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Un poliziotto, Carmelo Cinturrino, è accusato di aver estorto ingenti somme di denaro a spacciatori nel bosco di Rogoredo. Un testimone ha rivelato al PM che Cinturrino pretendeva fino a 4.000 euro al giorno. L'agente avrebbe anche sparato un colpo d'arma da fuoco in aria durante un'azione intimidatoria.

Estorsioni nel bosco di Rogoredo

Le indagini sul caso di Carmelo Cinturrino, attualmente detenuto per l'omicidio di Abderrahim Mansouri, hanno portato alla luce nuove accuse. Un testimone chiave, un giovane di 19 anni, ha deposto nell'incidente probatorio. Ha descritto come Cinturrino, un agente di polizia, sfruttasse il giro di spaccio nel bosco di Rogoredo. Il poliziotto avrebbe preteso somme di denaro consistenti dai pusher. La cifra indicata dal testimone è di circa 4.000 euro giornalieri. Questi fondi includevano sia denaro contante che proventi dalla vendita di droga.

Il testimone ha specificato che Mansouri, la vittima dell'omicidio, offriva al giovane solo 200 euro e 5 grammi di cocaina al giorno. Tuttavia, Cinturrino avrebbe imposto le sue condizioni. L'agente avrebbe affermato di essere lui a comandare nella zona. Pretendeva quindi una quota maggiore dai guadagni degli spacciatori. Questa dinamica suggerisce un presunto abuso di potere da parte dell'agente.

Intimidazioni e spari in aria

Le dichiarazioni del testimone non si fermano alle estorsioni. Ha raccontato un episodio specifico di intimidazione. Una notte, Cinturrino sarebbe entrato nel bosco insieme ad altre quattro persone. Erano tutti vestiti di nero e avevano i volti coperti. Durante questa azione, l'agente avrebbe sparato un colpo in aria. Questo gesto è stato interpretato come un chiaro avvertimento o una dimostrazione di forza. L'episodio sottolinea la presunta violenza e prepotenza utilizzate dall'agente.

Le accuse mosse contro Carmelo Cinturrino sono gravi. Riguardano sia l'omicidio di Abderrahim Mansouri che l'estorsione ai danni di spacciatori. Le indagini proseguono per chiarire tutti i dettagli della vicenda. La testimonianza del giovane di 19 anni rappresenta un elemento cruciale per la procura. Le sue parole dipingono un quadro inquietante. Descrivono un poliziotto che avrebbe agito al di fuori della legge. Sfruttando la sua posizione per arricchirsi illecitamente.

I legali di Cinturrino hanno espresso dubbi sull'attendibilità dei testimoni. Hanno sollevato perplessità riguardo alle dichiarazioni rese. La difesa potrebbe contestare la veridicità di quanto affermato. Sarà compito della magistratura valutare tutte le prove. E stabilire la responsabilità dell'agente in merito ai fatti contestati. La vicenda getta un'ombra sulla sicurezza del bosco di Rogoredo. E sulle dinamiche criminali che lo vedono teatro.

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