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I fondi PAC europei si rivelano cruciali per la sopravvivenza di piccole imprese agricole come quella di Vincenzo Mastropaolo a Marineo. L'allevatore di bovini di razza Cinisara ha investito in tecnologia e sostenibilità, ma teme tagli ai finanziamenti e l'aumento dei costi.

Innovazione tecnologica per l'allevamento sostenibile

Un innovativo sistema di collari GPS permette di monitorare i movimenti e le abitudini alimentari dei bovini di razza Cinisara. Questa tecnologia, insieme a macchinari come rotopresse, trattori e falciatrici, è stata acquistata grazie a circa 200 mila euro di fondi PAC. Questi finanziamenti, mirati a migliorare la competitività e la sostenibilità delle imprese agricole, hanno permesso a Vincenzo Mastropaolo di espandere la sua attività.

L'impresa agro-zootecnica di Mastropaolo vanta una tradizione familiare che dura da tre generazioni. Le sue radici affondano nelle colline di Marineo, un comune situato a circa trenta chilometri da Palermo. Mastropaolo, inoltre, ricopre la carica di vicepresidente del consorzio dedicato alla tutela e valorizzazione della razza autoctona Cinisara.

Il giovane allevatore ha trovato un valido supporto nella Coldiretti. L'organizzazione gli ha fornito consulenza per accedere ai progetti di sviluppo rurale finanziati dall'Unione Europea. Questo sostegno si è rivelato fondamentale per orientare le sue scelte imprenditoriali verso l'innovazione e la crescita sostenibile del suo allevamento.

La passione per la razza Cinisara e il benessere animale

La mandria di Vincenzo Mastropaolo conta circa 120 capi. A soli 32 anni, l'allevatore conosce ogni singolo animale, dimostrando un profondo legame con le sue mucche di razza Cinisara. Un esempio di questo affetto è il momento in cui una delle vacche, soprannominata «Porta l’aneddu», dà alla luce una vitellina di 40 chili. La piccola riceve il nome di Dina, un momento che suscita visibile emozione nell'imprenditore.

Per Mastropaolo, il benessere degli animali e un allevamento improntato alla sostenibilità sono pilastri irrinunciabili della sua attività. Ha scelto di concentrare i suoi sforzi sulla salvaguardia della razza Cinisara. Ha accantonato la produzione di latte e derivati per dedicarsi completamente alla linea mucca-vitello.

Questa scelta strategica è guidata da principi di innovazione, sostenibilità e agricoltura biologica. Le sue mucche vivono prevalentemente all'aperto, immerse nella natura. Solo in determinate circostanze vengono ricoverate in stalla, per poi tornare a pascolare nelle rigogliose colline di Marineo.

L'imprenditore agricolo ha adottato un approccio che minimizza l'uso di mangimi industriali. La sua mandria si nutre principalmente del foraggio prodotto autonomamente su circa 20 ettari di terreno di sua proprietà. Gli animali hanno a disposizione un'area estesa di almeno 200 ettari di territorio collinare.

In questo vasto spazio, le mucche pascolano liberamente, accompagnate dai loro vitellini. I piccoli, a volte, vengono visitati nella nursery situata all'interno di un capannone. Questo spazio protetto li difende dai potenziali predatori, garantendo la loro sicurezza nelle prime fasi di vita.

I fondi PAC: una salvezza ma con incognite future

«Grazie ai finanziamenti siamo riusciti ad acquistare macchinari e ad applicare innovazione», afferma con soddisfazione l'allevatore. Mastropaolo sottolinea l'importanza cruciale dei fondi europei per le aziende agricole. Senza questo supporto, il rischio concreto per molte realtà è la chiusura definitiva. I fondi PAC rappresentano una fonte di sostentamento certa e vitale.

Tuttavia, l'entusiasmo di Mastropaolo è offuscato da alcune preoccupazioni. Le notizie riguardo a possibili riduzioni dei fondi PAC per gli anni a venire destano inquietudine. Inoltre, l'incremento costante del prezzo del carburante minaccia di mettere in seria difficoltà l'intera filiera produttiva.

«L'aumento del gasolio incide notevolmente sui costi», conclude il giovane imprenditore agricolo. Non solo il carburante, ma anche le spese per la semina, la raccolta e la manutenzione dei macchinari rappresentano un onere significativo. Questi fattori mettono a dura prova il lavoro degli allevatori, riducendo drasticamente i margini di guadagno.

La situazione evidenzia la fragilità del settore agricolo, fortemente dipendente da politiche di sostegno e da fattori esterni come il costo dell'energia. La razza Cinisara, un patrimonio zootecnico locale, rischia di essere messa a repentaglio da queste criticità economiche, nonostante gli sforzi di imprenditori appassionati come Vincenzo Mastropaolo.

La sua visione di un'agricoltura sostenibile e rispettosa degli animali, supportata da investimenti in tecnologia, rappresenta un modello da preservare e incentivare. La speranza è che le istituzioni preposte riconoscano l'importanza di queste realtà e garantiscano un futuro stabile ai fondi destinati al settore primario, assicurando così la sopravvivenza di tradizioni e biodiversità.

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