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Monza perde una figura di spicco dell'imprenditoria. Mario Colombo, presidente di Colmar, è deceduto a 71 anni. La sua eredità di generosità e visione aziendale segna profondamente il mondo della moda sportiva.

Addio a Mario Colombo, presidente Colmar

La notizia della scomparsa di Mario Colombo, 71 anni, ha destato profonda commozione. Era alla guida della Manifattura Mario Colombo – Colmar. La sua morte è giunta in modo inaspettato. La sua figura è stata fondamentale per l'azienda.

Colombo portava il nome del suo nonno fondatore. L'acronimo del nonno, Colombo Mario, aveva dato vita a un marchio rivoluzionario. L'azienda ha segnato la storia dell'abbigliamento sportivo. Il fatturato nel 2023, anno del centenario, ha raggiunto 115 milioni di euro. Questo dato è in crescita rispetto ai 65 milioni di dieci anni prima.

Una visione imprenditoriale lungimirante

La sua intuizione più recente è stata quella di espandere il brand. Non più solo abbigliamento sportivo, ma anche uno stile di vita. Questa mossa ha reso iconico il marchio. Molti campioni dello sport hanno indossato Colmar. Da Zeno Colò a Gustav Thoeni, passando per la valanga azzurra, Alberto Tomba e Deborah Compagnoni. L'azienda ha sempre garantito efficacia ed eleganza.

Le prove dei capi alla Galleria del Vento sono proverbiali. La qualità dei materiali e il design sono sempre stati eccellenti. La sua dedizione ha portato Colmar ai vertici del settore.

La vita e la carriera di Mario Colombo

Nato a Monza il 21 giugno 1954, Mario Colombo ha studiato alla Cattolica di Milano. Nel 1973 ha iniziato il suo percorso in azienda. Aveva una forte propensione per il mercato internazionale. Tra il 2000 e il 2004 ha guidato Adidas Italia come amministratore delegato. Questa esperienza ha rafforzato le sue competenze manageriali.

Rientrato in Colmar, ha contribuito significativamente alla sua crescita globale. La sua visione strategica è stata determinante. Ha saputo adattare il marchio alle nuove tendenze. Il passaggio al lifestyle ha ampliato notevolmente il bacino di utenza.

L'eredità umana e professionale

La sorella Laura, presidente di Brianza per il Cuore, lo ricorda come «un uomo di grande visione e sensibilità». La sua bontà e simpatia resteranno impresse. Il figlio primogenito Stefano, con voce rotta dalle lacrime, sottolinea la sua generosità. «Al di là della vita professionale», ha detto, «è sempre stato contraddistinto dalla generosità».

Per lui, gli affetti veri erano la cosa più importante. La convivialità era un valore fondamentale. La sua passione per la cucina, gli amici chef e il suo amore per i fornelli ne sono una testimonianza. Ha lavorato fino a pochi giorni prima della sua scomparsa.

La camera ardente sarà allestita il 9 aprile dalle 9 alle 18 nella sede dell'azienda in via Olimpia 3. I funerali si terranno venerdì alle 10.45 in Duomo. La Colmar ha ricordato le sue qualità umane: il sorriso, la cordialità e la capacità di mettere tutti a proprio agio.

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