Il Comune di Montevarchi ha deliberato la cessione della rete di distribuzione del metano al futuro gestore. L'accordo prevede anche l'estensione del servizio a 13 km di nuove condotte per servire diverse frazioni e quartieri attualmente sprovvisti.
Cessione rete metano per efficienza e sviluppo
Il Consiglio comunale di Montevarchi ha approvato la cessione della rete di distribuzione del metano. Questa decisione segue due delibere della Giunta comunale risalenti al 2024. L'operazione è legata alla gara d'ambito aretino per l'affidamento a un nuovo concessionario. L'amministrazione ha inoltre richiesto l'estensione della rete a tutte le aree ancora sprovviste del servizio di distribuzione del gas naturale. Si tratta di un piano ambizioso che prevede la posa di circa 13 chilometri di nuove condotte. Queste infrastrutture serviranno diverse località, tra cui Le Vigne, Le Valli, Podere Peccioli, Il Pino e Casabaldo. Altre zone interessate sono Podere Tasso, La Villa, Il Crocefisso e Podere della Casina. L'estensione raggiungerà anche via Del Messino e le aree di via del Bonciolino di sotto e via del Bonciolino di sopra. Saranno incluse anche via della Selva e Casa Salvatici. Il progetto copre inoltre via del Montassino e la strada comunale di Moncioni. Le frazioni di La Capraia e Podere Vecchia (Ventena) beneficeranno del nuovo servizio. Anche Poggio Cuccule, Cocoini e Ventena saranno collegate. Le località di San Marco, Il Poggiolo e Ucerano riceveranno la distribuzione. Infine, Noferi lavatoio, Camarli, Il Lavatoio, Borro la Chiave, Podere, La Priora, Ballino, Il Casato e i dintorni di Rendola saranno serviti.
La proprietà pubblica della rete del gas non garantisce più la distribuzione di un servizio essenziale. Questo servizio è stato liberalizzato per legge circa vent'anni fa, con il passaggio al libero mercato. L'affidamento del servizio a operatori specializzati, inclusa la manutenzione e la gestione della rete, offre maggiori garanzie. Queste garanzie riguardano l'efficienza operativa e l'adeguato sviluppo tecnologico. Molti comuni del Valdarno hanno già scelto di alienare le proprie reti. Questa scelta è vista come un passo necessario per modernizzare le infrastrutture. La decisione di Montevarchi si allinea a questa tendenza. L'obiettivo è migliorare la qualità del servizio offerto ai cittadini. La gestione privata mira a ottimizzare gli investimenti e le risorse. Questo permette di rispondere meglio alle esigenze di un mercato energetico in continua evoluzione. La collaborazione con gestori esperti è fondamentale per garantire la continuità e l'efficienza della fornitura.
Vantaggi economici e tecnologici dalla vendita della rete
L'amministrazione comunale di Montevarchi ha ribadito i vantaggi economici e tecnologici derivanti da questa scelta. Le perizie di Energas Engineering Srl e del Dipartimento di Economia dell'Università degli Studi di Ferrara confermano questi benefici. La valutazione effettuata dalla società di ingegneria incaricata della ricognizione e stima della rete cittadina evidenzia un quadro preoccupante. La rete è quasi a fine vita. La sua realizzazione risale in larga parte tra la fine degli anni Settanta e la metà degli anni Ottanta. Presenta un degrado fisico certificato pari a circa il 77% del valore di ricostruzione a nuovo. L'età media dell'infrastruttura è di circa 38-40 anni. Si stima che nei 12 anni di concessione al nuovo gestore, la rete esaurirà completamente il proprio valore industriale residuo. Il fine vita è stimato da Arera in 50 anni. Se il Comune avesse mantenuto la proprietà, gli interventi di ammodernamento sarebbero stati a carico del gestore. Questo avrebbe comportato un aumento delle tariffe per i cittadini. Inoltre, a seguito di ogni sostituzione, la rete sarebbe passata comunque in mano al gestore. Ciò avrebbe comportato una riduzione della quota di proprietà comunale anno dopo anno. Il Comune non avrebbe ottenuto alcun ritorno economico da questi aggiornamenti. In questa ipotesi, il Comune avrebbe percepito un canone iniziale di circa 172mila euro per il primo anno. Questo canone si sarebbe ridotto annualmente. La riduzione sarebbe stata calcolata sul valore Rab, legato all'invecchiamento della rete. Questa situazione avrebbe rappresentato un onere crescente per l'ente pubblico nel lungo periodo.
Nel caso di vendita, il Comune incassa in un'unica soluzione il Valore Industriale Residuo (Vir). Questo valore, pari a 6.716.968 euro al 31.12.2022, è stato possibile grazie alla legge 118/2022. Tale cifra è ben superiore al "costo storico rivalutato" (Rab) previsto dalla precedente normativa, pari a 3.402.390.000. Il corrispettivo stimato per il 2027, al netto del degrado maturato nel frattempo, sarà di circa 5.768.089.000. Questo importo è stato verificato e approvato da Arra. L'amministrazione ha sottolineato come l'opzione della vendita sia esercitabile solo ora. La normativa attuale impedisce infatti l'alienazione successivamente alla gara d'ambito. Vendendo la rete, il Comune ottiene risorse significative. Queste risorse ammontano a circa 5,8 milioni netti. Il Comune trasferisce al concessionario ogni rischio legato all'invecchiamento dell'infrastruttura. Mantiene intatto il potere di programmazione sullo sviluppo futuro del servizio. Questo potere è già stato esercitato richiedendo l'estensione della distribuzione del metano. L'estensione riguarderà frazioni e strade ancora sprovviste. I residenti di queste aree sono costretti a ricorrere al GPL o ad altre fonti, con ingenti spese.
Una scelta responsabile per il futuro del servizio
La Giunta e la maggioranza consiliare ricordano che vendere la rete oggi non significa svenderla. Si tratta piuttosto di valorizzarla correttamente. Non tutelare l'interesse pubblico significherebbe mantenere la rete in condizioni obsolete. Non garantire il servizio a quelle aree attualmente prive di allacciamento sarebbe un altro aspetto negativo. Assistere alla sua continua svalutazione, percependo al contempo un canone destinato a ridursi con l'invecchiamento dell'impianto, non è una prospettiva sostenibile. Le domande chiave da porsi, nell'interesse dei cittadini, sono chiare. Perché non sollevare i cittadini di Montevarchi dai costi di manutenzione e ricostruzione della rete? Perché non cogliere l'opportunità offerta dalla nuova gara d'ambito? Questa opportunità permetterebbe di estendere finalmente la rete del gas naturale a frazioni come Moncioni, Ventena, Rendola e Caposelvi. Si darebbe servizio anche ad aree della città ancora non raggiunte, come via di Noferi e via Chiantigiana. L'alienazione della rete non è un'operazione speculativa per fare cassa. È una scelta responsabile per evitare che il patrimonio pubblico perda valore nel tempo. La perdita di valore è dovuta a cause fisiche non compensate dal canone. Rinunciarvi significherebbe accettare consapevolmente un danno al patrimonio collettivo. La decisione mira a garantire un servizio moderno ed efficiente. L'estensione della rete porterà benefici tangibili ai residenti delle aree attualmente non servite. Questo comporterà anche un risparmio economico per le famiglie. La gestione privata, con investimenti mirati, assicurerà la sostenibilità a lungo termine dell'infrastruttura. La trasparenza nella gestione e la rendicontazione periodica saranno elementi chiave per mantenere la fiducia dei cittadini. L'amministrazione si impegna a monitorare attentamente l'operato del nuovo gestore.