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Il Ponte sullo Stretto avanza con un nuovo decreto che mira a superare le obiezioni della Corte dei Conti. L'amministratore delegato Pietro Ciucci si dichiara ottimista sull'approvazione finale, sottolineando la trasparenza del nuovo iter.

Nuovo decreto per il Ponte sullo Stretto

Un recente provvedimento legislativo mira a sbloccare definitivamente l'iter per la realizzazione del Ponte sullo Stretto. Questo nuovo atto normativo introduce una procedura specifica e rigorosa. L'obiettivo è ottenere una nuova delibera dal Cipess. Tale delibera dovrà accogliere le osservazioni sollevate dalla Corte dei Conti. L'amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha espresso grande ottimismo riguardo all'esito positivo di questo processo.

Il decreto è concepito per fornire un quadro chiaro e dettagliato. Esso definisce precisamente le azioni da intraprendere per giungere all'approvazione finale. La procedura è stata definita molto impegnativa. Questo garantisce che ogni aspetto venga valutato con la massima attenzione. La precedente bocciatura da parte dei magistrati contabili aveva creato incertezza. Il nuovo decreto rappresenta un tentativo di superare tali ostacoli in modo trasparente e metodico.

Ciucci ha evidenziato come il nuovo decreto sia “del tutto trasparente”. Ha aggiunto che “c'è scritto esattamente quello che stiamo facendo e andremo a fare”. Questa chiarezza è fondamentale per ottenere la piena approvazione della Corte dei Conti. Essa rappresenta, secondo Ciucci, “la base solida del progetto, le fondamenta”. Costruire un'opera di tale portata richiede una solida base di legalità e trasparenza.

La società Stretto di Messina e il Governo si sono attivati prontamente. Hanno lavorato per conformarsi ai pareri della Corte. Anche se alcune osservazioni non sono state pienamente condivise, l'intento è procedere. Sono state avviate le necessarie consultazioni. Il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici è stato richiesto. È in fase di firma un accordo di programma. Questo coinvolge il Mef, il Mit, Anas, Rfi e le Regioni Calabria e Sicilia.

È stato mantenuto un dialogo costante con le istituzioni europee. Incontri a Bruxelles hanno permesso uno scambio approfondito di documentazione. Sono stati affrontati temi cruciali come la direttiva Habitat, le valutazioni di impatto ambientale e la direttiva Appalti. Quest'ultima è fondamentale per risolvere il problema dell'incremento dei corrispettivi.

Slittamento dei tempi e risorse liberate

Il ritardo nel cronoprogramma ha portato a una riallocazione delle risorse finanziarie. Le somme precedentemente destinate al Ponte per il biennio 2025-2026 non sono più necessarie. Questo accade perché i lavori non inizieranno in quel periodo. Ciucci ha definito questa scelta come quella di un “buon padre di famiglia”. Si liberano così fondi per altri interventi, senza intaccare il budget complessivo.

Il costo totale del progetto rimane confermato a 13,5 miliardi di euro. Questo importo rappresenta l'attuale stima dei costi. Lo slittamento dei tempi, sebbene possa apparire un intoppo, ha permesso una gestione più oculata delle finanze. La società Stretto di Messina prevede la conclusione dell'iter autorizzativo entro la fine dell'estate. Una nuova delibera del Cipess è attesa per settembre. L'avvio delle attività realizzative è previsto per l'ultimo trimestre del 2026.

Ciucci ha chiarito che l'avvio dei lavori sarà graduale. Non ci si aspetta un'immediata mobilitazione di macchinari pesanti. Si tratterà di lavori propedeutici e di preparazione. Questo approccio è tipico di progetti di tale magnitudo. La fase iniziale sarà dedicata alla preparazione del cantiere e alle opere preliminari. Le grandi opere di costruzione richiederanno tempo per essere avviate.

Il decreto legge definisce con precisione la sequenza delle procedure. Prima si presenterà al Cipess il piano finanziario aggiornato. Successivamente, si otterrà la registrazione della delibera. Poi verrà firmato il terzo atto aggiuntivo alla convenzione con il Mit. Infine, si tornerà davanti alla Corte dei Conti per la registrazione finale. Questo allungamento dei tempi è considerato necessario per garantire la correttezza dell'intero processo.

