La vendita dello stadio San Siro di Milano è al centro di un'indagine giudiziaria. Nove persone, tra cui ex assessori comunali e consulenti di Inter e Milan, sono indagate per turbativa d'asta e rivelazione di segreto d'ufficio. Le perquisizioni mirano a chiarire presunte fughe di notizie e favori a privati.
Indagini sulla compravendita dello stadio
Le autorità giudiziarie hanno condotto perquisizioni nei giorni scorsi. L'indagine riguarda la recente cessione dello stadio San Siro. Sono stati ispezionati gli uffici del Comune di Milano. Anche la sede di M-I, la società che gestiva l'impianto, è stata oggetto di verifiche. Quest'ultima società fa capo ai club Inter e Milan. La vendita è stata finalizzata nell'autunno del 2025.
Le perquisizioni hanno interessato anche le residenze di diversi professionisti. Tra questi figurano ex dirigenti e consulenti delle due squadre calcistiche. Sono coinvolti anche funzionari pubblici. La giustizia sta cercando di ricostruire i fatti legati alla transazione.
Coinvolti ex assessori e dirigenti comunali
Tra le persone indagate spiccano nomi noti della politica milanese. Risultano indagati gli ex assessori comunali Giancarlo Tancredi e Ada Lucia De Cesaris. Anche il direttore generale di Palazzo Marino, Christian Malangone, è tra gli indagati. La loro posizione è al vaglio degli inquirenti per chiarire il loro ruolo nella vicenda.
Le indagini puntano a fare luce su possibili irregolarità. Si ipotizza che la vendita possa aver favorito interessi privati. Questo sarebbe avvenuto a scapito dell'interesse pubblico. L'inchiesta è coordinata dai magistrati Giovanna Cavalleri, Paolo Filippini e Giovanni Polizzi.
Turbativa d'asta e segreto d'ufficio i reati contestati
Le accuse mosse a vario titolo sono di grave entità. Si parla di turbativa d'asta e rivelazione di segreto d'ufficio. Queste ipotesi di reato suggeriscono un possibile condizionamento della procedura di vendita. Potrebbero esserci state fughe di informazioni riservate. Queste informazioni avrebbero potuto avvantaggiare alcune parti.
Tra gli indagati vi sono anche Simona Collarini. Lei era responsabile del settore Rigenerazione urbana. Era anche responsabile unico del procedimento per la vendita dello stadio. Sono coinvolti anche i consulenti Fabrizio Grena e Marta Spaini. Lavorano per Inter e Milan.
Le chat come punto di partenza dell'indagine
Le perquisizioni odierne traggono origine da elementi emersi in precedenti indagini. I pubblici ministeri hanno analizzato chat. Queste conversazioni sono state recuperate dai telefoni di alcuni degli attuali indagati. Il sequestro era avvenuto diversi mesi fa. Le comunicazioni hanno sollevato dubbi su alcuni passaggi della trattativa.
In particolare, sarebbero emerse possibili fughe di notizie. Queste informazioni sarebbero state dirette ai consulenti dei due club calcistici. Riguardano almeno due delibere comunali. La prima riguardava la dichiarazione di interesse pubblico. Fu approvata dalla giunta Sala bis nel novembre 2021. La seconda delibera è del gennaio 2023. Riguardava le conclusioni del dibattito pubblico.
La Legge Stadi e l'ipotesi di urbanizzazione
L'ipotesi investigativa principale è quella di un possibile favoritismo. La vendita dello stadio e delle aree circostanti potrebbe aver favorito interessi privati. Questo sarebbe avvenuto sfruttando la cosiddetta Legge Stadi. Tale normativa permette di sostenere progetti di urbanizzazione. La giustizia vuole verificare se l'operazione abbia rispettato i principi di trasparenza e correttezza.
La Legge Stadi è stata introdotta per semplificare la realizzazione di nuovi impianti sportivi. Spesso questi progetti includono anche riqualificazioni urbane. L'obiettivo è rendere più attrattive le aree interessate. Tuttavia, è fondamentale che tali operazioni rispettino l'interesse pubblico.