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La Maturità 2026 subirà importanti modifiche, soprattutto nella prova orale. Verrà introdotta una nuova fase iniziale di riflessione personale e saranno più stringenti le regole per evitare la "scena muta". Anche i criteri di ammissione e le regole di condotta subiranno variazioni.

Nuove regole per l'esame orale

Il Ministero dell'Istruzione ha ufficializzato le nuove disposizioni per la Maturità 2026. Il Ministro Giuseppe Valditara ha firmato l'ordinanza che definisce il calendario e le modalità delle prove. L'obiettivo è rendere l'esame più orientato all'introspezione e alla valutazione critica del percorso dello studente.

La prova orale, da sempre momento cruciale, vedrà una trasformazione sostanziale. Si inizierà con una parte inedita. Gli studenti saranno invitati a una riflessione sul loro percorso di studi. Dovranno raccontare le esperienze vissute e le competenze acquisite nel corso dei cinque anni di scuola superiore. Questa fase mira a valorizzare la crescita personale oltre il mero apprendimento nozionistico.

Solo dopo questa introduzione personale, si passerà alla discussione delle quattro discipline selezionate. La commissione non si limiterà a verificare la conoscenza dei contenuti. Sarà fondamentale la capacità di creare collegamenti interdisciplinari. Si valuterà l'equilibrio nella trattazione degli argomenti. Verrà dato peso anche a quanto riportato nel curriculum dello studente. Questo documento raccoglie tutte le attività formative, sia interne che esterne all'istituto.

L'ordinanza sottolinea l'importanza della completezza della prova. Il colloquio orale includerà la verifica delle competenze di educazione civica. Sarà discussa la prestazione nelle prove scritte. Verrà inoltre richiesta la presentazione di una relazione o di un elaborato multimediale. Questo riguarderà le esperienze di alternanza scuola-lavoro. Il punteggio massimo per la prova orale rimane fissato a 20 punti.

Stop alla "scena muta" e criteri di ammissione

Una delle novità più discusse riguarda il divieto esplicito della "scena muta". Il Ministero ha introdotto un monito severo per evitare situazioni di assoluta mancanza di preparazione o rifiuto di interazione. Episodi sporadici di questo tipo sono stati segnalati negli anni precedenti.

Il rifiuto di confrontarsi con la commissione o una preparazione palesemente insufficiente comporteranno la perdita dell'anno. Questo avverrà anche se lo studente avesse raggiunto il punteggio minimo di sufficienza (60). Si tratta di un richiamo alla responsabilità. L'intento è garantire la serietà del rito di passaggio che rappresenta l'esame di Stato per gli studenti italiani.

Restano rigidi i criteri per essere ammessi all'esame. È necessaria la frequenza di almeno tre quarti del monte ore. La partecipazione alle prove Invalsi è obbligatoria. Anche il completamento delle ore di alternanza scuola-lavoro è un requisito fondamentale. Per quanto riguarda i voti, è richiesto il sei in tutte le discipline. Tuttavia, il Consiglio di classe potrà eccezionalmente motivare l'ammissione anche in presenza di un singolo voto pari a cinque.

Nuove regole sul comportamento e candidati esterni

Entrano in vigore anche nuove regole relative al voto in condotta. Se il voto in condotta è pari a sei, il Consiglio di classe assegnerà un elaborato critico. Questo dovrà riguardare la cittadinanza attiva e solidale. L'elaborato sarà discusso durante il colloquio dell'esame di maturità. Sarà quindi parte integrante della valutazione complessiva.

Se il voto in condotta è invece pari a 5, lo studente non sarà ammesso all'esame di Stato. Questa è una misura drastica volta a sottolineare l'importanza del comportamento e del rispetto delle regole all'interno dell'ambiente scolastico. La condotta diventa quindi un fattore determinante per l'accesso alla prova finale.

Per quanto riguarda i candidati esterni, ovvero coloro che non hanno frequentato regolarmente un percorso di studi quinquennale, è previsto un esame preliminare. Questo servirà a valutare la loro preparazione generale prima dell'ammissione all'esame di Stato.

Calendario delle prove scritte

L'esame di Maturità 2026 prenderà il via ufficialmente mercoledì 18 giugno alle ore 8:30. La prima prova sarà quella di Italiano. Sarà una prova a carattere nazionale, della durata di sei ore. L'obiettivo è accertare la padronanza della lingua italiana e le capacità espressive degli studenti, attraverso diverse tipologie testuali.

Il giorno successivo, giovedì 19 giugno, i candidati affronteranno la seconda prova d'indirizzo. I contenuti di questa prova sono già noti da gennaio. Varia a seconda dell'indirizzo di studi. Ad esempio, per il Liceo Classico la prova riguarderà il Latino. Per il Liceo Scientifico sarà Matematica. Negli istituti tecnici, la prova potrebbe vertere su materie come Economia Aziendale.

Queste modifiche mirano a un esame più completo e formativo. L'intento è valutare non solo le conoscenze acquisite, ma anche le competenze trasversali e la maturità degli studenti. L'introduzione della riflessione personale all'orale e il rigore sui criteri di ammissione e condotta segnano un nuovo corso per la Maturità italiana.

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