Nonostante le critiche e le richieste di integrazione, Ciucci ha mostrato fiducia. Ha dichiarato che la società sta lavorando intensamente sui rilievi della Corte. Le osservazioni sono state recepite senza discussioni, anche se non tutte sono state pienamente condivise. L'obiettivo è ottenere la registrazione finale senza ulteriori intoppi.

Dialogo con i territori e opere collaterali

L'incontro con la sindaca di Villa San Giovanni, Giusy Caminiti, è stato un momento importante. Ciucci ha ribadito la grande opportunità che il Ponte rappresenta per il territorio. Ha sottolineato l'importanza della collaborazione tra la società e l'amministrazione comunale. L'obiettivo è massimizzare i benefici per Villa San Giovanni e per tutte le aree interessate.

Tuttavia, dall'amministrazione comunale di Villa San Giovanni è probabile la presentazione di un nuovo ricorso al Tar. Un precedente ricorso era stato giudicato inammissibile per prematurità. Ciucci ha commentato che i ricorsi sono stati “perlomeno intempestivi”. Ha aggiunto che il Tar ha indicato la possibilità di presentare un nuovo ricorso qualora la nuova delibera Cipess non fosse ritenuta soddisfacente.

La società Stretto di Messina preferirebbe trovare soluzioni condivise. Ciucci ha espresso la volontà di sedere a un tavolo per discutere. Ha affermato di avere “una grande attenzione per Villa San Giovanni”. Tuttavia, ha precisato che non tutte le opere richieste potranno essere realizzate immediatamente. Alcune opere collaterali, che potrebbero ammontare a cifre significative, richiederanno tempo.

Il progetto del Ponte è decennale. Alcune opere potranno essere avviate subito, altre seguiranno nel tempo. Ciucci ha avvertito contro l'eccesso di aspettative. Ha spiegato che “non abbiamo bacchette magiche nella borsa”. Il processo di realizzazione richiederà 7-8 anni dal momento dell'avvio effettivo. Ci saranno altre leggi finanziarie e tempo per reperire ulteriori risorse.

L'attrattore “ponte” potrebbe diventare un catalizzatore di attenzione politica e governativa per l'area. Ciucci ha posto una domanda retorica: se il ponte non sarà realizzato, le necessarie opere collaterali da 1,5 miliardi saranno effettivamente completate? Ha anche menzionato le dichiarazioni del sindaco metropolitano facente funzioni, Carmelo Versace, riguardo a opere urgenti. Ciucci ha suggerito che tali esigenze avrebbero potuto essere discusse in precedenza.

Scenari politici e future prospettive

Le domande dei giornalisti hanno toccato anche gli scenari politici. Si è parlato delle imminenti elezioni amministrative a Reggio Calabria e Messina. È stato chiesto un commento sulla sconfitta del governo al referendum. Pietro Ciucci ha ribadito la natura tecnica dell'organismo Stretto di Messina. Ha dichiarato di non fare politica e di non sapere per chi voti. Ha menzionato la sua capacità di lavorare con diversi governi, citando Romano Prodi, Silvio Berlusconi e apprezzando la concretezza di Matteo Salvini.

Ciucci non esclude che il Ponte possa diventare un tema centrale nelle campagne elettorali locali. Ha assicurato la disponibilità al dialogo con i candidati. Tuttavia, ha chiarito fermamente che “non facciamo campagna elettorale per nessuno”. La società opera su un piano tecnico e non politico.

È stata sollevata l'ipotesi di un cambio di governo prima dell'avvio dei cantieri. Un eventuale ritorno del centrosinistra potrebbe bloccare l'opera? Ciucci ha definito il Ponte “un grande progetto che ci viene invidiato fuori d'Italia”. Ha espresso la speranza che non diventi “ostaggio di una situazione politica”. Il governo ha dato un incarico e il progetto è ora legge del Parlamento.

Ciucci si dice convinto che un cambiamento politico non comporterebbe automaticamente lo stop del progetto. Sarebbe una decisione “molto penalizzante” per l'intero paese. La società Stretto di Messina intende proseguire con determinazione. L'obiettivo è portare a termine un'opera di rilevanza nazionale.

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