Allarme autotrasportatori per il prezzo del carburante
Il settore dell'autotrasporto si trova ad affrontare una crisi senza precedenti, con il prezzo del gasolio che supera stabilmente i 2 euro al litro. Il recente taglio alle accise ha offerto solo un sollievo temporaneo, lasciando gli operatori con un futuro incerto.
Questa situazione ha spinto Trasportounito a proclamare uno sciopero nazionale dei mezzi pesanti dal 20 al 25 aprile. Parallelamente, Unatras ha indetto assemblee permanenti in cento città italiane per sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni.
Le associazioni di categoria mantovane chiedono interventi
Le principali associazioni di categoria del territorio mantovano, tra cui Confindustria, Api, Cna e Confartigianato, hanno espresso forte preoccupazione per la sostenibilità del settore. Denunciano una situazione «insostenibile» e sollecitano misure concrete e durature da parte del governo.
Mario Beschi, presidente della sezione trasporti di Confindustria Mantova, sottolinea l'importanza strategica del settore dei trasporti per l'economia. «Non è pensabile che il settore possa crescere e investire con queste condizioni», ha dichiarato, evidenziando come le marginalità siano ormai ridotte al minimo e i costi fuori controllo.
Marginalità ridotte e rischio di concentrazione di mercato
La preoccupazione maggiore riguarda la possibile trasformazione del mercato, con il rischio che rimangano solo pochi grandi operatori. Questo scenario porterebbe a una dipendenza totale del mondo produttivo da queste poche entità. Al momento, non si registra un'adesione diffusa a livello nazionale alla mobilitazione proclamata.
Confartigianato teme che la mancata adozione di ulteriori misure governative possa portare a iniziative di protesta difficili da gestire. L'associazione si dichiara al fianco delle imprese per affrontare questa fase delicata.
Critiche al decreto carburanti e richieste di sostegno
Confcommercio ha criticato il decreto carburanti, evidenziando come, dopo un iniziale effetto positivo, i prezzi, soprattutto quelli extra-rete, abbiano ripreso a salire. Inoltre, i meccanismi di ristoro previsti per gli operatori professionali risultano poco operativi e con risorse limitate.
La Cna ha fornito dati significativi: l'aumento del gasolio ha azzerato i margini delle imprese, che si attestano mediamente sotto il 3% del fatturato. La criticità maggiore risiede nello squilibrio finanziario tra il pagamento immediato del carburante (30-35% dei costi) e l'incasso dei ricavi, che arriva dopo 60-90 giorni.
Per questo, Cna chiede l'utilizzo immediato del credito derivante dal rimborso delle accise e una moratoria temporanea sui contributi previdenziali e le imposte. Apindustria Confimi, infine, invoca una revisione delle accise, considerate ormai un peso strutturale, e una politica energetica di lungo periodo, puntando sull'autonomia nazionale ed europea.