Un'indagine della Procura di Crotone ha portato a 20 avvisi di garanzia per corruzione e altri reati legati agli appalti della Provincia. Fabio Manica è tra gli indagati.
Indagine su appalti provinciali a Crotone
Le fiamme gialle hanno notificato 20 avvisi di garanzia. L'operazione, denominata «Teorema», riguarda gli appalti della Provincia di Crotone. Al centro delle indagini figura Fabio Manica. Egli è consigliere comunale di Forza Italia. Ricopriva anche la carica di presidente facente funzione della Provincia.
Per Manica e altre quattro persone sono state chieste misure cautelari. La richiesta includeva 4 in carcere e 1 ai domiciliari. Il giudice per le indagini preliminari ha però optato per un invito a rendere interrogatorio. L'indagine è stata condotta dal Gruppo di Crotone. Il maggiore Francesco Ranieri ha guidato le operazioni. La Procura della Repubblica ha coordinato l'inchiesta.
Accuse pesanti per 20 indagati
Gli indagati sono 20 persone. Le accuse sono molto gravi. Variano dall'associazione per delinquere alla corruzione. Sono incluse anche truffa aggravata ai danni dello Stato. La frode nelle pubbliche forniture e il falso ideologico completano il quadro.
Le indagini coprono un periodo che va dal 2023 al 2025. Le prove raccolte includono intercettazioni telefoniche e ambientali. Sono stati effettuati anche accertamenti bancari dettagliati. La Guardia di Finanza ha scoperto un'organizzazione con una struttura gerarchica ben definita.
Oltre a Manica, nel sistema sarebbero coinvolti pubblici ufficiali. Ci sono anche liberi professionisti e imprenditori. Questi soggetti avrebbero aggirato le norme sugli appalti. Principi come trasparenza e imparzialità sarebbero stati violati.
Appalti pilotati per lavori scolastici
Gli appalti contestati riguardano principalmente servizi tecnici e professionali. Questi venivano affidati a soggetti ritenuti vicini all'organizzazione. Si parla di appalti sotto soglia. I lavori interessavano alcuni istituti scolastici superiori a Crotone.
Si stima che le procedure illecite abbiano causato un danno alle casse pubbliche. Il valore complessivo ammonterebbe a circa 400.000 euro. Questo danno si riferisce al biennio 2023-2025.
Il meccanismo di restituzione del denaro
L'organizzazione avrebbe utilizzato una finta rotazione delle aziende. Questo serviva a non destare sospetti. Gli appalti venivano assegnati formalmente a professionisti o società fiduciarie. In realtà, i beneficiari finali erano i membri del gruppo criminale.
Gli inquirenti hanno ricostruito un complesso meccanismo di restituzione del denaro. Questo sistema prevedeva quattro fasi distinte. Le somme incassate dagli enti pubblici venivano versate sui conti delle società aggiudicatarie. Successivamente, una parte dei fondi veniva trasferita a una società di consulenza creata appositamente. Questo trasferimento avveniva tramite false fatture per prestazioni inesistenti.
Dalla società «cassaforte», le risorse venivano poi dirottate sui conti personali dei vertici dell'organizzazione. Infine, i soldi venivano utilizzati per spese personali. Tra queste figurano acquisti di auto, viaggi e spese di rappresentanza. In alternativa, venivano prelevati in contanti e spartiti tra i complici.
Perquisizioni e sequestri a Crotone e Modena
La Procura di Crotone ha convalidato l'impianto accusatorio. Sono stati emessi 20 avvisi di garanzia. Per eseguire i provvedimenti, è stata mobilitata una task force di 80 militari della Guardia di Finanza. Hanno operato i reparti di Crotone, Modena e Cirò Marina.
Sono state eseguite 16 perquisizioni. Queste hanno interessato enti locali, studi professionali e abitazioni private. Le operazioni si sono estese anche a Modena. Contestualmente, è scattato il sequestro preventivo. Sono stati bloccati conti correnti, auto, beni aziendali e quote di cinque società.
Il valore totale dei beni sequestrati ammonta a 400.000 euro. Alcune delle società coinvolte hanno sede in Emilia Romagna. L'operazione si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. Vige la presunzione di innocenza per tutti gli indagati.
La Guardia di Finanza di Crotone ha sottolineato l'impegno nel contrasto alla corruzione. L'obiettivo è tutelare la legalità nella pubblica amministrazione. Contrastare la corruzione significa rilanciare l'economia e valorizzare la concorrenza leale. Si mira anche a ridurre lo spreco di denaro pubblico.
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