La guerra in Iran sta provocando un aumento dei costi di produzione per milioni di euro per le cooperative romagnole. Si paventano scenari di inflazione e recessione, con richieste urgenti di interventi strutturali da parte di Legacoop Romagna.
Imprese romagnole sotto pressione per la guerra
Le cooperative della Romagna affrontano un'escalation di costi produttivi. Il conflitto in Iran sta generando rincari mensili superiori al 20%. Legacoop Romagna sollecita interventi strutturali urgenti. Gli aggravi economici non sono più sostenibili dalle filiere produttive. Si temono ripercussioni sull'intero sistema economico nazionale. La fine degli effetti del Pnrr aggrava ulteriormente la situazione. L'incertezza sulle scelte del Piano Transizione 5.0 aumenta la preoccupazione. Questo nuovo shock esogeno si aggiunge a pandemie e conflitti precedenti. La situazione ricorda scenari di inflazione e recessione. Legacoop Romagna chiede di evitare tali esiti a ogni costo. Si auspicano misure efficaci per contrastare la crisi. Il taglio delle accise sui carburanti è una delle proposte. Si chiede anche di contrastare le speculazioni sui prezzi. Il rilancio del credito d'imposta per l'autotrasporto è considerato fondamentale. Tale misura fu già sperimentata con successo durante la crisi ucraina. Questi sono gli aggiornamenti dal monitoraggio di Legacoop Romagna. L'indagine riguarda le imprese associate dal 28 febbraio scorso. La data coincide con l'inizio delle operazioni militari in Medio Oriente.
Agroalimentare in sofferenza, aumenti record
Il settore agroalimentare romagnolo sta subendo forti ripercussioni. Le cooperative agricole braccianti di Ravenna sono particolarmente colpite. Gestiscono 12mila ettari coltivati. Rappresentano uno dei maggiori gruppi agricoli italiani. Il prezzo del gasolio agricolo è schizzato alle stelle. È passato da 0,67 euro a 1,38 euro al litro su base annua. Solo per le operazioni colturali di marzo, le cooperative spendono quasi 30mila euro in più a settimana. La preoccupazione riguarda anche i blocchi nelle catene di approvvigionamento. L'aumento dei carburanti si ripercuote sui fertilizzanti. L'urea è aumentata dell'84% in un anno. Il costo è passato da 430 a 790 euro per tonnellata. I concimi azotati hanno registrato un +33%. Il costo è salito da 375 a 500 euro. Il trasporto da terzi subirà aumenti stimati tra il 15% e il 25%. Questi costi erodono ulteriormente la redditività. L'impatto complessivo per le cooperative agricole è di circa 1,8 milioni di euro annuali in più. Apofruit Italia, leader nell'ortofrutta, segnala aumenti dei trasporti. Il costo per container è raddoppiato, raggiungendo i 10mila euro. Si registrano anche perdite di sbocchi per le esportazioni.
Vino, trasformazione e cavi elettrici: impatti diversificati
Terre Cevico, cooperativa vinicola attiva in 90 paesi, vede l'impatto su più fronti. L'export è colpito dalla sospensione di commesse importanti. Oltre 1 milione di euro di ordini persi su Dubai. Sul fronte energetico, si paventa un rincaro di oltre 200.000 euro per il 2026. A ciò si aggiungono i costi di logistica e trasporti. Fruttagel, cooperativa di Alfonsine, stima aumenti energetici di 250.000 euro mensili. Altri 150.000 euro sono previsti per trasporti, imballi e servizi. L'aumento complessivo dei costi per il 2026 potrebbe raggiungere i 4-5 milioni di euro. La cooperativa Icel, produttrice di cavi elettrici, prevede un aumento dei costi energetici del 20%. Si tratta di 63.000 euro mensili e 696.000 euro annuali per i suoi stabilimenti. Ulteriori aumenti sono attesi per trasporti e materie prime. Materiali derivati dal petrolio, come asfalto e serramenti, sono già cresciuti del 10%. Le cooperative di servizi ambientali affrontano un impatto del carburante del 25% annuo. Queste risorse sono difficilmente recuperabili dai committenti pubblici.
Appello per interventi concreti contro recessione e inflazione
Il presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi, critica l'inazione delle istituzioni. L'avventura militare in Iran, attribuita a Trump, ha causato un disastro. Le imprese e i cittadini hanno affrontato molteplici crisi. A differenza della guerra in Ucraina, le risposte governative attuali sono inadeguate. Il Pnrr aveva fornito un supporto significativo in passato. Ora, le istituzioni non riescono a implementare interventi efficaci. L'aumento dei costi di bilancio è tale da mettere in ginocchio qualsiasi comparto. L'incertezza sul Piano Transizione 5.0 aggrava il quadro. Servono risposte concrete e decise. Non si può agire solo sull'emergenza. Altrimenti, si rischia uno scenario di recessione e inflazione. Questo colpirà tutti nel brevissimo termine. Legacoop Romagna rappresenta 352 cooperative in Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini. Il valore della produzione è di 8 miliardi di euro. Occupa oltre 28mila lavoratori. I soci sono più di 320mila.