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Paradosso cittadinanza: bimbo italiano senza diritti

A Montecchio Maggiore si verifica una situazione legale singolare riguardante un bambino di quasi tre anni. Nonostante sia nato da genitori in possesso della cittadinanza italiana e sia in possesso di un passaporto tricolore, il piccolo non risulta essere cittadino italiano. La scoperta è avvenuta quando la nonna si è recata all'anagrafe per iscriverlo.

La vicenda prende avvio circa sei anni fa, nel 2020, quando il padre del bambino ha ottenuto la cittadinanza italiana per residenza. Successivamente, ha sposato una connazionale che ha acquisito la cittadinanza per matrimonio. La coppia si è poi trasferita in Germania nel 2022 per motivi di lavoro.

Nascita in Germania e passaporto italiano

È stato in Germania che, nel dicembre 2023, è nato il loro figlio. Poche settimane dopo la nascita, i genitori si sono rivolti al consolato italiano in Germania, ottenendo un passaporto italiano per il bambino. Tuttavia, non hanno provveduto all'iscrizione del piccolo all'AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero) né alla trascrizione dell'atto di nascita in Italia.

La famiglia ha continuato la sua vita in Germania fino a quando, per conciliare lavoro e famiglia, hanno deciso di affidare il bambino ai nonni residenti a Montecchio Maggiore. La nonna, recandosi all'ufficio anagrafe del comune, ha richiesto l'iscrizione del nipote nelle liste dei residenti, basandosi sul possesso del passaporto italiano.

Nuova normativa e requisiti di residenza

Qui è emerso il problema: nel frattempo, la normativa sulla cittadinanza è cambiata. Dal maggio 2025, infatti, per i figli nati all'estero da genitori italiani, è richiesto che i genitori, dopo aver ottenuto la cittadinanza, abbiano risieduto continuativamente in Italia per almeno 24 mesi. Questo requisito è fondamentale per poter trasmettere la cittadinanza ai figli nati successivamente all'estero.

Nel caso specifico, il padre aveva acquisito la cittadinanza italiana nell'ottobre 2020 ed era emigrato all'estero nel giugno 2022. Pertanto, come cittadino italiano, la sua residenza in Italia è durata solo 20 mesi, non raggiungendo il requisito dei 24 mesi richiesti dalla nuova legge.

Conseguenze legali e diritti del bambino

Di conseguenza, il bambino non soddisfa più i requisiti per ottenere la cittadinanza italiana per discendenza, come previsto dalla normativa vigente fino a poco tempo fa. Nonostante il possesso del passaporto italiano, rilasciato dal consolato, il piccolo non può essere iscritto all'anagrafe italiana. Secondo la legge attuale, è considerato uno straniero e necessita di un permesso di soggiorno.

Paradossalmente, per ottenere il permesso di soggiorno, il bambino dovrà prima ottenere il passaporto del Bangladesh, dato che i genitori sono originari di quel paese. Nel frattempo, al piccolo sono garantiti i diritti fondamentali previsti dalla Convenzione di New York sui diritti del fanciullo, inclusi l'istruzione e l'assistenza sanitaria essenziale, urgente e continuativa, nonché le cure per malattie e infortuni.

Prospettive future per la cittadinanza

Per quanto riguarda un futuro ottenimento della cittadinanza italiana, le opzioni per il bambino saranno limitate. Potrà richiederla al compimento della maggiore età, sposando una cittadina italiana o dimostrando una residenza continuativa in Italia per dieci anni con un reddito garantito. Questo significa che la cittadinanza italiana, se richiesta per queste vie, non potrà essere ottenuta prima dei suoi 28 anni.

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