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La Scala di Milano festeggia il centenario della prima esecuzione di "Turandot" di Giacomo Puccini con una produzione che unisce tradizione e innovazione tecnologica. L'opera, acclamata dal pubblico, ripropone la visione registica di Davide Livermore.

La Scala omaggia Puccini e "Turandot"

Il teatro alla Scala di Milano ha recentemente celebrato un importante anniversario. Sono trascorsi cento anni da aprile 1926. In quell'occasione andò in scena la prima assoluta di "Turandot".

Quest'opera rappresenta l'ultima composizione di Giacomo Puccini. Rimase incompiuta alla sua morte. Il pubblico milanese ha dimostrato ancora forte emozione per questo capolavoro. Le recenti rappresentazioni hanno visto calorosi applausi.

La produzione attuale è quella allestita nel 2024. Fu ideata per commemorare i cento anni dalla scomparsa del compositore. La regia è curata da Davide Livermore. L'allestimento ha riscosso grande successo.

Applausi per interpreti e direzione

La serata di spettacolo ha visto un ampio riconoscimento per tutti gli artisti. Un plauso speciale è stato tributato a Mariangela Sicilia. Ha interpretato Liù con dolcezza e delicatezza. Anna Pirozzi ha vestito i panni della protagonista Turandot. Roberto Alagna ha dato voce a Calaf. Riccardo Zanellato è stato Timur. Biagio Pizzuti, Paolo Antognetti e Francesco Pittari hanno interpretato Ping, Pang e Pong. Gregory Bonfatti ha vestito i panni dell'imperatore. Anche gli altri membri del cast hanno ricevuto un caloroso apprezzamento.

Particolare menzione è andata all'Orchestra della Scala. La direzione musicale era affidata al maestro Nicola Luisotti. Anche il coro, guidato da Alberto Malazzi, è stato lodato. Il coro riveste un ruolo cruciale nell'opera.

Evoluzione della messa in scena

Alla prima del 1926, il maestro Arturo Toscanini interruppe la direzione. Ciò avvenne alla morte di Liù. Si fermò nel punto in cui la musica di Puccini si interrompeva. La partitura era già disponibile con l'integrazione di Franco Alfano. Questa fu ripresa nelle repliche successive.

Nella recente esecuzione, il maestro Luisotti ha segnato un breve momento di pausa. Il coro, in silenzio e compatto, è avanzato verso il proscenio. Una gigantesca sfera virtuale ha proiettato per alcuni secondi il volto di Giacomo Puccini. Questo elemento ha sottolineato i momenti più drammatici dell'opera.

Luisotti considera l'integrazione di Alfano come "grande musica". Egli ritiene che riprenda melodie già presenti nella partitura originale. L'opera continua a evolversi, cercando nuovi stimoli. Questo permette di accompagnare una musica eterna al mutare del tempo.

Innovazione tecnologica e visiva

L'allestimento del 1926 presentava le celebri scene di Galileo Chini. I costumi erano firmati da Caramba. L'ambientazione era quella della storica Cina imperiale. La produzione attuale, diretta da Livermore, ambienta l'opera negli anni '40. Non mancano però costumi della tradizione imperiale cinese. Questi sono stati realizzati da Mariana Fracasso.

La scena è animata da tecnologia d'avanguardia. Le scenografie sono state progettate da D-Wok. Questa azienda di entertainment design vede in Livermore il suo direttore creativo. Collaborano gli scenografi Paolo Gep Cucco ed Eleonora Peronetti. Ne è risultata una "Turandot" tradizionale nelle musiche. La favola della "principessa di gelo" convertita all'amore è raccontata con mezzi moderni.

La Pechino teatrale è resa con aironi fatti volare da figuranti. Un cavallo trasparente è mosso da due persone. L'effetto cinematografico è accentuato da insegne al neon. La profondità visiva è aumentata da una parete-video di 12x9 metri. Questa funge da sfondo tridimensionale.

L'enorme sfera virtuale, simile a una luna piena, guida l'attenzione dello spettatore. Ha evidenziato momenti cruciali. Tra questi, la notte del "Nessun dorma". Si è colorata di rosso sangue per la morte del principino di Persia. È diventata d'oro allo sbocciare dell'amore in Turandot. Questa suggestione ha colpito il pubblico.

Prossime repliche e cast alternativo

L'opera rimarrà in cartellone alla Scala per nove repliche. Tutte le rappresentazioni, dall'8 al 29 aprile, sono già esaurite. Alcune di queste vedranno un cast alternativo. Angelo Villari interpreterà Calaf. Ewa Plonka sarà Turandot. Selene Zanetti interpreterà Liù.

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