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Il sentiero dei Cinti a Grassano apre al pubblico per le Giornate FAI 2026. Un percorso unico tra centro storico, geologia millenaria e tradizioni lucane. Scopri date e orari.

Sentiero dei Cinti: un tesoro storico e geologico

A Grassano, in provincia di Matera, esiste un luogo speciale. Non si tratta solo di un posto da visitare, ma di un'esperienza da vivere. I Cinti di Grassano offrono un'immersione nella memoria e nella fatica della terra. La loro essenza è palpabile fin dal primo approccio.

Sabato 21 marzo 2026, in occasione delle Giornate FAI, questo affascinante sentiero si apre. Esso abbraccia l'intero centro storico di Grassano. Il suo nome, 'cinge', descrive perfettamente il suo abbraccio al borgo. Un'opportunità per esplorare un luogo dove storie, architettura e geologia si fondono. La tradizione lucana è protagonista in ogni angolo.

L'antico sentiero acciottolato invita alla scoperta. Si parte dai resti del Castello dei Cavalieri di Malta. L'ombra della Chiesa Madre di Grassano accompagna il cammino. Si entra in un'altra dimensione temporale. Da un lato, la scarpata si apre verso un orizzonte infinito. Un paesaggio che ha ispirato Carlo Levi nel suo capolavoro.

Levi descrisse questo panorama in «Cristo si è fermato a Eboli» (1945). Parlò di un «mare di terra biancastra». Paesi lontani apparivano come «vele sperdute». Un'immagine potente che cattura l'essenza di questa terra.

Geologia millenaria e testimonianze del passato

Dall'altro lato del sentiero, una parete viva si erge imponente. Non è semplice terra, ma un vero e proprio racconto geologico. Questa parete è uno spaccato della storia della valle del medio Basento. Si osservano strati sovrapposti di sabbie e conglomerati. I colori variano dal rosso ruggine al giallo paglierino.

Le stratificazioni mostrano pieghe e interruzioni. Segni antichi che rivelano una verità sorprendente. Circa uno o due milioni di anni fa, qui c'era il mare. Era un'antica spiaggia preistorica. Successivamente divenne la foce di un grande fiume, scomparso con il sollevamento tettonico.

Camminare lungo i Cinti significa attraversare il tempo. Un tempo inciso nella terra stessa. Questa 'montagna di terra' ha offerto riparo all'uomo per secoli. Sono state scavate decine di cantine, una accanto all'altra. Ogni cantina ha la sua unicità.

Le facciate sono realizzate in mattoni rossi e ciottoli, i 'chiact''. Grandi portoni e piccole finestre lasciano filtrare poca luce. All'interno, la profondità è sorprendente. Navate si inoltrano nella collina, fresche e silenziose. La parte semicircolare, chiamata 'la sacrestia', custodiva il vino migliore.

Questi luoghi non erano solo spazi di lavoro. Erano centri pulsanti di vita comunitaria e familiare. Le storie si intrecciano su questo paesaggio unico.

Storie, leggende e il ruolo dei giovani ciceroni

Le storie dei Cavalieri di Malta risuonano qui. Furono signori di queste terre per secoli. Molte cantine portano ancora la loro impronta. Si narra anche delle gesta dei briganti. Trovarono rifugio e punti di osservazione tra queste grotte naturali.

La tradizione contadina è un altro filo conduttore. Si parla dei monachicchi, spiritelli dispettosi. Si dice abitassero le cantine più antiche. Amavano fare scherzi ai passanti. Gli anziani ammonivano: «Meglio non passarci al buio». Il confine tra realtà e leggenda qui è sempre sottile.

Durante le Giornate FAI, questo luogo si svela attraverso nuovi sguardi. Ben 26 studenti dell'Istituto Comprensivo di Grassano partecipano attivamente. Provengono dalle classi 2A, 2B, 3A, 3B e 3C. Saranno apprendisti ciceroni, guidati da docenti e volontari.

Divisi in 4 gruppi, accompagneranno i visitatori. Esploreranno le cantine e i punti panoramici. L'itinerario parte da largo Palazzo Ruggiero. Si prosegue verso le cavità rocciose con le stratificazioni geologiche.

L'evento prevede la visita di cantine eccezionalmente aperte. Tra queste, la Cantina Rizzo. Custodisce un palmento settecentesco. È decorato con la croce dei Cavalieri di Malta. Nella cantina Santoro, saranno esposte conchiglie fossili. Questi reperti racconteranno il legame profondo tra la terra e l'antico mare.

Un laboratorio a cielo aperto e un lascito prezioso

Il percorso dei Cinti è un vero laboratorio a cielo aperto. Geologia, storia e cultura si incontrano in un unico itinerario. Il cammino si conclude nella Cantina Santoro. Questo spazio è aperto al pubblico per l'occasione.

La cantina è stata recentemente restaurata. Ha ritrovato l'aspetto dei primi del Novecento. Si entra negli ambienti originali della vinificazione. Si riscoprono gli strumenti di un tempo. Sono conservati con cura dal compianto professor Giuseppe Santoro.

Questo lascito è un piccolo museo didattico. Racconta alle nuove generazioni il lavoro, i gesti e i tempi della civiltà contadina. Nei Cinti di Grassano, tutto è interconnesso. La geologia ha plasmato la terra. Il lavoro umano l'ha abitata. La cultura contadina l'ha resa viva.

Visitare questo luogo richiede poco. Bastano un paio di scarpe comode e uno sguardo curioso. Le Giornate FAI offrono un'occasione unica. Permettono di riscoprire, insieme ai giovani ciceroni, un luogo che non si limita a mostrarsi. Continua a raccontare la sua storia.

Informazioni pratiche per la visita

Le visite guidate nei Cinti di Grassano si svolgeranno solo sabato 21 marzo 2026. Saranno disponibili in due fasce orarie. La mattina, dalle 9:30 alle 13:00. Il pomeriggio, dalle 15:00 alle 18:00.

Il percorso è adatto a tutti. Si consigliano calzature idonee per camminare comodamente. L'iniziativa è supportata dal gruppo di valorizzazione locale 'Alla scoperta di Grassano'.

Per approfondire e scoprire questo luogo online, è disponibile il sito didattico cintidellamemoria.wordpress.com. La locandina allegata fornirà ulteriori dettagli sull'evento. L'invito è a diventare fan su Facebook per rimanere aggiornati.

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