È stato istituito un nuovo laboratorio per promuovere lo Stretto di Messina come patrimonio mondiale Unesco e parco nazionale. L'iniziativa mira a valorizzare le risorse eco-paesaggistiche del territorio attraverso studi e ricerche mirate.
Nuovo laboratorio per lo Stretto di Messina
Un'importante iniziativa è stata lanciata per la valorizzazione del territorio dello Stretto di Messina. È stato ufficialmente costituito un laboratorio dedicato al patrimonio eco-paesaggistico. L'obiettivo principale è duplice: la realizzazione di un parco nazionale dello Stretto e la ripresa del percorso per il riconoscimento Unesco. Questo ente opererà attraverso studi e ricerche mirate.
La nascita di questo organismo è avvenuta durante un seminario tenutosi presso l'Università Mediterranea di Reggio Calabria. L'incontro ha visto la partecipazione di esperti e studiosi del settore. La sede scelta è stata Palazzo Zani, un luogo simbolo per la cultura locale.
Copatss promuove studi e ricerche
Il laboratorio è promosso dalla rete Copatss (Comunità di Patrimonio del territorio dello Stretto Sostenibile). Collabora attivamente anche l'Università Mediterranea di Reggio Calabria, rappresentata dal professore Domenico Marino. Quest'ultimo coordina le attività del nuovo organismo.
Il lavoro si concentrerà su due gruppi tematici distinti. Il primo gruppo si occuperà della creazione del parco nazionale dello Stretto. Il secondo gruppo si dedicherà alla procedura per ottenere il riconoscimento Unesco. Entrambi i temi sono oggetto di dibattito e studio da tempo.
Partecipano al progetto docenti delle università di Reggio e Messina. Si uniscono a loro esperti della rete Copatss e rappresentanti di associazioni culturali e ambientaliste. L'intento è di stimolare la produzione di tesi di dottorato e lauree specialistiche. Si spera di ottenere risultati concreti in tempi brevi.
Esperti a confronto per lo Stretto
Il seminario di presentazione ha visto gli interventi di diversi professionisti. Il professor Alberto Ziparo ha introdotto i lavori del coordinamento Copatss. Il professore Domenico Marino ha sottolineato l'importanza dell'ecologia e dei beni immateriali. Ha evidenziato come le risorse eco-paesaggistiche dello Stretto possano rappresentare una grande ricchezza.
Gerardo Pontecorvo, ricercatore del CNR, ha parlato del progetto di parco nazionale. Lo ha definito un'operazione di sviluppo autosostenibile. Piero Idone e Angelo Raso, ambientalisti di lunga data, hanno ricordato studi passati sul riconoscimento Unesco. Hanno evidenziato la necessità di un approccio scientifico robusto.
L'avvocato Giuseppe Vitarelli ha messo in luce il ruolo del gruppo legale. La presenza di avvocati esperti in diritto ambientale garantisce azioni basate sul rispetto delle normative. Altri studiosi e professionisti hanno contribuito con i loro interventi. Tra questi, Angelo Vazzana, Rocco Gangemi, Rossella Agostino, Pino Romeo, Alessia Stellitano, Amilcare Mollica e Rossella Bulsei.
Focus su tutela e sviluppo sostenibile
Gli interventi hanno ribadito l'esigenza di unire tutela e sviluppo sostenibile. Si è sottolineata la necessità di rispettare le peculiarità storiche, culturali e paesaggistiche dello Stretto. Si è espresso il rifiuto verso progetti che potrebbero minacciare questo patrimonio.
Il professore Giuseppe Fera ha ribadito la necessità di un approccio scientifico per l'iter Unesco. Ha suggerito di individuare le aree dello Stretto con maggiori potenzialità per ottenere il riconoscimento. Al termine dell'incontro, sono stati costituiti i due gruppi di lavoro. Ognuno conta circa venti componenti, molti dei quali attivi su entrambi i fronti.
Il professore Marino ha ufficialmente proclamato la nascita del laboratorio. Aderiscono alla rete Copatss e altre realtà associative, tra cui il Touring Club Italia. La fonte delle informazioni è Reggio Today.