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Il settore manifatturiero, dopo l'agricoltura, è il secondo ambito con più casi di sfruttamento lavorativo. La provincia di Mantova è particolarmente colpita, con imprenditori che reclutano manodopera tra persone in stato di bisogno.

Sfruttamento nel manifatturiero: il caso Mantova

Il settore manifatturiero presenta un numero elevato di episodi di sfruttamento lavorativo. La provincia di Mantova spicca in questo triste primato. Si contano ben 11 vicende di questo tipo. Questo dato rappresenta circa il 24% dei casi totali registrati nel Nord Italia per questo settore produttivo.

Anche importanti inchieste della Procura di Milano hanno acceso i riflettori sul fenomeno. Queste indagini hanno riguardato note case di moda. Sono state accusate di non aver vigilato adeguatamente sulla propria filiera produttiva. La produzione di articoli in pelletteria, come borse e portafogli, era stata esternalizzata a ditte a conduzione cinese.

La filiera produttiva sotto accusa

La Procura di Milano ha spesso disposto l'amministrazione giudiziaria per le aziende coinvolte. Questo provvedimento è stato adottato nei confronti di opifici cinesi. L'obiettivo era contrastare lo sfruttamento dei lavoratori. Le aziende subfornitrici venivano agevolate nella loro condotta illecita. Ciò avveniva per omessa vigilanza sulla catena di fornitura.

Un altro aspetto preoccupante emerge dal VI Rapporto di Fondazione Placido Rizzotto. Anche Flai Cgil e Laboratorio L’Altro Diritto hanno contribuito alla ricerca. Viene evidenziato lo sfruttamento di cittadini stranieri. Molti di loro sono privi di regolare permesso di soggiorno. Questo fenomeno è diffuso soprattutto nelle regioni del Nord, come la Lombardia.

Imprenditori stranieri e manodopera vulnerabile

Molti imprenditori stranieri approfittano dello stato di bisogno di altri lavoratori stranieri. Spesso si tratta di connazionali. Sfruttano le reti migratorie per ottenere manodopera a basso costo. Anche le precarie condizioni economiche dei richiedenti asilo vengono utilizzate a proprio vantaggio.

Il dato più allarmante proviene dal Mantovano. In 8 casi su 15, gli imprenditori agricoli sono di nazionalità straniera. Predominano i cittadini del Bangladesh. Questi impiegano esclusivamente manodopera straniera. Alcuni lavoratori sono regolarmente sul territorio, altri sono clandestini.

Estensione del fenomeno in Lombardia

I dati raccolti mostrano una realtà estesa. Non sono immuni da queste dinamiche nemmeno i cittadini comunitari. Anche gli italiani risultano vittime in circa un quarto dei casi monitorati. Lo sfruttamento lavorativo non conosce confini nazionali.

Analizzando le province lombarde, Milano e Mantova guidano la classifica. Registrano rispettivamente 29 e 27 casi. La provincia di Brescia segue con 15 inchieste. Si scende poi a 9 casi nel Pavese. Nel Cremonese i casi sono 8. Nelle province di Bergamo, Como e Monza i numeri si attestano a 5. Le procure di Busto Arsizio e Lodi riportano 4 casi. Lecco e Varese ne contano 3. Sondrio registra 2 episodi.

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