I mercati europei mostrano cautela nonostante la tregua in Libano. L'incertezza legata all'Iran e i timori di recessione frenano le borse, con Milano che registra un modesto rialzo.
Mercati europei cauti nonostante tregua in Libano
La tregua di dieci giorni tra Israele e Libano non ha prodotto effetti positivi significativi sui listini europei. Le borse si muovono con molta prudenza. Questo clima di incertezza è alimentato dall'allarme sulla recessione lanciato dal Fondo Monetario Internazionale per l'Europa. Inoltre, l'attenzione è rivolta ai colloqui previsti tra Stati Uniti e Iran nel fine settimana.
La borsa di Milano si è confermata la migliore tra le piazze principali. Ha registrato un rialzo dello 0,6%, mostrando un certo slancio a fine mattinata. Altre città europee hanno seguito con andamenti più contenuti. Francoforte ha guadagnato lo 0,5%, Parigi lo 0,4%. Madrid ha chiuso con un leggero +0,15%. Al contrario, Londra ha ceduto terreno, rimanendo sotto la parità con un -0,2%. I future sui mercati statunitensi mostrano invece un andamento positivo.
Petrolio e oro in calo, dollaro si indebolisce
Il mercato delle materie prime registra cali importanti. Il prezzo del greggio ha subito un vero e proprio tonfo. Il Wti ha perso il 3,78%, scendendo a 91,11 dollari al barile. Anche il Brent ha visto un calo del 3,34%, attestandosi a 96,06 dollari. Il gas naturale si è stabilizzato sotto i 42 euro al megawattora, con una flessione dell'1,55% a 41,77 euro.
Anche l'oro ha subito una contrazione, perdendo lo 0,62% e scendendo a 4.787,57 dollari l'oncia. Sul fronte obbligazionario, il differenziale tra i titoli di stato italiani (Btp) e tedeschi (Bund) decennali si è assestato a 76,5 punti. Il rendimento annuo italiano è diminuito di 0,8 punti, raggiungendo il 3,79%. Il rendimento tedesco è invece cresciuto di 0,3 punti, arrivando al 3,03%. Quello francese è sceso di 0,8 punti al 3,66%. Infine, il dollaro si è indebolito nei confronti dell'euro, scambiato a 84,76 centesimi.
Aziende sotto i riflettori: Alstom in forte calo, difesa in rialzo
Tra i singoli titoli, si segnala il vero e proprio crollo di Alstom, che ha perso il 29,76%. La società ha ritirato le proprie stime per l'esercizio 2026/2027. Questo annuncio è arrivato dopo la presentazione dei risultati preliminari dell'esercizio conclusosi il 31 marzo. L'effetto dei conti ha pesato anche sulla tedesca Sulzer, specializzata in componenti per sistemi di pompaggio, che ha ceduto il 2,73%.
Al contrario, il comparto della difesa ha mostrato una tendenza positiva. Si sono registrati acquisti su Hendsoldt (+2,4%), Leonardo (+1,7%) e Bae Systems (+1,35%). I titoli petroliferi hanno invece registrato un andamento debole, con Shell (-1,3%), Eni (-1,2%), Bp (-1%) e TotalEnergies (-0,5%). Anche Saipem (-3,45%) e Subsea7 (-2,9%) hanno subito perdite, seguendo un report di JpMorgan sull'ingegneria petrolifera.
Automobilistici e bancari in ordine sparso
Nel settore automobilistico, si sono visti acquisti su alcuni dei principali produttori. Ferrari ha guadagnato il 2%, Stellantis l'1,89% e Renault lo 0,95%. In controtendenza, Mercedes ha registrato un calo del 4,1%. Il comparto bancario ha mostrato un andamento misto. Tra i titoli in rialzo figurano Mediobanca (+3,15%), Mps (+2,6%), Intesa (+0,7%), Unicredit (+0,5%) e Commerzbank (+0,1%). Hanno invece ceduto terreno SocGen (-0,25%) e NatWest (-0,7%).
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