Inaugurazione Scuola Piero Angela a Borgochiesanuova
Mantova ha celebrato lunedì mattina l'apertura della nuova scuola primaria Piero Angela a Borgochiesanuova. La struttura, definita dal sindaco Mattia Palazzi «una delle più belle e innovative del Nord Italia», nasce con l'obiettivo di diventare un vero e proprio «nuovo cuore della città». La scuola è stata progettata per integrarsi con il quartiere, promuovendo la rigenerazione della vita comunitaria.
L'istituto accoglierà complessivamente 375 alunni e unisce tre precedenti realtà scolastiche: De Amicis, Don Leoni e Don Minzoni. L'inaugurazione ha visto la partecipazione di oltre mille persone, accorse per l'open day pomeridiano dedicato a famiglie e bambini.
Architettura e Innovazione Didattica
La scuola Piero Angela si distingue per il suo design moderno, ispirato agli istituti del Nord Europa, con ampie vetrate che garantiscono luminosità e un tetto calpestabile utilizzabile per attività didattiche. L'architetto Alfonso Femia ha curato il progetto di questa struttura all'avanguardia.
L'assessore ai lavori pubblici Nicola Martinelli ha fornito dettagli tecnici: la scuola si estende su circa 4mila metri quadrati distribuiti su due piani, affiancata da una palestra di 1.120 metri quadrati, un'area verde di 7.200 metri quadrati e una copertura praticabile di 1.180 metri quadrati.
Spazi e Sostenibilità
All'interno, la scuola offre aule di ultima generazione, laboratori, una biblioteca, una mensa con cucina interna e un auditorium. Gli spazi interni ed esterni sono pensati per favorire una didattica continua e interattiva. Particolare attenzione è stata dedicata alla sostenibilità ambientale e all'efficienza energetica dell'edificio.
La struttura è stata realizzata secondo criteri antisismici. L'assessora all'istruzione Serena Pedrazzoli ha sottolineato come la scuola rappresenti «un hub di comunità pronto a interagire con il quartiere», frutto di un lavoro di squadra e della visione educativa dell'amministrazione.
Visione Futura e Comunità
Il sindaco Palazzi ha spiegato che la progettazione della scuola è avvenuta durante il periodo del Covid, portando alla scelta di una struttura flessibile e modulabile con numerosi spazi aperti. La decisione di unire tre scuole in un unico edificio risponde anche a criteri demografici, per gestire i cambiamenti previsti nei prossimi decenni e preservare l'offerta formativa.
Durante la cerimonia, dopo il taglio del nastro, si è svolto uno spettacolo degli alunni e un momento conviviale. Nel giardino è stato piantumato un ulivo e sigillata una «capsula del tempo» contenente pensieri dei bambini, da riaprire tra dieci anni.