Un'inchiesta su una società di Carmiano, operante nel settore socio-sanitario, ha portato a richieste di arresto e divieto di attività d'impresa per quattro persone. L'ipotesi è di bancarotta fraudolenta.
Indagine su società di Carmiano per bancarotta
Un'indagine giudiziaria ha preso di mira la G.r.s. Srl. Questa società, con sede a Carmiano, gestiva residenze per anziani. Aveva due strutture operative. Una si trovava a Miggiano e l'altra a San Donaci. Il tribunale ha dichiarato il fallimento della società nel 2021. L'inchiesta coinvolge nove persone. I loro residenti sono nelle province di Lecce e Bari.
Sono state avanzate due richieste di arresto. Queste riguardano persone residenti a Brindisi e Adelfia, in provincia di Bari. Il pubblico ministero Alessandro Prontera ha formulato le richieste. La misura cautelare del divieto di esercitare attività d'impresa è stata chiesta anche per altre due persone. Una risiede a Mola di Bari, l'altra a Bologna. Queste persone sono accusate a vario titolo di bancarotta fraudolenta. Le accuse riguardano sia il patrimonio che la documentazione.
Misure cautelari e accuse di bancarotta
Gli interrogatori preliminari sono fissati per la mattinata seguente. Si svolgeranno davanti al giudice per le indagini preliminari Maria Francesca Mariano. I quattro indagati per cui sono state chieste le misure cautelari. Potranno rispondere alle domande del giudice. In alternativa, potranno avvalersi della facoltà di non rispondere. L'ipotesi accusatoria principale è la bancarotta fraudolenta. Questa si riferisce sia alla distrazione di beni che alla falsificazione di documenti contabili.
Secondo gli inquirenti, M. S., 50enne di Brindisi, era l'amministratore di fatto della G.r.s. Srl. Era lui a gestire concretamente la società. G. V., 49enne di Adelfia, ha ricoperto il ruolo di amministratore di diritto per un certo periodo. Entrambi sono sospettati di aver compiuto operazioni illecite. L'obiettivo era sottrarre beni al patrimonio aziendale. Questo sarebbe avvenuto tramite la distrazione di ingenti somme di denaro. Si parla di decine di migliaia di euro.
Sistema illecito e fatture false
Nell'inchiesta sono coinvolti anche L. L., 65enne di Mola di Bari. Era amministratore di diritto di società fornitrici. Queste erano utilizzate dalla G.r.s. Srl. Anche F. D. M., 54enne originario di Roma ma residente a Bologna, è indagato. Era amministratore di diritto di un'altra società collegata. Il presunto sistema illegale si basava sull'uso di società fornitrici. Queste sarebbero riconducibili agli stessi indagati. Venivano formalizzati contratti per l'esternalizzazione del personale. Ciò permetteva la distrazione di fondi.
La Procura contesta anche l'emissione di fatture per servizi e forniture inesistenti. Tra questi, attrezzature e arredi mai consegnati. Sono state contestate anche consulenze fittizie. Queste servivano a giustificare uscite di denaro non reali. L'indagine ha messo in luce prelievi di denaro considerati sospetti. Sono state analizzate movimentazioni finanziarie prive di giustificazione contabile. Sotto esame anche fondi societari usati per spese estranee all'attività. Si parla di soggiorni e acquisti personali.
Difesa e decisioni del giudice
Il collegio difensivo è composto da diversi legali. Tra questi figurano gli avvocati Raffaele Benfatto, Gianni Gemma, Antonio Bolognese, Lea Bolognese, Antonio La Scala e Nicola Oberdan Laforgia. Al termine degli interrogatori, il giudice deciderà se applicare le misure cautelari richieste dalla Procura. Le decisioni dipenderanno dalle risposte fornite dagli indagati e dalle prove raccolte.
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