Condividi
AD: article-top (horizontal)

Sciopero e proteste sindacali a Sud Milano per i licenziamenti dei corrieri Pavoni e Piramide. La Pavoni annuncia il trasferimento a Verona, mettendo a rischio 30 posti di lavoro.

Vertenza Pavoni: trasferimento a Verona minaccia posti di lavoro

Le agitazioni sindacali nel Sud Milano continuano. Giovedì mattina, alle 10, si terrà un incontro presso la sede della Regione Lombardia. La Commissione consiliare dedicata alle attività produttive e all'occupazione esaminerà la situazione della Pavoni. Questa azienda, specializzata in macchine da caffè, ha visto il suo reparto produttivo destinato a un trasferimento. La proprietà, il gruppo Smeg, ha comunicato l'intenzione di spostare la produzione. La nuova sede sarà nella provincia di Verona.

Questa decisione preoccupa fortemente i lavoratori. Si stima che oltre 30 dei 45 impiegati attuali a San Giuliano Milanese potrebbero perdere il proprio posto. Durante la seduta della Commissione, verranno ascoltate le istanze dei sindacati. Anche la proprietà avrà modo di esporre le proprie ragioni.

All'incontro parteciperanno anche rappresentanti del Comune di San Giuliano. Saranno presenti anche delegati della Città Metropolitana di Milano. L'obiettivo è trovare soluzioni condivise. La situazione è seguita con attenzione dalle istituzioni locali.

Sit-in di protesta e appello alla politica

Mentre si svolgerà la riunione istituzionale, i dipendenti della Pavoni manifesteranno il loro dissenso. Un sit-in di protesta è previsto all'esterno del palazzo della Regione. I lavoratori mirano a sensibilizzare la classe politica. Vogliono anche informare l'opinione pubblica sulla gravità della situazione. I sindacati, le Rsu e i lavoratori intendono mantenere alta l'attenzione. L'azienda Pavoni vanta una storia di 121 anni. Ha un forte legame con il territorio milanese.

La rappresentanza sindacale Uilm ha espresso il clima tra i dipendenti. Si parla di «rabbia e delusione». Tuttavia, viene confermata la determinazione a non arrendersi. La Fiom Cgil sta seguendo attivamente la vicenda. La collaborazione sindacale è fondamentale in questo frangente.

Protesta dei corrieri Gls Piramide a San Giuliano

Parallelamente, a San Giuliano, proseguono le agitazioni dei lavoratori della Gls. Nella notte tra mercoledì e giovedì, diversi camion sono rimasti fermi. La protesta ha interessato hub logistici importanti. Tra questi figurano San Giuliano e Piacenza. Il sindacato Usb coordina le azioni dei lavoratori.

La mobilitazione nasce dal licenziamento di alcuni corrieri. Questi lavoratori erano impiegati per la società Piramide. Quest'ultima opera come subappaltatrice per il colosso della logistica Gls. Ai driver licenziati sarebbe stata contestata una lentezza eccessiva nello svolgimento delle consegne. L'Usb definisce questi licenziamenti «repressivi». L'accusa è di colpire chi desidera lavorare nel rispetto del codice della strada. Si sottolinea la tutela della salute e della sicurezza di tutti.

La situazione evidenzia una crescente tensione nel settore della logistica. Le condizioni di lavoro e i licenziamenti sono al centro del dibattito. Le proteste mirano a ottenere garanzie per i lavoratori. Si chiede il rispetto dei diritti e delle normative di sicurezza.

Domande frequenti sulla vertenza Pavoni e Gls Piramide

Perché i lavoratori Pavoni protestano?

I lavoratori della Pavoni protestano perché la proprietà, Smeg, ha annunciato il trasferimento del reparto produttivo da San Giuliano Milanese a Verona. Questo spostamento rischia di causare la perdita del posto di lavoro per oltre 30 dipendenti.

Qual è la causa dei licenziamenti dei corrieri Gls Piramide?

Secondo quanto riportato, i corrieri della Piramide, che lavora per Gls, sono stati licenziati per presunta lentezza nelle consegne. Il sindacato Usb definisce questi licenziamenti repressivi e sostiene che i corrieri rispettavano le norme di sicurezza.

AD: article-bottom (horizontal)

Questa notizia riguarda anche: