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Due vigilantes sono stati assolti dall'accusa di omicidio preterintenzionale riguardo alla morte di Giovanni Sala. La famiglia della vittima considera la sentenza ingiusta e intende ricorrere in appello.

Assoluzione per i vigilantes accusati

La Corte d'Assise di Milano ha emesso una sentenza di assoluzione. I due agenti di vigilanza erano imputati per omicidio preterintenzionale. L'episodio risale alla notte tra il 19 e il 20 agosto 2023. L'evento si è verificato nei pressi della sede di Sky a Rogoredo.

Giovanni Sala, un uomo di 34 anni, morì in circostanze tragiche. Secondo le indagini, l'uomo si trovava in uno stato di alterazione. I vigilantes intervennero per impedirgli l'accesso alla struttura. L'intervento si concluse con la morte di Sala.

Le indagini e l'accusa

La Procura aveva ipotizzato una responsabilità dei vigilantes. Le indagini della Squadra Mobile della Polizia suggerivano che Sala fosse deceduto per arresto cardiaco. Si ipotizzava che l'uomo fosse stato trattenuto a terra con un ginocchio sulla schiena. Questa posizione sarebbe durata per circa 4 minuti. Inoltre, si parlava di due pugni ricevuti.

Il pubblico ministero Alessandro Gobbis aveva richiesto pene severe. Le condanne invocate erano di 6 anni e 4 anni e mezzo di reclusione. L'accusa specifica era di omicidio preterintenzionale. I giudici non hanno però accolto la tesi accusatoria. Hanno quindi assolto entrambi gli imputati.

La reazione della famiglia

L'avvocato Andrea Orabona, legale di parte civile, ha espresso profonda delusione. Insieme alla collega Giulia Piva, rappresenta la famiglia di Giovanni Sala. «Leggeremo le motivazioni della sentenza», ha dichiarato Orabona. «Impugneremo il verdetto».

Il legale ha aggiunto che la sentenza appare «assolutamente ingiusta, ingiustificata e ingiustificabile». Ha confermato che questo è il sentimento condiviso dai familiari. La famiglia intende proseguire la battaglia legale. Si attendono le motivazioni per presentare appello.

L'episodio ha scosso la comunità locale. La morte di un cittadino in circostanze così controverse solleva interrogativi sulla gestione di situazioni di emergenza. L'esito giudiziario apre ora un nuovo capitolo. La famiglia di Giovanni Sala non si arrende.

Le indagini iniziali avevano escluso l'asfissia. Anche fratture al torace non erano state riscontrate dall'autopsia. Questi elementi erano emersi da precedenti articoli. La dinamica esatta dell'intervento dei vigilantes rimane centrale nel dibattito. La Corte ha valutato le prove presentate.

La decisione dei giudici si basa su elementi specifici emersi durante il processo. La Procura aveva puntato sulla violenza dell'azione dei vigilantes. La difesa ha invece sostenuto la legittimità del loro operato. Hanno agito per contenere una persona in stato di alterazione. Il malore sopraggiunto sarebbe stato fatale.

La sentenza di assoluzione chiude una fase del procedimento. Tuttavia, il ricorso annunciato dalla famiglia riaprirà la questione. La giustizia cercherà di fare piena luce sull'accaduto. La vicenda continua a suscitare dibattito.

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