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Un uomo di 52 anni residente a Genova è stato condannato a quasi 9 anni di carcere per traffico internazionale di stupefacenti. L'inchiesta lo collega a un'importazione di cocaina dall'Ecuador.

Narcotraffico internazionale: sentenza a Genova

Un cittadino genovese di 52 anni ha ricevuto una pesante condanna. La pena stabilita è di 8 anni e 10 mesi di reclusione. L'accusa riguarda il traffico internazionale di sostanze stupefacenti. La sentenza è arrivata in seguito a una vasta indagine. Questa operazione è stata condotta dalla Direzione Investigativa Antimafia.

L'uomo era stato arrestato lo scorso novembre. La sua detenzione è avvenuta al termine di complesse attività investigative. La sua posizione è stata ulteriormente aggravata da precedenti vicende giudiziarie. Infatti, nello scorso ottobre, era già stato condannato a 3 anni e 6 mesi. Il motivo era la detenzione di armi.

Importazione di cocaina dall'Ecuador

Secondo le risultanze investigative, il 52enne avrebbe agito in concerto con altre persone. Si ipotizza l'organizzazione di un'importante rete di narcotraffico. Il piano prevedeva l'arrivo di ingenti quantità di cocaina. La droga sarebbe partita da Guayaquil, in Ecuador. L'obiettivo era lo scalo marittimo di Genova.

Per realizzare il traffico, il genovese si sarebbe avvalso della collaborazione di un dipendente di una società di spedizioni. Quest'ultima opera nel Porto di Genova. Inoltre, sarebbero stati coinvolti tre cittadini ecuadoriani. La loro presenza suggerisce un legame diretto con il paese di origine della sostanza.

Associazione per delinquere e trasferimento fraudolento di valori

Nonostante la spedizione di droga non sia andata a buon fine, il gruppo è stato accusato di associazione per delinquere. Questo reato è contestato a tutti e cinque gli indagati. L'obiettivo comune era proprio l'organizzazione del narcotraffico. La gravità delle accuse sottolinea la complessità dell'operazione.

Il 52enne genovese, tuttora detenuto, deve rispondere anche di un altro reato. Si tratta di trasferimento fraudolento di valori. Questo illecito sarebbe stato commesso in concorso con un'altra persona. L'aggravante specifica è il fine di agevolare le attività di associazioni mafiose. Tale circostanza aumenta ulteriormente la gravità della sua posizione.

Il processo e le altre vicende giudiziarie

Il processo si sta svolgendo presso il Tribunale di Massa. La scelta di questa sede è dovuta a un trasferimento di competenza territoriale. La difesa dei legali ha ottenuto questo spostamento. La richiesta era basata su ragioni di opportunità processuale.

In precedenza, il 52enne era stato coinvolto in un'altra vicenda. Si trattava di una presunta estorsione ai danni della moglie. Le intercettazioni telefoniche avevano rivelato minacce. L'obiettivo sarebbe stato impedirle la vendita di una villa. Tuttavia, la vendita non sarebbe comunque stata possibile senza il suo consenso. Per questo specifico capo d'accusa, il genovese è stato assolto.

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