anch'essi protagonisti.
Il percorso è stato aperto dal ritratto di Silvio Agostoni e da una sua citazione: "Il cioccolato Icam non deve essere solo tecnicamente perfetto, ma straordinariamente buono." La cerimonia ha visto la partecipazione di numerosi dipendenti, riuniti nello stabilimento. Il momento più atteso è stato il taglio di un enorme uovo di Pasqua in cioccolato fondente, alto quasi un metro e mezzo, decorato con il numero "80".
L'evento ha incluso la distribuzione del "Corriere della Sera" con una pagina pubblicitaria dedicata e la newsletter aziendale "80 anni, una storia che continua".
Il compleanno è anche un trampolino di lancio per ambiziosi piani industriali. Entro il **2027**, lo stabilimento di Orsenigo si amplierà di oltre **23.000 metri quadrati**. Saranno introdotte nuove linee per la modellazione, il confezionamento e una dedicata al cioccolato bianco. La capacità produttiva aumenterà da **30.000 a 50.000 tonnellate annue**.
Gli spazi per la formazione e la ricerca cresceranno con un nuovo Application Center, un'Academy per Pastry Chef e l'ampliamento del Choco Cube. Saranno inoltre realizzati un Innovation Center e nuovi laboratori. Parallelamente, inizierà la costruzione di un nuovo stabilimento a **Philadelphia**, negli Stati Uniti, mercato che già rappresenta circa il **20%** del fatturato export.
Gli investimenti complessivi supereranno i **50 milioni di euro**. Una parte sarà finanziata da un pool bancario guidato da **Intesa Sanpaolo**, che a inizio **2025** ha garantito **56 milioni di euro** di credito. Il **2025** si è chiuso con un fatturato di **432 milioni di euro**, segnando una crescita del **36%**. I prodotti Icam, Vanini e Agostoni sono distribuiti in **83 Paesi**, con l'export che incide per il **63%** dei ricavi. Questi numeri testimoniano la straordinaria evoluzione di un'idea nata con pochi ingredienti in un laboratorio di montagna.