Operai Pmc a Melfi mantengono il presidio da 172 giorni. Si attende la conferma del piano di reindustrializzazione e l'assorbimento del personale.
Nuovo imprenditore per l'ex opificio Pmc
Un potenziale nuovo attore è emerso per l'ex stabilimento Pmc di Melfi. L'incontro al Ministero ha rivelato il nome dell'imprenditore interessato. Si tratta della Costruzioni Srl. Questa azienda ha presentato un piano dettagliato per il sito. L'obiettivo è la ripartenza delle attività produttive.
Il progetto mira a creare un impianto per la lavorazione del bitume. Sarà inoltre realizzata una piattaforma per il recupero di materiali. Particolare attenzione sarà dedicata ai Pneumatici Fuori Uso (PFU). Verrà implementato un processo di riciclo a temperatura ambiente. Questo permetterà di separare gomma, acciaio e fibre tessili.
Un altro settore chiave sarà la gestione dei RAEE. I Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche saranno trattati per recuperare metalli, plastiche e vetro. Verrà garantita la messa in sicurezza delle sostanze pericolose. La Costruzioni Srl ha dichiarato un fatturato di 58 milioni di euro nel 2025. L'azienda si è detta disponibile ad assorbire il personale Pmc e Brose. Questo impegno è previsto entro 24 mesi.
Le richieste dei lavoratori Pmc
I lavoratori della Pmc, in presidio da 172 giorni, non abbassano la guardia. Hanno ribadito le loro richieste. Chiedono al Mimit e alla Regione Basilicata di verificare la solidità del piano. È fondamentale accertare la disponibilità finanziaria effettiva. Le aziende Pmc e Stellantis sono chiamate a responsabilità. Gli operai hanno perso salario e stabilità lavorativa.
I lavoratori sottolineano che gli imprenditori non possono scomparire. Esigono garanzie per la cassa integrazione. Questo sostegno è necessario per tutti i mesi precedenti l'avvio delle nuove lavorazioni. La situazione attuale ha lasciato molti operai in condizioni precarie. La loro protesta mira a ottenere certezze concrete.
Prossimi passi e vigilanza
Il prossimo incontro al Mimit è stato fissato per l'8 giugno. I lavoratori hanno assicurato che il presidio continuerà. Rimarranno vigili per monitorare ogni sviluppo. Vogliono assicurarsi che gli impegni presi vengano mantenuti. Temono che si tratti solo di promesse non mantenute. La loro presenza davanti ai cancelli è un segnale forte. Richiedono trasparenza e concretezza.
Il dettaglio sui profili professionali da assorbire sarà discusso in un futuro incontro. Questo avverrà dopo un confronto tecnico tra le aziende coinvolte. La speranza è che il piano di reindustrializzazione porti a una soluzione duratura. I lavoratori attendono risposte definitive per garantire il proprio futuro lavorativo.