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Lo spettacolo teatrale "Vincenzo Malinconico" con Massimiliano Gallo ha riscosso un enorme successo al Teatro Vittorio Emanuele di Messina. L'opera, un'ode all'imperfezione, ha saputo coniugare risate e riflessioni profonde, confermando il talento dell'attore e della compagnia.

Massimiliano Gallo mattatore sul palco peloritano

L'attore Massimiliano Gallo ha conquistato il pubblico del Teatro Vittorio Emanuele di Messina con la sua interpretazione di Vincenzo Malinconico. Il personaggio, già noto al grande pubblico grazie alla serie televisiva, è stato portato sul palco con ironica leggerezza. Gallo si è confermato un esperto mattatore, un fuoriclasse del tempo comico. La sua performance è stata impreziosita da lievi tocchi di malinconia calibrata. L'attore veste i panni di un avvocato d'insuccesso. Restituisce dal vivo l'anima del personaggio con grande convinzione. Malinconico abita i propri fallimenti con eleganza. È come indossare un abito di sartoria un po' liso. La sua vita sentimentale è paragonata a una stampante inceppata. Succede sempre sul foglio più importante, confessa dal palco. Domina la scena con naturalezza ed esperienza attoriale. Ogni battuta diventa risata e verità filosofica. Si muove come un funambolo accorto. È in bilico tra il desiderio di darsi un tono e la rassegnazione. Sa che la felicità è come il Wi-Fi negli hotel. Sai che c'è, ma prende bene solo in un angolo della stanza dove non puoi stare comodo. La regia dello spettacolo è sapiente. Si rivela un raffinato gioco di sponde. Dietro il carisma di Gallo pulsa un cast di comprimari straordinari. Trasformano il flusso di coscienza dell'avvocato in un coro polifonico. L'efficacia comica è di rara intensità.

Biagio Musella: il polmone comico dello spettacolo

Se Gallo è il cuore pulsante dello spettacolo, Biagio Musella ne rappresenta il polmone comico. L'attore interpreta tre ruoli di spalla con grande poliedricità. Veste i panni di “Bigodino”, l'assistente tirocinante imbranato. Interpreta anche l'angelo custode, un angelo scalcinato di seconda categoria. Infine, dà vita a una donna logorroica e dinoccolata. Questa chiede giustizia in una lite fra cani. La sua capacità di trasformismo è notevole. La sua mimica facciale offre il contrappunto perfetto alle elucubrazioni di Malinconico. Tra i due attori esiste un'alchimia rara. Il loro dialogo è un ping-pong verbale. Ha strappato risate a scena aperta per tutta la serata. L'energia di Eleonora Russo è notevole. Interpreta la “trombamica” disinibita. Questa sta per lasciarlo perché si sta per sposare. Greta Esposito è l'allegra e affettuosa figlia Alagia. Entrambe le donne apportano una sfumatura diversa al caos di Malinconico. Molto bravi anche Diego D’Elia e Manuel Mazia. Interpretano ruoli di poliziotti, giudice e cameriere. Il successo dello spettacolo è merito di una compagnia affiatata. Sa quando accelerare e quando lasciare spazio al silenzio.

Le canzoni di Joe Barbieri e il successo di pubblico

Le canzoni di Joe Barbieri, interpretate con efficacia da Gallo, sottolineano l'apertura e la chiusura dei due atti. Punteggiano anche i momenti salienti dello spettacolo. La musica si insinua tra le righe di De Silva come un profumo. Evoca nostalgia e speranza. L'esperienza al Vittorio Emanuele si trasforma in un viaggio sensoriale completo. Le prime due serate sono state un successo. Il teatro era stracolmo di pubblico in ogni angolo e ordine di palchi. Questo dimostra che le storie "imperfette", se condite con garbo, sagacia, ironia e passione per il teatro, sanno affascinare tutti. Malinconico conclude con un sorriso agrodolce. Essere moderatamente felici non è un ripiego, è una strategia di sopravvivenza. A fine spettacolo, travolto dagli applausi, Gallo ha confidato al pubblico la sua commozione. È tornato finalmente a Messina dopo 25 anni. Ha ricordato il suo primo film da regista, in uscita il 9 aprile nelle sale cinematografiche. Si intitola “La Salita”. È dedicato alla sensibilità visionaria di Eduardo De Filippo. Gallo ha raccontato di quando, da Senatore a Vita, decise di donare di suo pugno una somma importante. Lo fece per costruire un palcoscenico per i ragazzi del carcere di Nisida. Impianterà una scuola di recitazione. Creerà il primo spettacolo minorile attoriale in Italia. Ha simpaticamente suggerito al pubblico di andare al cinema i primi giorni. Questo per garantire gli incassi e la permanenza del film nelle sale. Gallo era commosso per la calorosa accoglienza del pubblico peloritano. Ha aggiunto che in questi tempi di prepotenza e violenza l'arte rimane uno dei pochi approdi salvifici di pace per l'umanità. La risonanza è stata commossa negli applausi prolungati in sala. Un trionfo collettivo che il pubblico potrà gustare ancora domenica pomeriggio, 29 marzo, in ultima replica.

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